PAKISTAN DEL SUD 

LUNGO LA VALLE DELL’INDO


DAL 18 MARZO AL 1 APRILE 2020


1 copertina Derawar Fort near Bahawalpur


TOUR DI 15 GIORNI IN PAKISTAN 


MELA CHIRAGHAN

SUFI QAWWALI GATHERING, PAHALWANS WRESTLING, TRUCK PAINTING 

Il Pakistan autentico in uno straordinario itinerario che si svolge da Karachi, sul Mar Arabico, a Peshawar ai confini con l’Afghanistan. Culla di civiltà e religioni, offre scenari e luoghi incredibili: l’ambiente desertico del Cholistan, incantevoli architetture moghul, mausolei e moschee, fortezze e favolosi bazar. Tradizioni antichissime, tra cui quelle cariche di misticismo che si ispirano al sufismo e alla religione islamica, si armonizzano con la genuina accoglienza della popolazione. L’approfondimento mistico-religioso al Mela Chiraghan di Lahore e artistico al Sufi Qawwali di Multan, insieme al Kusthi Pahalwans Wrestling e al Truck Painting Workshop, consente di conoscere uno spaccato di vita pakistana realmente vissuta nei suoi molteplici aspetti quotidiani.


2 mela chiraghan


IMPEGNO: Medio/Facile

TIPOLOGIA: culturale, archeologico, mistico, naturalistico, tribale, photo expert

CON VIAGGIATORE ESPERTO DALL’ITALIA DA 10 PARTECIPANTI


Dal meridionale Sindh a Nord nel Khyber Pakhtunkhwa in un viaggio tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che spazia dall’affascinante scoperta di Moenjodaro, Harappa e le antiche civiltà della Valle dell’Indo a quella della raffinata arte buddhista del Regno Gandhara. Questo percorso, frutto di un’approfondita ricerca nella realtà locale, consente di godere sia le visite culturali più rilevanti che gli ambiti artistici e meno noti di un ALTRO PAKISTAN


FOCUS DEL VIAGGIO

  • VIAGGIO CULTURALE Karachi/Tooba Mosquee, Museo Nazionale, Mohatta Palace Museum; Thatta/Moschea Shah Jahan; Hyderabad Fort; Sukkur/Mazar Mir Muhammad Masoom Shah Bakhri; Lahore/magnificenza artistica in stile Moghul; Islamabad/ Moschea Shah Faisal (una delle più grandi del mondo), Shakar Padia (il moderno e Pakistan Monument, villaggio storico di Saidpur; Peshawar/Mahabat Khan Mosque; mausolei sufi Shah Abdul Latif Bhittai a Bhit Shah, Lal Shahbaz Qalandar a Sewan e Bari Imam Shrine a Rawalpindi; Uch Sharif/tombe dei santi; Multan terra di mistici; i Forti di Ranikot, Kot Diji e Derawar.
  • VIAGGIO ARCHEOLOGICO Chaukundi Tombs/antico cimitero islamico; necropoli di Makli (Unesco); Moenjodaro sito patrimonio Unesco con piano urbanistico a scacchiera; Harappa/sito della cultura del Cimitero H; Takht-i-Bahi, monastero buddhista (Unesco); Taxila/arte Tibetana, Ghandara, Kushan, Maurya (Unesco).
  • VIAGGIO NATURALISTICO Deserto del Cholistan con dune di sabbia che si spostano; sbarramento sul fiume Indo a Sukkur; miniere di sale di Khewra
  • VIAGGIO FOTOGRAFICO Portrait, Close Up, Street Life, Natura & Landscape, Arte/Archeo, Panorama, Travel Reportage
  • VIAGGIO ETNICO Jat, Baluchi, Sindhi, Kolhi, Punjabi, Mohanas, Pashtun
  • FESTIVAL & EVENTI Multan/Sufi Qawwali Gathering Experience, performance musicale sufi; Lahore/Mela Chiraghan (Festa delle Luci); Lahore/ Kusthi Pahalwans Wrestling (performance di lotta indo-pakistana)
  • MERCATI Karachi/Bohri Bazaar e Empress Market; Lahore/Bazar di Anarkali; Multan/Hussain Agahi Chowk, Bohar Bazaar e Haram Gate Bazaar; Peshawar/Qissa Khawani Bazar; Rawalpidi/Raja Bazar
  • ATTUALITA’, TRADITION & CUSTOM Officina di laboratori e pittura di camion/Truck Painting Workshop nei District di Karachi e Rawalpindi; la moschea di Bhong ha ispirato il conio di un francobollo e vinse il premio Aga Khan per l’architettura; il rebus della scomparsa della civiltà di Moenjodaro; Harappa/antica scrittura sillabica; Ranikot Fort con la circonferenza muraria di 32 km somiglia alla Grande Muraglia Cinese; tour tra i mercati di Multan per osservare artigianato e mestieri; Wagah-Attari border (confine con l’India)/Flags Lowering Ceremony, cerimonia di abbassamento della bandiera.

PROGRAMMA DI VIAGGIO


1° GIORNO: MERCOLEDì 18 MARZO 2020 : ITALIA – ISTANBUL  – KARACHI  AEREO 

Ritrovo all’aeroporto delle rispettive città di partenza. Disbrigo della formalità di imbarco e partenza con volo di linea per Istanbul; dopo transito aeroportuale e cambio di aeromobile è il nuovo imbarco per Karachi con pasti a bordo.


2° GIORNO: GIOVEDì 19 MARZO 2020 : KARACHI CITY TOUR TRUCK PAINTING WORKSHOP INTERA GIORNATA BUS 

Arrivo molto presto a Karachi dove, effettuate le pratiche doganali in entrata, ci sarà l’incontro con la guida ed il trasferimento in hotel. Nella mattinata si inizierà la visita di Karachi, la città più popolata del Pakistan, con i suoi circa 15 milioni di abitanti, e centro finanziario e industriale del Paese. Il city tour comprenderà: Tooba Defense Housing Authority Mosque (localmente nota come Gol Masjid), la più grande moschea a cupola unica al mondo costruita con marmo bianco; Mausoleo di Quaid-e-Azam, ultima dimora di Muhammad Ali Jinnah fondatore del Pakistan; Santuario Sufi di Abdullah Shaz Ghaz, discendente diretto del Profeta dei musulmani e considerato il santo patrono di Karachi. Si proseguirà con la visita del Museo Nazionale, che offre una ricchezza eccezionalmente ben conservata di antichità e alcuni rari reperti archeologici, comprendendo anche piccole gallerie contenenti esemplari di civilizzazione della Valle dell’Indo e del periodo Gandhara. Visiteremo un laboratorio all’aria aperta presso il Truck Painting Workshop  nel District, dove artigiani, pittori e meccanici si alternano alla riparazione e decorazione di camion e autobus con particolari disegni molto colorati. Negli anni ’50 Karachi divenne un centro per l’arte dei camion, un titolo che conserva ancora oggi, quando Hajji Hussain, un artista noto per i suoi elaborati affreschi di palazzo, si stabilì in città. Mancando di palazzi da dipingere, si rivolse ai camion per la decorazione, e il suo stile floreale e ornato spinse in avanti il genere. La tradizione, che poi si estese all’intero Pakistan, risale al 1920, quando i camion britannici Bedford furono importati in Pakistan e modificati con grandi corone di legno sopra il taxi. Da allora molti camionisti si dedicarono a fare abbellire i loro mezzi, anche per  essere favoriti nella scelta tra i vari committenti, usando alcuni simboli al fine di allontanare il malocchio. Nonostante la tendenza dei centri  commerciali a più piani sia arrivata anche in Pakistan, il vero fascino risiede nei bazar (mercati), la cui area commerciale più popolata è Saddar, con i suoi vari settori vintage di gioiellieri, abbigliamento, alimentari, scarpe, tappeti. Al suo interno il Bohri Bazaar è il più antico e prende il nome dalla comunità di Bohra; alla fine di esso, attraversando la strada, segue lo storico Empress Market, costruito in stile coloniale nel 1889 con una torre dell’orologio alta 50 metri e così nominato per commemorare la regina Vittoria, imperatrice indiana. L’edificio era sistemato intorno a un cortile, 130 piedi per 100 piedi, con quattro gallerie ciascuna larga 46 piedi. Si spera di avere abbastanza tempo per visitare anche il Mohatta Palace Museum. Esso espone collezioni di arti decorative all’interno di un palazzo in stile rinascimentale, costruito nel 1927 nell’elegante località balneare di Clifton Beach da Shivratan Chandraratan Mohatta, un uomo d’affari indù di Marwari, come sua residenza estiva. Rientro in Hotel con cena e pernottamento. FB


3° GIORNO: VENERDì 20 MARZO 2020 : KARACHI – CHAUKUNDI – BHANBHORE – THATTA – MAKLI –  HYDERABAD 220 km, 5-6 h BUS 

Di buon mattino partenza alla volta di Hydebarad. Lungo il percorso si sosterà a Chaukundi Tombs per visitare un antico cimitero islamico di grande interesse storico con sculture in pietra arenaria, risalenti ad un periodo datato tra il XV e il XVIII secolo. Le tombe femminili sono decorate con disegni impreziositi da orecchini, gioielli e collane, mentre quelle maschili hanno riconoscibili motivi di uomini con turbanti a cavallo, disegni floreali e astratti. Transiteremo per Bhanbhore, dove sono le rovine di una città risalente al I secolo aC, che rappresenta l’antico porto sul fiume dove Alessandro Magno fece partire le spedizioni alla ricerca della foce del fiume Indo. Si proseguirà per Thatta, dove visiteremo la Moschea Shah Jahan del 17° secolo, costruita nella forma di un grande caravanserraglio (come atto di riconoscimento dell’ospitalità ricevuta a Thatta mentre cercava rifugio da suo padre Jahangir) da Shah Jahan, il costruttore del Taj Mahal di Agra. Nei sui pressi è la necropoli di Makli (Patrimonio UNESCO), dove sono conservate tombe di centinaia di sovrani che si sono succeduti in questa regione dal XII sec al XVIII sec e sepolcri di molti letterati e mistici sufi. Arrivo a Hyderabad con cena e pernottamento. FB


4° GIORNO: SABATO 21 MARZO 2020 : HYDERABAD –  BHIT SHAH – RANIKOT FORT – SEHWAN  185 km, 3-4 h BUS 

Hyderabad  è la quarta città più grande del Pakistan e la sua storia risale ai tempi pre-islamici, quando Ganjo Taka, un vicino tratto collinare, era usato come luogo di culto. La città fu resa capitale del Sindh sotto il regno Kalhora ed i successivi sovrani Talpur, di cui restano tracce nel Hyderabad Fort o Packo Qilo del 1788 dC. Riprenderemo il percorso verso Nord, risalendo la Valle dell’Indo, alla volta di Sehwan. Lungo l’itinerario ci fermeremo a Bhit Shah con visita alla tomba del santuario sufi (XVIII secolo) di Shah Abdul Latif Bhittai, un noto studioso, mistico e santo, che è ampiamente considerato il più grande poeta musulmano della lingua Sindhi. Questi, contemporaneo di Rumi, viaggiò in Medio Oriente, in Asia centrale e in Persia e infine si stabilì a Sehwan, dove alla fine fu sepolto. A Multan incontrò gli altrettanto illuminati studiosi sufi del tempo, Baha-ud-din Zakarya del Suhrawardiyya, Baba Fariduddin Ganshakar della scuola di pensiero Chishtiyya e Syed Jalaluddin Bukhari. L’amicizia di questi quattro saggi divenne leggendaria; essi furono conosciuti come Chahar Yar (in persiano “i quattro amici”), perchè secondo gli storici, viaggiando in lungo e in largo per il Pakistan e l’India del sud e imparando a conoscere varie religioni, diffusero pratiche di sufismo e religioni orientali nella vita quotidiana. Vicino Sann, a circa 90 km a nord di Hyderabad, appare nella sua maestosità il Ranikot Fort, che si ritiene sia il più grande forte del mondo con una circonferenza di circa 32 chilometri. Il muro si separazione della Shah-Pere Gate offre per la sua lunghezza la più convincente somiglianza con la “Grande Muraglia Cinese”. Si raggiungerà in serata Sehwan con pernottamento e cena. FB


5° GIORNO: DOMENICA 22 MARZO 2020 : SEHWAN – MOENJODARO – SUKKUR 270 km, 5-6 h BUS

Prima di lasciare Sehwan, visiteremo il Mausoleo dedicato a Lal Shahbaz Qalandar. Questi era un santo sufi e poeta religioso dell’attuale Pakistan e Afghanistan, riverito e rispettato da entrambi i musulmani e gli indù nella regione per le sue predicazioni sulla tolleranza religiosa tra le fedi. Fu chiamato Lal “rubino-colorato” per il suo solito abbigliamento rosso e ” Shahbaz ” per denotare uno spirito nobile e divino e “Qalandar” poiché era un santo sacro. Si proseguirà per Moenjodaro, che nella lingua locale, significa “Collina dei morti”. È uno dei siti famosi della civiltà della Valle dell’Indo che prosperò qui 5000 anni fa. Il sito, scoperto nel 1922 e riconosciuto nel 1980 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, presenta una ricostruzione archeologica dalla quale si rileva chiaramente il piano urbanistico con tracciato viario a scacchiera, suddiviso in zona sopraelevata con edifici pubblici e religiosi e zona inferiore con botteghe e abitazioni. La città, con una popolazione stimata di 70.000 abitanti ed una civiltà molto progredita, ritenuta una delle più antiche del mondo e capace di rivaleggiare tranquillamente con quelle dell’antica Mesopotamia e dell’Egitto faraonico, è stata distrutta e ricostruita almeno sette volte. Intorno al 2000 a.C. questa enigmatica civiltà svanì letteralmente nel nulla, abbandonando la città al suo inesorabile destino e alimentando cause misteriose sulle sua fine. Alcune teorie ipotizzano tra le cause: l’impoverimento del suolo o la deviazione del fiume Indo oppure lo schianto di un meteorite o una strage nucleare, altre parlano di una mutazione climatica. Questo sito di fama mondiale è ora minacciato dalla salinità e dall’erosione del fiume, con il risultato che le rovine della struttura si stanno deteriorando rapidamente. Si visiterà il Museo del sito con una splendida collezione di gioielli, ceramiche e pietre preziose. Si giungerà in serata a Sukkur, con sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


6° GIORNO: LUNEDì 23 MARZO 2020 : SUKKUR – KHAIRPUR – KOT DIJI FORT – SUKKUR INTERA GIORNATA BUS

Le visite della città di Sukkur, la città più importante del Sindh con oltre 2000 anni di storia, comprendono il Mazar con il minareto di Mir Muhammad Masoom Shah Bakhri, costruito nel 1560 durante il regno del re Moghul Akbar il Grande. Il minareto in mattoni rossi è di forma più o meno conica, leggermente fuori dalla perpendicolare e sormontato da una cupola a cui una scala interna in pietra dà accesso. Si ritiene che questo minareto sia stato usato come torre di guardia. Nei pressi di Rohri visiteremo Sat Behan Asthan (la casa di sette vergini), una sala simile a una caverna, scavata nel tumulo stesso. E’ un luogo leggendario, poiché si ritiene che sette pie sorelle vergini si siano rinchiuse in una stanza per non essere viste da nessun uomo, rifugiandosi qui per salvare il loro onore dai soldati ubriachi. È un santuario solo femminile,  al cui interno non sono ammessi uomini. Sosteremo presso lo sbarramento di Sukkur, una diga il cui nome formale è sbarramento di Lloyd. E’ stato costruito al tempo degli Inglesi per controllare un sistema di irrigazione ancor oggi tra i più grandi del mondo. Il fascino di Sukkur è legato ai i colorati Mohanas “the Boat People” che vivono nelle loro barche sulle rive del fiume Indo. Lasciata Sukkur si proseguirà per Khairpur, dove visiteremo il magnifico Palazzo Faiz Mahal, costruito dal Mir Sohrab Khan nel 1798 come edificio principale, che serviva da tribunale del sovrano per il complesso del palazzo reale dei monarchi Talpur della dinastia Khairpur. Situato ai margini del deserto appare il sito di Kot Diji, che fu il precursore della Civiltà dell’Indo. I resti sono composti da due parti; la zona della cittadella su un’altura (circa 12 m) e l’area esterna. Il Kot Diji Fort era considerato invincibile e serviva come residenza dei Mirs di Khairpur in tempo di pace. Oltre al forte, fu costruito un muro di fango lungo 5 chilometri e largo 12 piedi intorno alla città. Si raggiungerà Sukkur per il pernottamento in Hotel con cena e pernottamento. FB


7° GIORNO: MARTEDì 24 MARZO 2020 : SUKKUR – BHONG – UCH SHARIF – BAWALPUR  380 km, 7-8 h BUS

Durante il trasferimento alla volta di Bawalpur, si sosterà presso il villaggio di Bhong per visitare l’omonima Moschea, progettata e costruita nell’arco di circa 50 anni (1932-1982). Fu  costruita dal maestro Abdul Hameed (Kamboh), su commissione del defunto Rais Ghazi Mohammad, con l’intento di portare a termine un progetto squisito, punto di riferimento per l’intero Pakistan. Egli infatti con questo progetto si sforzò di creare un centro locale di apprendimento e di costruzione di artigianato, per fare rinascere i mestieri tradizionali. I materiali e l’artigianato utilizzati, con ispirazione eclettica da parte di specialisti raccolti da tutto il Pakistan e India (maestri muratori e artigiani del Rajasthan, calligrafi e pittori di Karachi), spaziano dal tradizionale al moderno e sintetico. La Moschea Bhong vinse il premio Aga Khan per l’architettura nel 1986 ed ispirò la stampa di un francobollo emesso il 12 maggio 2004. Situata intorno a una collina che domina la confluenza dei fiumi Satluj e Chenab, Uch Sharif a 75 km da Bahawalpur, è una città molto antica. Si ritiene che esistesse anche nel 500 AC; alcuni storici ritengono che Uch c’era anche prima dell’avvento di Bikramajit quando gianisti e buddisti dominarono il sub-continente. Al tempo dell’invasione di Alessandro Magno, Uch era sotto il dominio indù. Alcuni storici dicono che Alessandro è venuto a Uch dopo aver conquistato la parte settentrionale dell’India e ha speso più di una quindicina di giorni in città e la ribattezzò Alessandria. Difatti alcuni hanno citato Uch con il nome di Sikandara o Iskalanda. E’ famosa per le tombe dei santi sufi dall’XI al XII secolo. Visiteremo la tomba di Jalaluddin Bokhari (1303-1383), soprannominato “Jehanian Jehan Gasht” viaggiatore del mondo, perché la sua ricerca di illuminazione lo aveva portato alla Mecca, Medina, Mesoptamia, Siria, Egitto e Persia prima che si stabilisse a Uch. Visiteremo anche la tomba di Bibi Jawindi e il santuario di Jalaluddin Surkh Bokhari (1177-1272). Bahawalpur, capitale dell’omonimo distretto, era una volta la capitale dell’ex stato principesco e successivamente della provincia di Bahawalpur. La città ospitava vari Nawab (governanti) e contava come parte degli stati Rajputana (ora Rajasthan, India), di cui restano tracce nei suoi famosi palazzi principeschi. Pernottamento a Bawalpur in Hotel con cena. FB


8° GIORNO: MERCOLEDì 25 MARZO 2020 : BAWALPUR – CHOLISTAN DESERT – 95 km, 2-3 h DERAWAR FORT – MULTAN 110 km, 3-4 h BUS

A est di Bawalpur si trova il Rohi o Cholistan, il più grande deserto del Pakistan che copre oltre 25000 chilometri quadrati. Quest’area non è altro che la parte pakistana di un deserto diviso fra India e Pakistan: il deserto del Thar detto anche deserto del Rajastan. Si dice che il suo nome derivi dal verbo urdu “Chalna” che significa camminare, anche se non è chiaro se questo si riferisce alle dune di sabbia che si spostano o ai semi-nomadi che vagano nel deserto in cerca di acqua e pascoli. Non è il classico deserto di dune sabbiose come la fantasia porterebbe a pensare; il paesaggio varia, alternando zone di sassi a colline sabbiose e contiene una delle più interessanti riserve carbonifere del pianeta. Gli abitanti del deserto del Cholistan conducono uno stile di vita nomade e sempre in cerca di acqua e foraggio per i loro animali. Principalmente sono di etnia Jat, Baluchi, Sindhi e Kolhi. Una serie di fortezze da deserto sono state costruite per proteggere la rotta commerciale attraverso il Cholistan; ancora oggi il meglio conservato è il Derawar Fort. Fu costruito dalla famiglia Abbasi nel 1733, anche se si ritiene che ci siano stati insediamenti fortificati sul sito da diverse migliaia di anni. Viaggiando lungo la strada del deserto, i massicci muri esterni del forte emergono dal deserto, visibili da una certa distanza. È uno spettacolo impressionante. Le mura esterne del Forte Derawar sorgono a 30 metri dal deserto, e sono supportate da 40 imponenti bastioni, 10 per lato. L’enorme torre difensiva all’entrata principale ad est fu aggiunta nel 1965, durante la guerra Indo-Pak. Il muro difensivo del forte corre per un chilometro e mezzo, e vale la pena camminare intorno al forte per avere un senso della sua proporzione. Nel pomeriggio si raggiungerà la località di Multan. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


9° GIORNO: GIOVEDì 26 MARZO 2020 : MULTAN CITY TOUR  SUFI QAWWALI GATHERING INTERA GIORNATA  BUS

Multan, situata sulla sponda orientale del fiume Chenab (affluente del’Indo) nel centro geografico del paese, è una delle città più importanti del Punjab ed una delle più antiche viventi nel sub-continente. Si ritiene sia stata attraversata e invasa da Alessandro Magno e dal suo esercito nel 325-326 aC., quando Multan era la capitale della feroce tribù dei Malloi. Come tutte le vecchie città del sub-continente, anche Multan era una città murata con sei porte: Lahori gate, Pak gate, Bohar gate, Delhi gate, Haram gate e Daulat gate. Essa rimase culturalmente più soggetta agli arabi e all’influenza centroasiatica rispetto a quella degli indiani. Multan è la terra dei mistici a causa dell’impressionante numero di santi sufi e mausolei a loro dedicati; per questo è anche chiamata “la città dei sufi” o la “città delle tombe”. Inizieremo il nostro tour con la visita della tomba di Sheikh Rukn-I-Alam, capolavoro dell’architettura Mughal e il più significativo e attraente dei santuari di Multan, visibile a miglia di distanza; è un mausoleo ottagonale interamente costruito in mattoni rossi, decorati con blu marino e piastrelle bianche, e legno. Si dice che il re Tughlaq Ghiyas-ud-Din costruì originariamente il mausoleo nel 1320, ma che suo figlio lo offrì come luogo di riposo del santo, considerato il patrono di Multan. Vicino ad esso è il Mausoleo di Baha-ud-Din Zakaria, padre di Rukn-I-Alam, costruito nel 1263. L’edificio in mattoni ha una base quadrata e un secondo piano ottagonale che sostiene una cupola ed è decorato con piastrelle blu e iscrizioni arabe. Il mausoleo fu quasi completamente distrutto durante l’assedio di Multan nel 1848 dagli inglesi, ma fu presto restaurato dai musulmani. Molti pellegrini visitano il suo santuario al tempo delle sue urs da diverse parti del Pakistan. Il Santuario di Shah Shams Tabrez fu costruito da suo nipote nel 1330, dopo 54 anni dalla sua morte, e fu ricostruito nel 1780 da uno dei suoi seguaci (Mureed). La tomba è di circa 360 pollici di altezza e coperta da una cupola semicircolare di colore verde. Durante il tour di Multan (ma anche a Lahore) sarà facilmente possibile partecipare presso uno dei locali mausolei al “Sufi Qawwali Gathering Experience. Qawwali è una forma di musica devozionale che ispira emozioni profonde, trance e danza, portando ad uno stato di estasi religiosa – a un’unione spirituale con Allah (Dio). Il suo nome deriva dalla parola araba Qaul, che significa “parlare”. È una forma d’arte che dà espressione al “fuoco dell’amore divino” attraverso i versetti mistici dei santi e poeti Sufi che sono cantati con grande energia e riverenza. Un tipico gruppo Qawwali è composto da uno o due vocalist principali; un coro che applaude a mano cantando i ritornelli; un harmonium (un piccolo organo portatile a mano) che supporta la melodia fissa e le improvvisazioni melodiche del solista; e un percussionista, che articola la struttura metrica usando un dholak (tamburo a doppia testa) o un tabla (un paio di tamburi a testa singola). Durante la performance, gli ascoltatori e spesso anche i musicisti sono trasportati in uno stato detto di wajad, una specie di trance estatica, durante la quale ci si sente “uno con Dio”. Questa è considerata la vetta dell’estasi spirituale sufi ed è una rara opportunità di condividere il rapimento estatico di una tradizione sufi vivente. Simile alla musica gospel nera degli Stati Uniti, Qawwali persiste come tradizione fondamentalmente religiosa, nonostante il suo appeal commerciale e popolare. Recentemente, la musica Qawwali ha conosciuto un momento di popolarità internazionale attraverso il lavoro del pakistano Nusrat Fateh Ali Khan, che ha collaborato con l’etichetta Real World e con molti musicisti non sufi, diventando in breve tempo il Guru di questa arte. Multan è famosa per il clima torrido, il ricco patrimonio storico ed i suoi artigiani, che hanno reso rinomata la città da tempi immemorabili; i lavori in ceramica, in maiolica ed i mosaici sono famosi nel mondo ma è pure da Multan che provengono tutti gli oggetti in pelle di cammello decorati, come lampade, abatjour e vasi. Meno conosciuti ma di qualità sono le brocche scolpite ed i tappeti “durrie” molto colorati. I più importanti bazar nei quali è piacevole passeggiare alla scoperta dell’artigianato di Multan sono Hussain Agahi Chowk, Bohar Bazaar e Haram Gate Bazaar, per osservare da vicino la cultura locale, l’artigianato e mestieri che invadono questi mercati. Sistemazione a Multan in hotel, cena e pernottamento. FB


10° GIORNO: VENERDì 27 MARZO 2020 : MULTAN – HARAPPA – LAHORE  350 km, 6-7 h BUS

Proseguimento del viaggio verso Lahore. Durante il percorso si sosterà presso il sito archeologico di Harappa. È una delle più importanti città fortificate della civiltà della valle dell’Indo e della cosiddetta “cultura del Cimitero H”. La città fiorì intorno al 3300 aC. circa, fino al 1600 aC. ed era bagnata dal fiume Ravi, anche se i primi stanziamenti di coltivatori relativi ai pressi del bacino dell’Indo risalgono alla metà del VII millennio aC. Gli agricoltori e i cacciatori di quel periodo riuscirono ad addomesticare lo zebù e il bufalo e a coltivare il frumento e l’orzo. L’area urbana era dominata da una cittadella sopraelevata, mentre sotto l’acropoli sorgevano piccole abitazioni disposte secondo uno schema ortogonale. In un periodo compreso fra il 2600 aC. e il 1900 aC. ad Harappa venne introdotto uno dei più antichi metodi di scrittura del subcontinente indo-pakistano; in modo analogo ai sumeri, venne ideata una scrittura sillabica, comprendente circa 400 segni diversi. In questo periodo si intensificarono i traffici commerciali con la Mesopotamia, la Penisola Arabica e le pianure della Battriana o odierno Afghanistan, territorio un tempo situato tra l’Hindu Kush (l’antico Caucasus Indicus) e l’Oxus (ora Amu Darya).  Ad Harappa visiteremo la città vecchia, il cimitero, l’antico sistema di irrigazione e il locale Museo, che ospita reperti rinvenuti nella zona. Poi si proseguirà per Lahore con sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


11° GIORNO: SABATO 28 MARZO 2020 : LAHORE CITY TOUR  MELA CHIRAGHAN – KUSTHI PAHALWANS WRESTLING INTERA GIORNATA BUS

Intera giornata dedicata alla visita della città più interessante e ricca di monumenti di tutto il Pakistan. Lahore con i suoi circa 11 milioni di abitanti è la seconda città più grande del Paese ed è la capitale del Punjab pakistano, limitrofo al Punjab rimasto in India nel 1947, a seguito della spartizione del territorio tra gli stati successori dell’India britannica. Si trova lungo la “Grand Trunk Road”, la storica strada di 2.500 km che collega Kabul (Afghanistan) con Chittagong (Bangladesh) e quindi molto sviluppato è il commercio. La fondazione della città è attribuita al mitico principe Lauh, figlio di Rama, l’eroe del famoso epico Ramayana. Un piccolo santuario noto come tempio di Lauh esiste nel forte di Lahore vicino alla porta di Alamgiri. Lahore tuttavia raggiunse la magnificenza durante la dominazione Moghul dal 1524 al 1752, diventando capitale dell’Impero Moghul dal 1584 al 1598 sotto Jalal-ud-Din Muhammad detto Akbar, che governò su quella zona dell’Asia dal XVI secolo fino all’arrivo degli Inglesi, nel XIX secolo. Per questo molti dei suoi monumenti presentano caratteri tipici del mondo iranico e dell’arte timuride. Inizieremo il nostro tour con il Forte di Lahore che fu un forte residenziale reale dei Moghul. Nel XVII secolo venne ingrandito e abbellito con la costruzione di diversi edifici fra i quali spicca lo Shish Mahal, il Palazzo degli Specchi che prende nome dalla decorazione musiva parietale ricca di specchi. Nel 1981 il Forte venne iscritto dall’UNESCO tra i patrimoni dell’Umanità. Proprio di fronte al forte è la famosa Moschea di Badshahi (Royal Mosque). Costruita nel 17° secolo da Aurandzeb Alamgir, la moschea è una semplice architettura in pietra rossa con i suoi 4 alti minareti anch’essa completamente in arenaria rossa. L’interno della moschea è decorato con intarsi di marmo bianco in pietra di sabbia rossa. Il tour proseguirà con la visita del Bazar di Anarkali, un mercato molto colorato con negozi tradizionali che vendono merci di tutti i tipi e la Wazir Khan Mosquee del XVII secolo. La moschea fu commissionata durante il regno dell’imperatore Moghul Shah Jahan come parte di un complesso di edifici che includeva anche i vicini bagni Shahi Hammam. Viene considerata una delle più belle del Pakistan per i suoi mosaici in ceramica che fonde motivi floreali alla calligrafia. Visiteremo anche Tomb of Nur Jahan, un mausoleo del 17° sec, costruito per l’imperatrice Mughal Nur Jahan. Il marmo della tomba fu saccheggiato durante l’era Sikh nel XVIII secolo per essere utilizzato nel Tempio d’oro di Amritsar. Il santuario Data Ganj Bakhsh Hajveri, appena fuori dalla Città Vecchia, è dedicato all’omonimo predicatore sufi, originario di Ghazni in Afghanistan, uno dei divulgatori sufi di maggior successo nel subcontinente ed oggi uno dei santi più importanti in Pakistan. Per spezzare le visite di natura culturale, ci sposteremo in una Akhara (club sportivo con scuola di wrestling), dove sarà possibile assistere ad una particolare sessione di allenamento di “Pahalwans” o wrestlers, che praticano il Desi Kusthi Wrestling. E’ uno degli esempi più pervasivi della cultura immateriale della città, costituendo una forma di lotta indo-pakistana, diventata sport nazionale in Pakistan e nata da diverse migliaia di anni, essendo usata nei tempi antichi per il combattimento e l’autodifesa. Ogni lottatore ha una routine molto dura; per costruire la propria forza muscolare deve strofinare il proprio corpo con oli speciali e deve osservare una dieta speciale. Inoltre deve assumere quotidianamente più di dieci litri di “Sardai”, latte e mandorle insieme a pasti serali a base di carne e  “desi ghee” (una specie di burro chiarificato), impensabili da mangiare normalmente ogni giorno. I Pahalwans professionisti si allenano due volte al giorno, mangiando fino a 500 RS amido resistente (Resistant Starch, indice energetico di amidi nella dieta) di cibo al giorno per mantenere la loro forza. Ogni Akhara ospita circa 2 dozzine di lottatori e le sessioni di allenamento sono seguite da un certo numero di ex lottatori che commentano e consigliano durante l’allenamento, con gli Ustad (insegnanti) e gli atleti dell’Akhara. Ogni gruppo di Pehalwan, chiamato “Daf”, ha un Khalifa (leader) e durante il Shahi Dangal (gara di wrestling) il leader di ciascun daf raccoglie informazioni sul daf dell’avversario. Ci sposteremo poi presso Shālīmār Bāgh per visitare i Giardini Shalimar (patrimonio UNESCO), costruiti nel 1641 sempre dal Gran Moghul. Essi hanno la forma di un parallelogramma oblungo, circondato da un alto muro a mattoni, famoso per le proprie greche, e sono divisi in tre livelli da terrazze degradanti ricche di fontane, giochi d’acqua, piante e architetture. Raggiungeremo quindi il Wagah-Attari border (confine con l’India), per ”Flags Lowering Ceremony”, la cerimonia di abbassamento della bandiera, un entusiasmante rituale militare in cui, dopo l’abbassamento simultaneo delle rispettive bandiere, gli uomini dell’esercito di entrambi i paesi (Pakistan e India)  si scambiano brusche strette di mani, seguito dalla chiusura delle porte del confine per la notte. Durante questa giornata parteciperemo al particolare:

Festival Mela Chiraghan. Mela Chiraghan o Mela Shalimar o Urs Madho Lal Hussain (Festa delle Luci) è un Festival Culturale del Pakistan, che coincide con l’inizio della Primavera. Mela Chiraghan si tiene ogni anno durante l’ultima settimana di marzo, svolgendosi per tre giorni consecutivi e segna l’Urs (anniversario della morte) del grande poeta sufi del Punjab e santo Shah Hussain (noto anche come Madhu Lal Hussain). La festa ha luogo nel santuario di Shah Hussain, situato a Bhaghbanpura, nella periferia di Lahore. Il santuario è adiacente al giardino storico di Moghul Shalimar Gardens, noto come Shālīmār Bāgh. Migliaia di devoti provenienti da tutto il paese e anche da paesi limitrofi affollano il santuario per rendere omaggio e onorare la memoria dell’amato santo. Spettacolare e folcloristica, questa festa risale all’epoca Moghul, quando l’imperatore stesso, accompagnato dai nobili di corte, vi partecipava personalmente abbandonando la dimora imperiale di Delhi e mescolandosi alla folla per sovrintendere alla sua buona riuscita. La festa era occasione di incontri e di scambi commerciali: si realizzava, infatti, per l’esposizione delle primizie agricole. Il popolo aveva, in quest’occasione, la possibilità di presentare petizioni al sovrano, quasi sempre tese ad implorare maggiore giustizia. Durante Mela Chiraghan, il cuore della città di Lahore batte in sincronia con il tamburo “dhol”. Le sue arterie sono intasate da migliaia di persone, che si spingono a vicenda in fretta per raggiungere al centro del mausoleo l’ “alao” (enorme falò di fuoco), alimentato costantemente con candele di cera e lampade di olio e fango (chiragh) e con una presenza sempre più crescente di devoti, che ha il suo picco di notte. Lo spettacolo del fuoco attira l’attenzione di tutti i pellegrini, perché l’illuminazione delle lampade viene tradizionalmente associata alla realizzazione dei desideri. Anche coloro i cui desideri sono già avverati eseguono il ‘rituale’ al fine di evitare un incidente. Alcuni devoti toccano persino il fuoco con le mani. Sulle strade di accesso ad esso tante bandiere danno segni di benvenuto salutando tutti. Il santuario è decorato magnificamente con nastri, bandiere e ghirlande di colori vivaci, fiori di carta e plastica e illuminato con luci nel corso di tre giorni. Il sentiero che porta al santuario è soffocato dai devoti che portano a mano splendidi chadars sacri (sorta di kilim/arazzi di stoffa su cui fare le offerte) dopo aver percorso diversi chilometri a piedi. La gente lancia le loro offerte e balla per interpretare i kaafis (poemi corti senza tempo, un genere di poesia spirituali) di Shah Hussain al ritmo del dhol. Malangi vestiti di abiti color zafferano e rosso, urlano con note dolorose. Indossare la “dupatta” con diverse tonalità di giallo e rosso è una tradizione in questo contesto rituale; lo indossano come espressione di amore, accompagnandolo con rosari e campane alle caviglie, che battono incessantemente. I pellegrini posano le corone floreali sulle tombe, facendo offerte in requiem dei defunti. Anche oltre 400 anni dopo, l’alao (o falò) continua ad attrarre orde di ‘malangi’, seguiti dai discepoli con lunghi capelli arruffati, con a capo i Baba, che danzano selvaggiamente intorno a esso alle battute del tamburo dhol. La danza spesso conduce ad uno stato di trance (o dhamal), uno stato di negazione di se, alla ricerca del Grande Amore. I pellegrini siedono sempre intorno ai malangi, ritenendo loro i più ‘premiati’ perchè hanno dedicato la loro vita al servizio di Dio, al di sopra dei loro bisogni e desideri personali. Il festival attira anche un gran numero di artisti che per lo più cantano i kafe di Shah Hussain e ballano al ritmo della batteria. Tra una confusione di colorite bancarelle di cibo improvvisate e negozi di giocattoli, intorno al Mela la gente si districa  facendo acquisti di ogni tipo, in cerca di soddisfare le loro aspirazioni mondane oltre che spirituali.

Kusthi Pahalwans Wrestling Benchè le nuove generazioni non sono a conoscenza del legame di questa lotta con il patrimonio e la cultura di Lahore, in città sta rifiorendo la passione per questa pratica sportiva. Lahore un tempo era famosa per lo sport del wrestling, e alcuni dei più grandi lottatori del subcontinente nacquero qui nella città fortificata. Nella storia di Lahore c’erano quasi dodici arene all’interno della città e le più popolari si trovavano all’interno delle porte di Bhatti, Shah Almi e Sheranwala. Le principali gare di wrestling di Lahore prima del 1947 si tenevano sempre a Minto Park. Queste arene di wrestling erano molto frequentate e si tenevano tornei di livello mondiale. Nei tempi trascorsi si svolgevano molti famosi incontri di lotta in diverse Akharas della città. I lottatori si preparavano per loro tutto l’anno con allenamenti e stile di vita rigidi. Andavano a dormire subito dopo le preghiere di Isha, alzandosi alle tre del mattino, seguendo religiosamente la loro routine. Le esigenze dietetiche collettive  comprendono l’assunzione di Sardai, latte e mandorle ogni giorno, per iniziare la loro pratica di wrestling, ma è anche importante mangiare carne la sera per una vita sana. Nel corso della giornata, il wrestling era una professione prestigiosa e rispettabile e la gente del posto chiamava ‘Pehalwan ji’ chiunque ne aveva rispetto; i lottatori erano i custodi dei propri Mohallah in modo che non si verificassero reati o cattive condotte. I lottatori pakistani Azhar Hussain e Muhammad Inam hanno vinto medaglie d’oro ai giochi del Commonwealth del 2010 a Delhi, in India, nelle discipline del freestyle da 55 kg e 84 kg. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


12° GIORNO: DOMENICA 29 MARZO 2020 : LAHORE – KHEWRA – RAWALPINDI – ISLAMABAD 400 km, 4-5 h  BUS TRENINO

Di buon mattino lasceremo Lahore per una giornata di trasferimento alla volta della Capitale del Paese. Lungo il percorso si visiteranno le miniere di sale di Khewra. Si tratta delle miniere di sale più grandi al Mondo e le più antiche dell’Asia e la loro scoperta risale al 320 aC. quando Alessandro Magno attraversò le regioni di Jhelum e di Mianwali durante la sua spedizione in India. Si notò infatti che i cavalli malaticci, al seguito della sua armata, si riprendevano dopo aver leccato le pietre di salgemma. Le miniera di Khewra vennero poi sfruttate commercialmente durante il periodo dell’impero Moghul e la galleria principale fu sviluppata da un ingegnere minerario durante la dominazione britannica. Salt Range è la denominazione geologica dell’antico mare che scorre sulla pianura dell’Indo. Il sale si formò quando il mare ristagnò e si seccò, e il successivo momento geologico formò questi massicci depositi nell’intervallo di 300 km. Il Pakistan produce ogni anno più di 350.000 tonnellate di salgemma da queste miniere. Il famoso sale rosa dell’Himalaya proviene da questa zona, che si trova ad alcune centinaia di km dalla nota catena. A bordo di un trenino del 1930 si entrerà nel cuore della miniera, dove si possono trovare anche piscine di acqua salata e fantasiose riproduzione in sale di alcuni grandi monumenti o sculture e costruzioni insolite. Si raggiungerà quindi Islamabad, capitale del Pakistan, che con una popolazione di 1.000.000 di abitanti è la nona città più grande del Pakistan, mentre la più grande area metropolitana di Islamabad-Rawalpindi è la terza più grande del paese con una popolazione che supera i quattro milioni. Situata ai piedi delle Margalla Hills nella parte settentrionale del Potohar Plateau, e in contrasto con la sua vicina città gemella di Rawalpindi, Islamabad è verde e lussureggiante. Si visiteranno la Moschea Shah Faisal (progettata dall’architetto turco Vedat Dalokay e finanziata in gran parte con donazioni dell’Arabia Saudita, una delle più grandi moschee del mondo), Shakar Padia (il moderno e superbo Pakistan Monument a forma di fiore di loto) con l’attiguo omonimo Shakarparian view point. Si cercherà di effettuare le visite compatibilmente al tempo disponibile e al traffico urbano, recuperandone qualcuna l’ultimo giorno, se non fosse possibile vedere tutto in giornata. Pernottamento a Islamabad con sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


13° GIORNO: LUNEDì 30 MARZO 2020 : ISLAMABAD – TAKHT-I-BAHI – PESHAWAR  225 km, 4-5 h BUS

Di primo mattino partenza alla volta di Peshawar, per visitare lungo il percorso Takht-i-Bahi. Esso contiene i resti del famoso monastero buddhista risalente al I secolo dC ed è inserito tra i Patrimoni dell’umanità UNESCO, di enorme importanza per l’arte Gandhara e noto per gli studi dell’italiano Giuseppe Tucci dell’Ismeo (Istituto per il Medio ed Estremo Oriente). Takht significa “trono” mentre Bahi significa “acqua” o “fonte” in lingua persiana/urdu. Il complesso monastico, costruito sulle fondamenta di un antico sito zoroastriano, venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume. Nel pomeriggio si raggiungerà Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa  (ex North West Frontier), città di frontiera, il luogo di incontro del sub-continente indiano e dell’Asia centrale, quasi al confine con l’Afghanistan e importante snodo lungo la Via della Seta. Città fondata dai Kushana intorno al I° sec. dC. ebbe il suo periodo più splendido durante il periodo Moghul; passò poi sotto il governo Sikh fino all’arrivo degli inglesi. Si visiteranno lo storico Qissa Khawani Bazar, che rispecchia la città di Peshawar, praticamente ultimo avamposto prima del mitico Khyber Pass, che conduce in Afghanistan, e dove si commercia veramente di tutto; il bazar è infatti pieno di vita con un movimento di personaggi di tutte le etnie e genere, tra cui Pashtun. Nella città vecchia, tra i vicoli del mercato, visiteremo anche la Mahabat Khan Mosque, molto antica, costruita nel 1630 e con una splendida facciata in marmo bianco. Il museo archeologico di Peshawar, voluto dalla regina Vittoria e terminato nel 1907, dopo la sua morte, fu concepito per esporre i ritrovamenti degli scavi archeologici dell’area e raccoglie una delle più importanti collezioni di arte Gandhara, nonchè una ricca sezione etnologica. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. FB


14° GIORNO: MARTEDì 31 MARZO 2020 : PESHAWAR – TAXILA – ISLAMABAD 180 km, 3-4 h BUS

Rientrando da Peshawar a Islamabad, è prevista la visita dell’interessante Taxila. Essa è composta da 18 siti archeologici di notevole valore culturale, facenti parte del Patrimonio mondiale UNESCO. Taxila è uno dei più importanti tesori archeologici del sub-continente indiano, con i resti di tre grandi città e decine di monasteri buddisti risalenti tra il 600 aC e il 600 dC. Situata al punto d’incontro delle rotte commerciali che collega la Cina, l’India, l’Asia centrale e l’Occidente, Taxila è stata incorporata in molti imperi ed è diventata il crocevia della cultura del mondo antico. Alessandro Magno giunse qui nel 326 aC tenendovi discussioni filosofiche con gli intellettuali residenti. Vi lasciò anche un presidio, ma il suo impero si disintegrò rapidamente dopo la sua morte a Babilonia. Ashoka, prima di ereditare l’intero territorio dell’Impero Maurya (che comprendeva anche la maggior parte del subcontinente con il Gange) intorno al 275 aC, fu viceré a Taxila. Egli introdusse il Buddismo a Gandhara, da dove la religione si diffuse in Asia Centrale, in Tibet e Cina. Ashoka morì nel 232 aC e poco dopo anche il suo impero decadde. In seguito i Greci Battriani dal nord dell’Afghanistan governarono Gandhara, costruendo una nuova città a Taxila, ora chiamata Sirkap, con un’innovativa pianificazione urbanistica a pianta squadrata regolare, con strade che si incrociano ad angolo retto. Intorno al 60 dC i Kushan (il cui regno multiculturale si estendeva dal Xinjiang cinese al mare di Aral, attraverso gli odierni Uzbekistan, Afghanistan e poi anche Pakistan, fino all’India Settentrionale) arrivando dall’Afghanistan estromisero i Parti, portando al suo massimo splendore nel II secolo dC l’impero Gandhara, esteso dall’Iran orientale alla valle del Gange. I Kushan costruirono quindi una nuova città a Taxila, diventando capoluogo di regione. I Kushan furono anche grandi mecenati del buddismo, che dal primo al quinto secolo dC era religione maggioritaria, e sotto il loro grande regno furono costruiti migliaia di stupa seguendo gli stimoli dell’arte Gandhara buddista del tempo. Intorno all’anno 455, un disastro si abbattè su Taxila con l’avvicinarsi degli Unni Bianchi, orde dall’Asia centrale correlate ad Attila, che devastarono sottosopra l’Europa. Oggi Taxila è un paradiso archeologo e vi sono ben tenuti un interessante Museo e otto siti sparsi a breve raggio. Tra i principali visitabili vi sono quelli di Jualian, Dharmarajika, Jandial e Skirkap. Rientrando in città si visiteranno il villaggio storico di Saidpur (dove sono un tempio indù abbandonato, un tempio gurdwara Sikh e una piccola moschea) e il mausoleo sufi Bari Imam Shrine. A Rawalpindi all’interno del vecchio ed esteso Raja Bazaar avremo modo di osservare la varia umanità proveniente anche da località pakistane remote con la loro diversità etnica tra un via vai di contrattazioni compulsive in mezzo a bancarelle e negozi super forniti, paragonabili al tipico suq arabo. Una nota di colore e costume viene riservata a Rawalpindi dalla finale visita presso il Truck Repair Workshop nel District (un altro laboratorio all’aria aperta, simile a quello visitato a Karachi) dove meccanici, pittori e operai lavorano in sinergia tra laboratori e officine di camion coloratissimi da riparare e dipingere come quadri naif in movimento, con decori che servono per chiedere prosperità agli dei ma anche per attirare clienti. Ultima cena pakistana a Islamabad, in preparazione della imminente partenza prevista nella notte per l’Italia. FB


15° GIORNO: MERCOLEDì 1 APRILE 2020 :  ISLAMABAD – ISTANBUL – ITALIA  AEREO

Molto presto trasferimento all’aeroporto internazionale di Islamabad, dove svolte le pratiche burocratiche di uscita, ci sarà l’imbarco per rientrare in Italia. Dopo un breve transito aeroportuale a Istanbul e cambio di aeromobile, si riparte per la città italiana di destinazione.


Fine del viaggio e dei servizi


NOTA BENE: A causa della non adeguata rete di alcune strutture ricettive modeste, non paragonabili allo standard europeo e in aree poco turistiche, le sistemazioni alberghiere possono presentare carenze nella manutenzione dei bagni e dell’impiantistica elettrica, o volte può mancare l’acqua calda. Spesso la corrente elettrica viene erogata solo fino verso le 23.00. Si prega di considerare queste avvertenze per adottare un adeguato spirito di adattamento. Impossibile dare i tempi di percorrenza esatti, che sono indicativi. Lo stato delle strade è tale che può comportare una variazione dell’orario di arrivo e/o del programma. Anche lo svolgimento delle visite può essere variato (pur garantendo lo svolgimento del programma), dipendendo da tempi e condizioni viarie; questo potrà essere deciso solo sul posto e la guida opterà la scelta migliore in base alle condizioni ottimali.


SISTEMAZIONI IN HOTEL:

  • KARACHI: Hotel Mehran Karachi o similare
  • HYDERABAD: Indus Hotel o similare
  • SEHWAN SHRIF: Hotel Divine o similare
  • SUKUR: Hotel One o similare (2 notti)
  • BHAWALPUR: Hotel One o Chin Inn o similare
  • MULTAN: Chalet Hotel o Hotel One o similare
  • LAHORE: Hotel One o similare (2 notti)
  • ISLAMABAD: Hotel de Papae o Envoy Continental o Grand Regency o similare (2 notti)
  • PESHAWAR: Al Emaraat Hotel Peshawar o Shelton Accommodate Guest House o similare

Quota di partecipazione in camera doppia

a persona:

€ 2.450 + tasse aeroportuali


Supplementi COMPRESI:

✤ Quota d’iscrizione € 100

✤ Polizza Base T.O. Medico e Bagaglio (massimali € 10.000 e € 1.000)

Supplementi ESCLUSI:

✤ Tasse aeroportuali volo internazionale € 333.16 indicative e da riconfermarsi solo al momento dell’emissione del biglietto

✤ Polizza Assicurazione Integrativa € 50 (massimali € 50.000)

✤ Polizza Annullamento Viaggio SU RICHIESTA

✤ Supplemento camera singola € 380

Durata:

✤ Durata 15 giorni, 13 notti

Tipologia Pernottamento:

✤ Pernottamento hotel (vista la particolarità del viaggio e dei luoghi remoti visitati/si richiede spirito di adattamento)

Documenti obbligatori:

✤ Documento indispensabile passaporto con validità di almeno sei mesi dalla data di partenza del viaggio e due pagine consecutive libere

✤ Visto d’ingresso pratica on line $ 35

Vaccinazioni obbligatorie:

✤ Nessuna


Voli indicativi:

✤ Turkish Airlines con partenza da:

Roma Fco

  • TK1866 N 18MAR 3 FCOIST HK1 1435 1910
  • TK 708 N 18MAR 3 ISTKHI HK1 2135 0445+1
  • TK 711 V 01APR 4 ISBIST HK1 0515 0915
  • TK1865 V 01APR 4 ISTFCO HK1 1245 1425

Milano Mxp

  • TK1896 N 18MAR 3 MXPIST HK1 1440 1925
  • TK 708 N 18MAR 3 ISTKHI HK1 2135 0445+1
  • TK 711 X 01APR 3 ISBIST HK1 0515 0915
  • TK1895 X 01APR 3 ISTMXP HK1 1155 1345

Venezia

  • TK1872 U 18MAR 3 VCEIST HK1 1425 1850
  • TK 708 U 18MAR 3 ISTKHI HK1 2135 0445+1
  • TK 711 W 01APR 3 ISBIST HK1 0515 0915
  • TK1871 W 01APR 3 ISTVCE HK1 1140 1315

Bologna

  • TK1322 N 18MAR 3 BLQIST HK1 1115 1540
  • TK 708 N 18MAR 3 ISTKHI HK1 2135 0445+1
  • TK 711 X 01APR 3 ISBIST HK1 0515 0915
  • TK1323 X 01APR 3 ISTBLQ HK1 1215 1400

Trucks carry cotton in the south of Pakistan


 LA QUOTA COMPRENDE

  • Volo di linea internazionale in classe economica.
  • Sistemazione in camere doppie in hotel.
  • Trasporto (Bus Saloon Coaster con A/C e frigo – 25 posti + driver )
  • Pensione completa con acqua minerale ai pasti
  • Guida locale di lingua inglese + Interprete in italiano
  • Accompagnatore dall’Italia da 10 partecipanti
  • Ingressi a tutte le visite indicate (musei, forti e ingressi vari)
  • Lettera d’invito per ottenere il Visto Pakistan
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000).
  • Quota d’iscrizione € 100 inclusa.

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Tasse aeroportuali, definibili solo al momento dell’emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante
  • Visto d’ingresso
  • Assicurazione spese mediche integrative.
  • Assicurazione annullamento.
  • Camera singola
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, servizio lavanderia.
  • Acqua, bibite analcoliche/alcoliche e pasti non menzionati da programma.
  • Pratiche ottenimento Visto: E-Visa on line $ 35 o Visto Consolare € 110 + spese agenzia + spedizione corriere.
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.
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PAKISTAN DEL SUD

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VIAGGIO NEL PAKISTAN DEL SUD

CON VIAGGIATORE ESPERTO DALL’ ITALIA

Durata
15 giorni, 13 notti
Quota per persona
2.450,00 
Prossime partenze
Dal 18 Marzo al 1 Aprile 2020
Data di partenza