PAKISTAN  KALASH  PHOOL FESTIVAL

Gli ultimi Pagani del Kafiristan & Chupursan Buzkashi


pakistan bis


TOUR IN 16 GIORNI


  • IMPEGNO MEDIO
  • DURATA 16 GIORNI
  • VIAGGIO ETNICO, CULTURALE, NATURALISTICO, PHOTO EXPERT
  • GUIDA LOCALE IN LINGUA INGLESE

NOTA Alcune variazioni nel programma potranno essere realizzate dall’organizzazione, se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo per ragioni tecnico operative e di sicurezza.


PROGRAMMA: VIAGGIO PAKISTAN – KALASH PHOOL FESTIVAL

FB= PENSIONE COMPLETA


1° GIORNO:  ITALIA – ISLAMABAD AEREO

Ritrovo dei Sig.ri partecipanti all’aeroporto di partenza. Disbrigo delle formalità di imbarco. Partenza con volo di linea in classe economica per Islamabad. Pasti e pernottamento a bordo.


2° GIORNO: ISLAMABAD CITY TOUR BUS (FB)

Arrivo a Islamabad, dove espletate le formalità di immigration ci sarà il trasferimento in hotel e il Tour della città. Islamabad è la capitale del Pakistan, situata ai piedi delle Margalla Hills nella parte settentrionale del Potohar Plateau. In contrasto con la sua vicina città gemella di Rawalpindi, è verde e lussureggiante. Si visitano la Moschea Shah Faisal (progettata dall’architetto turco Vedat Dalokay e finanziata in gran parte con donazioni dell’Arabia Saudita, è una delle più grandi moschee del mondo), Shakar Padia (il moderno e superbo Pakistan Monument a forma di fiore di loto), il Lok Virsa (Museo Nazionale di Etnologia che presenta le tradizioni di storia e vita pakistane), il view point Daman-e-Kok sulla parte centrale delle Margalla Hills con vista panoramica sulla città e il vicino villaggio storico di Saidpur, dove c’è un tempio indù abbandonato, un tempio gurdwara Sikh e una piccola moschea. Pernottamento a Islamabad.

NB = Questa o altre visite nell’area metropolitana potrebbero essere recuperate al ritorno a Islamabad.


3° GIORNO: ISLAMABAD – TAXILA – KAGHAN VALLEY – NARAN  BUS (FB)

Si parte da Islamabad a Naran (270 km – 6-7 h) via Abbottabad e Mansehra, deviando poi in direzione di Balakot e attraversando la Kaghan Valley, verde splendente come le Alpi, fino a Babusar Pass (consentendo un collegamento più breve da Islamabad a Chilas e Gilgit), facendo diverse fermate in vari view points e pause thè. Lungo il percorso si fa una sosta per la visita di Taxila, uno dei più importanti tesori archeologici del sub-continente indiano, con i resti di tre grandi città e decine di monasteri buddisti risalenti tra il 600 aC e il 600 dC. Situata al punto d’incontro delle rotte commerciali che collega la Cina, l’India, l’Asia centrale e l’Occidente, Taxila è stata incorporata in molti imperi ed è diventata il crocevia della cultura del mondo antico. Alessandro Magno giunse qui nel 326 aC tenendovi discussioni filosofiche con gli intellettuali residenti. Oggi Taxila è un vasto paradiso archeologo, dove cercheremo di visitare i principali siti. Naran è una città nell’Alta Valle di Kaghan nel distretto di Mansehra, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa ad un’altitudine di 2409 m. Pernottamento a Naran.


4° GIORNO: NARAN – BABUSAR PASS – CHILAS – KARIMABAD – BUS (FB)

Il percorso fino a Karimabad da Naran via Babusar Pass è di 8-9 ore. Si parte da Naran fino al Babusar Pass 4173m, il punto più alto della Kaghan Valley che collega il Gilgit Baltistan con la provincia del Khyber Pakhtunkhwa e il principale punto per raggiungere il CPEC (China Pakistan Economic Corridor). Dopo essere scesi di quota a Chilas,  si prosegue sulla KKH (Karakorum Highway) seguendo il percorso del fiume Hindo, non mancando di fermarsi nel punto in cui si scontrano tre catene montuose imponenti, il Karakorum, l’Himalaya e l’Hindū-Kūsh. Emozionante è la sosta al punto panoramico del Nanga Parbat 8125 m, che è la 2° vetta più alta del Pakistan e la 9° del mondo, che ha la triste fama di “Montagna Assassina” per il suo alto indice di mortalità tra i suoi scalatori e ascensionisti e che è anche considerato il pilastro terminale dell’Himalaya occidentale. L’arrivo a Karimabad (2500 m), la capitale di Hunza Valley, è emozionante; essa è l’unica città al mondo, dove si possono vedere cinque cime sopra i 7000 m in tutte e quattro le direzioni. Il Monte Rakaposhi 7788 m, il Diran 7256 m, il Golden Peak 7027 m, l’Ultar- I 7388 m e l’Ultar-II 7310 m, con la sagoma della Principess Bobulimuting che si distende all’orizzonte dell’Hunza, rappresentano lo skyline più osservato da diversi viewpoints di Hunza. Il nome di Karimabad deriva dal Principe Karim Agha Khan, il capo spirituale della setta Nazari degli sciiti ismailiti. L’Hunza Valley è anche conosciuta come il luogo dove si trova il mito di Shangri-lá, la terra dove la gioventù è eterna. Questo mito dovuto alla longevità è alimentato anche da un buon tenore di vita locale insieme ad un mondo libero e lontano da militanti estremistici, da povertà e inquinamento. Lo scrittore statunitense James Hilton si è ispirato a questa valle per il suo romanzo “Orizzonte perduto” (1933), che a sua volta è stata fonte della sceneggiatura di ben 2 film omonimi. E’ prevista la visita del Forte Baltit, antica sede del Mir dello stato di Hunza e costruito in stile tibetano su una posizione panoramica sul fiume. Si raggiunge infine l’albergo di Karimabad.


5° GIORNO: KARIMABAD – HOPAR – NAGAR VALLEY – KARIMABAD – DUIKAR/HUNZA MINIVAN, BUS (FB)

Partenza da Karimabad per Hopar a un’ora e mezza d’auto per una piacevole passeggiata nella Nagar Valley ai piedi del Monte Rakaposhi, dove immersi tra la rigogliosa natura e tra gente molto cordiale e calorosa sembra di toccare il cielo con un dito. Rientrando a Karimabad si visita il Forte e il villaggio di Altit, vecchio di 900 anni e costruito dalla gente del Baltistan, abitata da etnia Borusho e il Bazar di Hunza/Karimabad per un conclusivo shopping finale. La sera si raggiunge Duikar (3000 m), il punto più alto della valle da cui si ha una maestosa vista della montagna intorno e delle valli centrali di Nagar e Hunza, per attendere il tramonto, se le condizioni metereologiche lo consentono. Pernottamento a Duikar.


6° GIORNO: DUIKAR/HUNZA GULMIT – PASU  – BUS (FB)

Si parte lungo la KKH Karakorum Highway in direzione del Khunjerab Pass, dove è il confine cinese, entrando nel Gojal Tehsil nell’alto Hunza, di cui è stata capitale storica Gulmit (2408 m). Attraversando il lungo Tunnel Long Life PAK-China Friendship (galleria costruita per cementare l’amicizia pakistana-cinese), faremo numerosi stop in viewpoint presso il comprensorio dell’Hunza Lake: Lago Attaabad, noto anche come lago Gojal (lago color turchese, formato a seguito della caduta di un’enorme frana nei pressi del villaggio omonimo), il villaggio di Pasu (2400 m),  i particolari graffiti rupestri ”Pasu Rockcarvings” e la miniera di rubini. A Pasu visiteremo il Museo locale, costituito all’interno di una casa tradizionale e la Casa dei Tappeti, gestito da una operativa di donne di etnia Wakhi Tajik, per poi proseguire ancora verso il confine cinese, visitando Pasu Glacier (uno dei ghiacciai bianchi della valle di Hunza) e Batura Glacier (il quinto ghiacciaio non polare più lungo del mondo, lungo 56 km), punto più settentrionale dell’itinerario prima di ritornare indietro. Spettacolare è la sosta panoramica sull’Hussaini Gojal Suspension Bridge (ponte tibetano sospeso che attraversa nell’Hunza superiore il Borith Lake), su cui spesso transitano con le gerle donne e uomini di etnia Wakhi Tajik. Un ultimo spettacolare viewpoint sul Tupopdan “la montagna baciata dal sole”, noto anche come Cattedrale di Passu o Torri della Cattedrale per le sue altre creste, che si specchia sul fiume Hunza, prima del rientro a Pasu, dove è il pernottamento.


7° GIORNO: PASU – CHUPURSAN VALLEY – PASU  BUZKASHI  – BUS (FB)

Lungo la strada che conduce al Wakhan Corridor in Afghanistan, raggiungiamo il comprensorio della Chupursan Valley, al confine tra Pakistan e Afghanistan. Questa valle, collegata al versante orientale del Wakhan afghano tramite il Khora Bhirt Pass (4630 m), comprende verdi e incontaminati villaggi circondati dalle catene di Hindū-Kūsh, Karakorum e Pamir, con le loro cime innevate. I suoi percorsi, ricchi di piccoli laghi turchesi, erano utilizzati in modo intermittente con cavalli, muli, yak, capre e pecore da vari viaggiatori, commercianti, pellegrini, pastori e comunità residenti e semi-permanenti per attraversare le frontiere tra Asia centrale e Asia meridionale. Oggi sono abitati da gente di etnia Wakhi Tajik, comunità semi-nomade chiamati “Guhjali” nella parte alta dell’Hunza, ma tra loro definiti “Khik”. Essi sono musulmani di rito ismailita e conservano ancora intatte le tradizioni dei loro avi, dedicandosi alla pastorizia e all’agricoltura specie di orzo. I Wakhi, come tutti gli abitanti del Centro Asia sono naturali depositari ed eredi del Buzkashi, una nobile arte equestre, con cui sono dimostrano agilità, forza, precisione, capacità di stare in sella, ed a cui si potrà assistere insieme a musiche locali. Il Buzkashi è uno sport equestre tradizionale dell’Asia centrale, originato da Gengis Khan all’inizio del XIII secolo e che è lo sport nazionale dell’Afghanistan e del Kazakistan, diffuso in molti paesi del centro Asia. Il nome significa letteralmente “acchiappa la capra”, ed è praticato su un grande campo, la cui lunghezza può variare da circa 400 metri alle dimensioni di un campo da calcio, da due squadre di chapandoz (cavalieri); il gioco tradizionalmente veniva praticato come “tutti contro tutti”, ma poi venne riformato con la suddivisione in due squadre. Lo scopo dello scontro è quello di impadronirsi della carcassa di una capra (boz) e di lanciarla oltre a un segno di demarcazione o in una area definita. Questo gioco, osservato dagli inglesi durante il periodo coloniale in India e Pakistan, ispirò il famoso attuale gioco del Polo. Si rientra a Pasu per la notte.


8° GIORNO: PASU – KINO KITTO – GILGIT – PHUNDER – BUS, JEEP  (FB)

Lunga giornata di trasferimento fino a Phunder. Si percorre ridiscendendo la comoda Karakorum Highway fino a Gilgit (5-6 h), recuperando eventuali visite, se non è stato possibile farle nei tempi previsti del percorso di andata, come la sosta al view point spettacolare di Monte Rakaposhi 7788 m e a Chalt, nel punto esatto in cui i continenti si sono scontrati circa 60-70 milioni di anni fa, provocando la collisione dell’Indo-Pak continentale, sub-slittato sotto la placca eurasiatica. Adiacente a Chalt è il Kino Kitto, un sentiero scavato nella parete rocciosa a ZigZag, con un ponte ben visibile in una gola della montagna che ricorda un antico ramo della Via della Seta. All’arrivo a Gilgit, si visita il locale  Bazaar (Raja e Saddar Bazaar) e il vecchio ponte sospeso sul fiume Gilgit, per raggiungere  nei suoi dintorni la gola di Shuko Gah, sulla cui parete rocciosa di Kargah Nala si trova scolpito in stile tibetano il grande Kargah Buddha, risalente al VII secolo, per infine raggiungere l’albergo. Si lascia la KK Highway per immettersi su una strada che gradatamente diventa sempre più sterrata lungo il fiume Ghizer, in direzione di Phunder (5-6 h). I panorami montani, costeggiando il fondo valle, si succedono con spettacolari viewpoints presso Gahkuch view point alla confluenza  dell’Ishkoman Valley con un lungo ponte galleggiante e presso il Ponte sospeso tibetano sul fiume Khalti fino a giungere a Gupis/Khalti Lake.

Appare infine la magnifica vista del profondo lago blu di Phunder, dove si arriva in serata.


9° GIORNO: PHUNDER – SHANDUR PASS – MASTUJ – JEEP (FB)

Da Phunder proseguendo alla volta di Mastuj (7-8 h) si ha modo di fare diversi stop fotografici lungo il fondovalle del fiume Ghizer, che scorre parallelo all’Afghan Whakan Corridor (che separa il Pamir e il Tajikistan dal Karakorum Range) in uno dei rami principali della Via della Seta, che dal Centro Asia attraverso il Khunjerab Pass conduce all’India. Si susseguono alcune soste presso il Lago Shandur e lo Shandur Polo Ground (dove si trova il più alto campo di Polo del mondo, in cui si svolge l’annuale Torneo di Polo con una partita giocata sul Top del passo tra le squadre dei Distretti di Chitral e del Ghizer, normalmente nella prima o seconda settimana di luglio), fino a raggiungere  la cima dello Shandur Top (3800 m). Da esso si scende poi lentamente costeggiando la riva orientale del fiume Laspur, che passa per il villaggio di Harchin, per giungere a Mastuj in superba vista del fiume Yarkhun.


10° GIORNO: MASTUJ – CHITRAL – KALASH VALLEY/BUMBURET – JEEP (FB)

Lungo il percorso odierno che conduce a Chitral (4-5 h) il paesaggio è particolarmente suggestivo con i villaggi sparsi lungo il grande canyon alluvionale che congiunge l’altipiano di Panjikur alla valle di Kashgar e che oltre il Boroghil Pass scorre nel Yarkhun Gol, solcato a valle dal fiume omonimo. I ruscelli e i canali di irrigazione corrono attraverso i campi di grano e orzo fiancheggiati da alberi popolari, mentre nei villaggi quelli di albicocco sono diffusi ovunque. Si ha modo di osservare diversi punti spettacolari e panoramici sulle montagne dell’Hindu Raj: Mori Peak e Buni Zom 6542 m, finchè nei pressi della confluenza dei fiumi Chitral e Khunar appare maestosa, tra diverse angolazioni, la sagoma del Tirich Mir, la superba alta vetta dell’Hindū-Kūsh, per giungere infine a Chitral (1475 m). La città situata nella Chitral Valley è isolata nell’estremo nord del Khyber Pakhtunkhwa ai piedi del Tirich Mir. Alessandro Magno fece tappa qui nel 326 aC, lasciandosi alle spalle la tradizione greca che si riflette ancora oggi in queste valle nei costumi della popolazione indigena. Una recente iscrizione sanscrita ricorda che il paese era sotto il re Kaipal di Kabul, di fede buddista. Qui dopo vari regimi, i Mehtras salirono al potere e governarono il piccolo regno per oltre trecento anni. Mentre si richiedono i permessi utili per entrare nella Kalash Valley, si fa un breve giro per il suo centro. Si visitano la Shahi Masjid, sede di scuola coranica, con gli adiacenti Shahi Qila o Chitral Fort (Palazzo-Fortezza dei Mehtar) ed il Bazaar, dove sono vari commercianti locali di etnia Pashtun. Proseguendo per la Kalash Valley/Bumburet (2 h), si faranno delle fermate ancora in prossimità di panoramici Viewpoint sul Tirich Mir e ad Ayun, attraversando il suo fondovalle e piccoli villaggi caratteristici. Si giunge infine a Bumburet per la notte.


11° GIORNO: KALASH VALLEY/BUMBURET – JEEP (FB)

La Kalash Valley (1670-2310 m) è composta da tre piccoli valli adiacenti (Bumburet, Rambur e Birir), situate nell’ Hindū-Kūsh tra il confine con l’Afghanistan e la valle di Chitral e accessibili tramite una strada transitabile in jeep. I Kafir Kalash che la abitano costituiscono la più piccola tra le minoranze etniche del Pakistan (circa 3000 autoctoni). Hanno una religione specifica ed una cultura uniche al mondo, venendo considerati dai musulmani uomini infedeli (Kafiri appunto), perché politeisti di antichi Dei e noti al mondo esterno per il loro atteggiamento gioioso verso la vita. A differenza delle altre minoranze che vivono esclusivamente in una particolare area geografica, vivono in piccoli villaggi costruiti sulle colline vicino alle rive dei corsi d’acqua, mentre le loro case sono costruite su fondamenta di pietra solide, accatastate le une alle altre. L’origine dei Kalash è controversa. La leggenda dice che i soldati delle legioni del conquistatore macedone Alessandro Magno si stabilirono a Chitral e da qui imparentandosi con la gente locale diventarono progenitori degli attuali Kalash, parlando ancora l’antico idioma Kalashwar; tra la popolazione molti presentano tratti somatici ariani con carnagione chiara e occhi cerulei. Recenti analisi dei DNA sono state effettuate per ricercare la loro parentela genetica con gli europei, ma gli attuali Kalash si dichiarano convinti discendenti di Iskander. Gli uomini vestono alla stessa maniera dei Musulmani (salvo per un piccolo particolare distintivo: un ornamento – fiore, nastrino – che gli uomini Kalash portano sul Pacol, il berretto di panno), mentre le donne hanno un costume uguale, quasi un’uniforme, che è diversissimo da quello delle donne musulmane. Esse infatti indossano abiti neri, stretti in vita da una fascia di stoffa multicolorata e portano al collo grandi file di collane, soprattutto di corallo, e come copricapo portano uno zucchetto decorato con perline colorate, cipree e monete del mare con un folklore diverso da quello pakistano (che è stata paragonato a quella dell’antica Grecia). Tra le visite odierne il villaggio di Brun, per visitare alcune tipiche case tradizionali accatastate sulla roccia, il museo e il cimitero, dove le bare dei morti sono deposte sopra la terra e non sepolte, secondo l’usi locale. Si andrà in giro, da un villaggio all’altro, passeggiando per incontrare la gente e conoscere la cultura locale. Pernottamento a Bumburet.


12° GIORNO: KALASH VALLEY/BUMBURET – AYUN KALASH PHOOL FESTIVAL  – JEEP (FB)

Il momento clou di questo viaggio è esplorare le valli dei Kalash e partecipare al Kalash Phool Festival, una festa colorata di due giorni nella Birir Valley, celebrata con grande spirito e zelo dall’etnia Kalash. La leggenda narra che il dio greco Dioniso, durante il suo viaggio nelle Indie, accompagnato da Baccanti e spiriti Sileni della foresta dalla forma umana ma con orecchie di cavallo, in cammino con gli zoccoli abbia fondato un insediamento che divenne presto famoso per la festa e le orge tra le popolazioni e i viaggiatori vicini. Si dice che Alessandro Magno abbia attraversato questo avamposto ellenico con il rimpianto di fermarsi. Durante questa grande spedizione in Estremo Oriente nel IV sec aC, fu prevalso da un profumo d’uva che incantò anche molti dei suoi soldati tra cui il generale Salik Shah, chiamato Selefuous, che poi lo abbandonò. Nella cultura di Kalash l’estasi, l’amore, la poesia, lo sciamanesimo e tutti i sentimenti pagani che ci relazioniamo con il dio greco Pan sono ancora vivi. Il Phool Festival celebra la Vendemmia e la raccolta di uva e noci. Raccogliere l’uva rappresenta un requisito nella società Kalash, in quanto per fare il vino l’uva viene coltivata in siti protetti dagli dei. I grappoli d’uva sono raccolti in tutta la valle in un giorno particolare e la raccolta è un’occasione di gioia e di far festa. Durante il Festival ci sposteremo nei vari villaggi della valle (seguendo gli eventi dove programmati al momento) per partecipare alle danze coreografiche (a onda come una S) di gruppi di danzatori e ballerine locali e anche provenienti dai villaggi Kalash limitrofi, che si ritrovano per danzare e festeggiare presso la sommità del rispettivo villaggio (il Charsu) con ritmi molto frenetici di tamburi e tra un tripudio di costumi e musica di tamburi, grida e fischi esilaranti. Al termine dei festeggiamenti nel pomeriggio si raggiunge Ayun per il pernottamento.


13° GIORNO: AYUN – LOWARI TUNNEL – SWAT VALLEY  BUS (FB)

Si lascia Ayun alla volta della Swat Valley attraverso il Lowari Tunnel (circa 7-8 h). Il Tunnel, costruito sotto il Lowari Pass tra Chitral e Dir con una lunghezza di 10,4 km, inaugurato nel luglio 2017 e costato circa US$ 260 milioni, consente un più facile avvicinamento tra Islamabad e Chitral senza raggiungere il Top. Tra i numerosi tornanti sono osservabili i numerosi mezzi pesanti (camion e colorati TIR) che con i loro carichi di merci e la varia umanità che si portano dietro vanno su e giù. Dopo una sosta a Dir si riprende il percorso per giungere a valle a Swat, cercando di nuovo di acclimatarci al caldo umido. Il distretto di Swat è una delle zone montane più fertili e facilmente accessibili nel nord del Pakistan. L’attrazione principale è la sua bellezza paesaggistica e il clima piacevole in estate. La valle si trova ad una media di circa 3250 piedi/991m sopra il livello del mare. Sistemazione in hotel a Swat.


14° GIORNO: SWAT VALLEY – TAKHT-I-BAHI – PESHAWAR  BUS  (FB)

L’Area della Swat Valley è ricca di siti storici e archeologici risalenti al periodo Gandhara buddista e anche precedente ad esso. Al mattino si visita il complesso del Museo Archeologico di Swat-Saidu Sharif, che raccoglie importanti collezioni di pietre preziose, utensili, monete ed altri importanti reperti archeologici dell’era Buddista. Si prosegue poi per Peshawar (4-5 h), sostando lungo il percorso a Takht-i-Bahi. Esso contiene i resti del famoso monastero buddhista risalente al I secolo dC ed è inserito tra i Patrimoni dell’umanità UNESCO. Takht significa “trono” mentre Bahi significa “acqua” o “fonte” in lingua persiana/urdu. Il complesso monastico venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume. Raccordandoci sull’autostrada si raggiunge Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa (ex North West Frontier), città di frontiera, luogo di incontro del sub-continente indiano e dell’Asia centrale, al confine con l’Afghanistan e importante snodo lungo la Via della Seta. Città fondata dai Kushana intorno al I° sec. dC. ebbe il suo periodo più splendido durante il periodo Moghul; passò poi sotto il governo Sikh fino all’arrivo degli inglesi. Si visitano lo storico Qissa Khawani Bazar, che rispecchia la città di Peshawar, praticamente ultimo avamposto prima del mitico Khyber Pass, che conduce in Afghanistan, e dove si commercia veramente di tutto; il bazar è infatti pieno di vita con un movimento di personaggi di tutte le etnie e genere, tra cui Pashtun. Nella città vecchia, tra i vicoli del mercato, visiteremo anche la Mahabat Khan Mosque, molto antica, costruita nel 1630 e con una splendida facciata in marmo bianco. Se possibile si visiterà il museo archeologico di Peshawar, voluto dalla regina Vittoria e terminato nel 1907, dopo la sua morte, e concepito per esporre i ritrovamenti degli scavi archeologici dell’area e raccoglie una delle più importanti collezioni di arte Gandhara, nonchè una ricca sezione etnologica. Sistemazione in hotel a Peshawar.


15° GIORNO: PESHAWAR – RAWALPINDI – ISLAMABAD   BUS (FB)

Lasciando Peshawar, si percorre l’autostrada M1 per raggiunge Islamabad. A Rawalpindi all’interno del vecchio ed esteso Raja Bazaar avremo modo di osservare la varia umanità proveniente anche da località pakistane remote con la loro diversità etnica tra un via vai di contrattazioni compulsive in mezzo a bancarelle e negozi super forniti, paragonabili al tipico suq arabo. Interessante è la visita del complesso templare Bari Imam Shrine dedicato a Shaykh Shah’Abd al-Laṭīf, un asceta sufi del XVII secolo del Punjab e venerato oggi come Santo patrono di Islamabad. Una nota di colore e costume viene riservata a Rawalpindi dalla finale visita presso il Truck Repair District, dove meccanici, pittori e operai lavorano in sinergia tra laboratori e officine di camion coloratissimi da riparare e dipingere come quadri naif in movimento, con decori che servono per chiedere prosperità agli dei ma anche per attirare clienti. Ultima cena pakistana a Islamabad. Pernottamento in hotel per le restanti ore.


16° GIORNO: ISLAMABAD – ITALIA AEREO

Trasferimento in tempo utile all’aeroporto internazionale di Islamabad, dove svolte le pratiche burocratiche di uscita, si parte per rientrare in Italia con il volo di linea e pasti a bordo. Arrivo in Italia.

Fine dei servizi di Viaggi Tribali Kalash Phool Festival


Quota di partecipazione a persona in camera doppia da:

€ 2695.00 Su base 10 partecipanti

Con guida locale in lingua inglese

Viaggiatore Esperto dall’ Italia


Pakistan CANTASTORIE DEL KAFIRISTAN


Le sistemazioni in corso di viaggio:

  • Islamabad: Savoy Inn Guest House o similare (2 notti)
  • Naran: PTDC Hotel o similare
  • Karimabad/Hunza Valley: Hill Top Hotel o similare
  • Duikar/Hunza Valley: Eagle Nest Hotel o similare
  • Pasu: Guest House o similare (2 notti)
  • Phunder: PTDC Hotel o similare
  • Mastuj: PTDC Hotel o similare
  • Kalash Valley/Bumburet: Iran Bibi Guest House o similare (2 notti)
  • Ayun: Fort Inn Hotel o similare
  • Swat Valley: Pameer Hotel o similare
  • Peshawar: Al Emaraat Hotel o similare

NB = A causa di insufficienti strutture ricettive di questa area pakistana (dove il turismo non è molto sviluppato) e/o del possibile overbooking di alcune di esse, causato dalla presenza di turisti in occasione del Kalash Festival, alcune di esse potrebbero essere sostituite da sistemazioni simili. La categoria delle strutture, pur dignitose, non è paragonabile a quelle di tipo occidentale. Il programma di visite potrà subire variazioni, dipendenti dalla tempistica.


VOLI INDICATIVI / COMPAGNIA AEREA TURKISH AIRLINES

Roma Fiumicino

  • TK1866 FCOIST 1525 1900
  • TK 710 ISTISB 2025 0345+1
  • TK 711 ISBIST 0515 0915
  • TK1865  ISTFCO 1245 1425

Milano Malpensa

  • TK1896  MXPIST 1445 1835
  • TK 710  ISTISB 2025 0345+1·
  • TK 711  ISBIST 0515 0915  ·
  • TK1895  ISTMXP 1155 1345

Venezia

  • TK1872  VCEIST 1415 1740
  • TK 710  ISTISB 2025 0345+1
  • TK 711  ISBIST 0515 0915
  • TK1871  ISTVCE 1140 1315

Bologna 

  • TK1322  BLQIST 1110 1440
  • TK 710  ISTISB 2025 0345+1
  • TK 711  ISBIST 0515 0915
  • TK1323  ISTBLQ 1215 1400

CONDIZIONI GENERALI & DETTAGLI:

✤ Quota d’iscrizione: € 100 COMPRESA
✤ Tasse aeroportuali indicativamente € 330.19 confermabili solo all’atto della prenotazione ESCLUSE
✤ Assicurazione medico bagaglio (con massimali fino a € 10.000,00) COMPRESA
✤ Supplemento Integrativo Spese Mediche (con massimali da € 50.000,00) ESCLUSA

✤ Assicurazione annullamento ESCLUSA
✤ Supplemento camera singola € 350 ESCLUSA

✤ Durata 16 giorni, 14 notti


NOTA BENE: a causa della non adeguata rete di alcune strutture ricettive, non paragonabili allo standard europeo e in aree poco turistiche, potrebbe verificarsi l’esaurimento delle camere basiche ma dignitose (coincidente a un flusso persistente di turismo interno pakistano in occasione dei festival) potrebbe non garantirne alcune, con sostituzioni last minute in sistemazioni similari. Il corrispondente, nonostante l’impegno profuso, non può garantire a Kalash Valley, Pasu e Phunder SISTEMAZIONI CON CAMERE SINGOLE E/O CON BAGNO IN CAMERA.


LA QUOTA COMPRENDE:

  • Volo di linea internazionale in classe economica
  • Sistemazione in camere doppie in hotel
  • Trasporto: (Coaster con A/C e Jeep 4X4 con autista).
  • Pensione completa con acqua minerale ai pasti
  • Servizi di guida locale di lingua inglese
  • Accompagnatore dall’Italia da 10 partecipanti
  • Ingressi a tutte le visite indicate
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000).
  • Quota d’iscrizione € 100
  • Iva

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aeroportuali internazionali definibili solo al momento dell’emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante
  • Visto d’ingresso E-Visa turistico $ 35 (pratica online)
  • Procedura online E-Visa
  • Assicurazione Integrazione Spese Mediche
  • Assicurazione Annullamento
  • Camera singola
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, servizio lavanderia
  • Bibite analcoliche/alcoliche, e pasti non menzionati da programma
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”
Programma Leggi tutto
Prenota il viaggio

PAKISTAN KALASH PHOOL FESTIVAL

Stampa

PAKISTAN FESTIVAL Kalash Phool Festival

Con Viaggiatore Esperto dall’Italia

 

Durata
16 giorni, 14 notti
Quota per persona
2.695,00 
Prossime partenze
in programmazione
Data di partenza
Informazioni
Contattaci