SOSNIGER GEREWOL

ETNIE BORORO E TUAREG IL DESERTO DEL TENERE’

GEREWOL – FANTASIA DI CAMMELLI


DAL 9 AL 24 OTTOBRE 2021


Gerewol


IN 16 GIORNI/14 NOTTI


  • IMPEGNO ALTO
  • DURATA 16 GIORNI
  • VIAGGIO ETNICO, NATURALISTICO, CULTURALE, TRAVEL REPORTAGE, STREET LIFE, TURISMO ESPERIENZIALE, DESERT EXPERIENCE, PHOTO EXPERT
  • CAPO SPEDIZIONE LOCALE IN LINGUA ITALIANA

In Niger ogni anno alla fine della stagione delle piogge i mandriani di bestiame Wodaabe, tradizionalmente nomadi, si riuniscono sul bordo meridionale del deserto del Sahara prima di disperdersi verso sud alla ricerca di pascoli nella stagione secca. E’ il Gerewol, incontro dei popoli nomadi, in cui trovano l’occasione ideale per celebrare nascite, trovare moglie, ricevere notizie. Nel corso dei festeggiamenti avviene una sorta di concorso di bellezza maschile (dove i ruoli sono invertiti rispetto a quelli occidentali) e tre delle donne più attraenti della tribù sono chiamate a giudicare il più bello, mentre gli uomini pretendenti si esibiscono in una danza Yake, muovendosi in cerchio ed esibendosi in base a determinati criteri: il portamento, la statura, il bianco degli occhi e dei denti, la voce. Per far risaltare questi elementi i Bororo si truccano con ocra ed adornano il capo con piume, mentre eseguono le danze tipiche della tradizione Fula. Alla fine viene eletto dalle donne il più bello, che sarà destinato a diventare il loro marito o il compagno di una notte. Ai margini di Agadez, antico crocevia di carovane e di popoli Tuareg, si susseguono sterminate cavalcate tra onde sabbiose spettacolari e il rincorrersi di dune che vanno all’assalto di castelli di roccia nel cuore dell’ Aïr. E’ il deserto che sembra non avere mai fine: il mitico mare di sabbia del Ténéré.


ITINERARIO SINTETICO

  • 1° giorno: Italia – Volo Internazionale per Niamey
  • 2° giorno: Niamey volo interno per Agadez – B
  • 3°, 4° giorno: Agadez – Foudouk GEREWOL – FB
  • 5 giorno: Foudouk – Dabous – Iferouane – FB
  • 6°, 7° giorno: Iferouane – Tezerzek – Montagne Blu – Adrar Chiriet – FB
  • 8° giorno: Adrar Chiriet – Kogo – Arakao – FB
  • 9°, 10°, 11° giorno: Arakao – Assodey – Timia – Tchigourene FANTASIA DI CAMMELLI – FB
  • 12° giorno: Tchigourene – Azel – FB
  • 13° giorno: Azel – Agadez City Tour – B
  • 14° giorno: Agadez – volo interno per Niamey – B
  • 15° giorno: Niamey City Tour – BL
  • 16°giorno: Niamey – Volo Internazionale per l’Italia

PROGRAMMA: NIGER GEREWOL E TENERE’

B= BREAKFAST – COLAZIONE
L= LUNCH – PRANZO
D= DINNER – CENA

FB = FULLBOARD – PENSIONE COMPLETA

NOTA – L’ordine di visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per esigenze organizzative, meteorologiche, sanitarie e/o sicurezza. I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono da variabilità del clima e da traffico/condizioni delle strade. Cambiamenti e/o variazioni di programma (che resta flessibile) sono possibili e potranno essere realizzati dalla organizzazione, se ritenuti necessari e nell’interesse del gruppo, e derogabili solo dal Capo Spedizione. Sono richiesti flessibilità e spirito di adattamento.


1° GIORNO: SABATO 9 OTTOBRE 2021: ITALIA – ISTANBUL  AEREO 

Partenza dall’aeroporto della città italiana di origine. Disbrigo delle formalità di imbarco. Partenza con volo per Istanbul, da cui dopo un breve transito si riparte con nuovo aeromobile per Niamey con pasti a bordo.


2° GIORNO: DOMENICA 10 OTTOBRE 2021: NIAMEY – VOLO PER AGADEZ (B) AEREO, JEEP

Arrivo a Niamey nella notte. Espletate le pratiche doganali in arrivo, attesa in aeroporto per le restanti ore per il volo domestico del primo mattino diretto ad Agadez con il volo interno Niger Airlines. Incontro con il Capo Spedizione di lingua italiana e trasferimento in albergo per il recupero dalla stanchezza dal volo notturno. Relax. Pernottamento in hotel (Pasti liberi).


3° e 4° GIORNI: LUNEDI’ 11 e MARTEDI’ 12 OTTOBRE 2021: AGADEZ – FOUDOUK  JEEP (FB) BORORO GEREWOL

Si lascia Agadez per dirigersi verso sud in direzione di Foudouk (2 h), villaggio Bororo, sede della festa annuale del Gerewol. Lungo il percorso vi sono vari pozzi dove è possibile incontrare nomadi che si approvvigionano d’acqua. Il percorso non è agevole ma premia chi sa apprezzare l’incontro con le genti e la loro quotidianità, i mercatini di strada, la semplicità dell’architettura in terra dei villaggi e il lento variare dei paesaggi. La presenza di acqua abbondante crea miracoli! Eppure è collocata in una regione arida del Sahel, in via di progressiva desertificazione, dove in alcune annate si soffre per la siccità. Trasferimento e posa del campo nelle vicinanze dell’accampamento dei pastori Wodaabé. Tempo a disposizione per assistere ai preparativi della festa: la fase del maquillage e la preparazione dei costumi sono estremamente accurate. Truccati ed abbigliati in modo esuberante, i giovani daranno vita ad una cerimonia fatta di danze sensuali e sguardi ammiccanti. Chi assiste ad un Gerewol si trova catapultato in una dimensione senza tempo e l’appuntamento annuale del Gerewol è per i locali un evento da non mancare. Il culto della bellezza ed il culto del bestiame e della famiglia sono uno dei punti cardini delle comunità Peul Wodaabé, che dopo la stagione delle piogge monsoniche mettono in scena una delle più particolari feste dell’Africa Sub Sahariana. I Wodaabé sono anche chiamati Bororo, un nome preso come ispirazione dal loro bestiame che significa “quelli che non si lavano e vivono nella macchia”. Vengono anche chiamati M’Bororo, termine dispregiativo derivato da “mborooli” che in lingua Fulani sarebbe lo zebù, mentre loro stessi con orgoglio si nominano Wodaabé, il popolo del tabù. Orgogliosi hanno rifiutato la conversione alla religione musulmana, volendo fermamente rimanere legati all’antico culto degli antenati. Secondo altre fonti, il nome Wodaabé significa “popolo che segue la retta via”. Questo gruppo non ha subito l’influenza islamica, testimoniato dalle loro credenze spirituali, ma anche dall’abbigliamento usato, rigorosamente fatto di pelli animali per rimarcare e mantenere intatte le proprie radici tribali. La danza Rumme è una sorta di benvenuto ed un saluto per gli ospiti, quasi un biglietto da visita per i Wodaabé (I pastori del sole). I giovani danzatori mano nella mano e spalla contro spalla si muovono in cerchio a ritmo lento. Gli anziani al centro con una cantilena infinita li incoraggiano battendo le mani ed all’esterno le ragazze li guardano molto interessate. La cerimonia prevede una gara di bellezza maschile al contrario rispetto ai classici canoni occidentali, dove la scelta del partner spetta alla donna. E’ una scena piuttosto comica ed insolita agli occhi occidentali, in quanto i maschi, per “farsi più belli” e farsi notare dalle fanciulle, si truccano, fanno smorfie col viso e con la bocca, digrignano i denti e strabuzzano gli occhi. Questa cerimonia, chiamata ”Yake”, è una danza il cui nome significa “compagni della stessa classe d’età” e vi partecipano tutti quelli che discendono dalla stessa linea di parentela. I giovani indossano un abito-tunica amorevolmente ricamato amorevolmente dalle donne durante i mesi di transumanza nelle assolate piste del Sahel. Al termine è il Gerewol, che consiste in una danza di guerra con grandi volteggi e rotear di spade, che talvolta, viene inserita nello Yake. I giovani si presentano in un unico fronte compatto avanzando ed indietreggiando con passi leggeri e ritmati. Pesanti cavigliere (l’unico strumento musicale) ritmano il cadenzare della danza, che con il passare delle ore si fa più frenetica. Durante il Gerewol i maschi dedicano cure scrupolose e maniacali al loro aspetto e la giornata viene spesa davanti ai piccoli specchi nel ritocco del make up e dell’acconciatura. Alcuni danzatori abbandonano il gruppo e, mulinando ritmicamente il bastone da mandriano e l’ascia si spingono in avanti per mettersi in mostra agli occhi delle ragazze. Lo scopo dei M’Bororo è quello di farsi scegliere dalle ragazze per diventare il loro marito o anche il compagno di una sola notte. In tal senso i candidati fanno del loro meglio per valorizzarsi secondo i loro canoni estetici; il maquillage è d’obbligo e strabuzzare gli occhi (facendo risaltare il bianco) elargendo grandi sorrisi è considerato un canone fondamentale che determina la scelta da parte della donna del partner. Nella maggior parte dei paesi dell’Africa Occidentale si trovano i pastori Peuls, chiamati anche Fulani. Un tempo nomadi con le loro greggi, sono ormai in gran parte islamizzati e sedentarizzati o praticano soltanto una transumanza stagionale. Nella regione di Abalak vivono i Peuls Bororo, che condividono con la grande famiglia Peul la lingua e i valori culturali del bestiame, ma rimangono rigorosamente nomadi, sono animisti e endogamici. Per praticità continueremo a chiamarli Bororo, ma questo è il nome spregiativo con il quale sono chiamati e non quello che loro utilizzano per parlare di sé, che orgogliosamente si chiamano Wodaabé. Essi formano ancora oggi, a differenza dei loro fratelli sedentari, una società organizzata in discendenze, senza distinzione di categorie sociali, in cui l’esercizio del potere è diffuso e non centralizzato. Raggiungeremo i Bororo per porre il campo e dividere con loro la gioia della loro festa tribale: Gerewol. Ogni anno, alla fine della stagione delle piogge, i vari gruppi familiari si riuniscono in un unico luogo per incontrare gli amici, festeggiare le nuove nascite ed i matrimoni, e mettere le basi per i matrimoni futuri. La cerimonia più importante prevista è una gara di bellezza per i ragazzi in età “matrimoniabile”, una vera e propria celebrazione dei canoni ideali estetici Bororo, tipici dell’etnia e del tutto unici. Ecco i requisiti: capelli rasati solo lungo l’attaccatura della fronte e raccolti in treccine, palpebre e labbra sottolineate dal kohl, le guance abbellite con polvere gialla su cui disegnare elementi decorativi, un turbante bianco da arricchire con penne di struzzo, abiti coperti di perline, specchietti e cauri, pezzi di cuoio lucido, piume. Alti, snelli e flessuosi, i giovani intrecciano passi di danza che poco corrispondono alla nostra concezione di virilità. Lo scopo delle danze, chiamata Yake, è di estrema importanza, dunque la preparazione è meticolosa: acconciatura e trucco sono curati con attenzione maniacale ed i ritocchi al trucco monopolizzano l’attenzione dei giovani. Danzano fianco a fianco, mano nella mano, strabuzzano gli occhi e sfoderano enormi sorrisi per far ammirare il biancore delle cornee e dei denti alle ragazze, che tra loro potranno scegliere uno sposo. Anche le donne Bororo hanno lineamenti fini e dolci, il viso ed i lati della bocca sono decorati da cicatrici che indicano l’appartenenza ad proprio clan, mentre gioielli ed i monili completano la bellezza del loro aspetto. Questa tribù ama la grazia e la bellezza che esprime attraverso la musica, ritmica e cantilenante, sempre sussurrata. Notti al bivacco. (Camp).


5° GIORNO: MERCOLEDI’ 13 OTTOBRE 2021: FOUDOUK – AGADEZ – DABOUS – IFEROUANE (FB) JEEP

Lasciamo Foudouk, transitando per Agadez, capitale dell’Aïr considerata la “porta del deserto”, in direzione nord lungo la “strada dell’uranio” in direzione di Gougaram, facendo una sosta a Dabous, dove su un pendio degradante ai primi contrafforti del Massiccio dell’Aïr affiorano delle piccole rocce di arenaria, due petroglifi a grandezza naturale, noti come la giraffa Dabous. Le “Dabous Giraffes” sono un petroglifo neolitico di un artista sconosciuto, completato tra il 9000 aC e il 5000 aC, e documentato per la prima volta da David Coulson nel 1997 durante una spedizione fotografica. Sono le più grandi sculture di animali conosciute al mondo: alte 20 piedi con una grande quantità di dettagli e rappresentano 2 giraffe, una è maschio, mentre l’altra più piccola è femmina. Durante il percorso che conduce ad Iferouane, entreremo quindi nel Massiccio dell’Aïr, regione tradizionalmente abitata dai Tuareg. Questo paesaggio di massicci che si estende a perdita d’occhio per 400 km di lunghezza a 250 di larghezza è uno dei più strabilianti di tutta l’Africa occidentale. Grazie alla vicinanza del Sahel, alcuni segni di vita sussistono qua e là, con capanne di Tuareg e alcune colture di grano, mais e miglio. L’Aïr affascina anche per la sua storia millenaria scritta nella roccia, attraverso graffiti di buona fattura, che è possibile ammirare in diversi siti. Kori Babous, Tezirtek hanno impresso nelle pareti scene di caccia, di vita quotidiana, la fauna ricca di un tempo come giraffe e leoni, antilopi e struzzi, facendoci riflettere sull’evoluzione climatica in queste zone. Per conservare tutto questo ed alcune specie animali in pericolo come l’addax, lo struzzo (oramai estinto) e le gazzelle, è stato istituito un parco nazionale Air-Ténéré. Il villaggio  di Iferouane con le tipiche paillottes disseminate all’ombra delle acacie e le case in terra cruda ravvivate dal verde dei giardini si estende ai piedi dell’imponente bastione dei monti Tamgack. I suoi enigmatici abitanti Tuareg vivono di agricoltura irrigata, con le mitiche carovane di sale, ed inoltre dai proventi del commercio tra Niger e Algeria, e dell’artigianato, fiorente quando nel villaggio si celebra il famoso festival della cultura Tuareg. Campo a Iferouane. (Camp).


6° e 7° GIORNI: GIOVEDI’ 14 e VENERDI’ 15 OTTOBRE 2021: IFEROUANE – TEZERZEK – MONTAGNE BLU – ADRAR CHIRIET (FB) JEEP 

Dopo aver visitato il Museo e il mercato dell’artigianato di Iferouane, lasciamo questo bellissimo villaggio in direzione nord sulla vecchia strada costruita durante la colonizzazione francese, attraversando una zona spettacolare con delle rocce suggestive di forma spettacolare, il Tassili Nigerino. Affrontiamo gli ultimi cordoni di dune di questo viaggio e ci dirigiamo verso l’importante pozzo di Tezerzek (100 km) sede di splendidi graffiti rupestri. Qui ritroviamo i nomadi Tuareg; con gesti faticosi antichi e per noi inusuali, portano faticosamente in superficie pesanti recipienti in pelle ricolmi di acqua. E’ la routine della dura vita del deserto che affascina, forse perché ci richiama ad una manualità di sopravvivenza a cui il nostro mondo moderno ci ha completamente disabituato. Ecco quindi le sabbie del Ténéré e le alte, sinuose e scenografiche dune di Temet. Si scavalcano e si aggirano ancora cordoni di dune per raggiungere le incantevoli Montagne Blu, il cui marmo all’imbrunire si tinge di un colore azzurrino. Poi è l’apoteosi di dune e guglie rocciose dell’Adrar Chiriet, trionfo di sabbie multicolori e groviglio di creste e crepacci espugnati dalle bionde sabbie del Ténéré. Campo a Chiriet (Camp).


8° GIORNO: SABATO 16 OTTOBRE 2021: ADRAR CHIRIET – KOGO – ARAKAO (FB) JEEP

Proseguendo nel nostro viaggio i paesaggi cambiano, i profili si addolciscono e le sagome delle dune di sabbia appaiono all’orizzonte: la valle dello Zagado un tempo famosa per la presenza degli ultimi struzzi esistenti nel Massiccio dell’Aïr, ci permette di affacciarci al meraviglioso ed epico deserto del Ténéré e, attraversando l’Erg Brusset, raggiungere il cratere di Arakao. Arakao in lingua tuareg significa ” Tchin Taburak “, chela del granchio. E’ un anfiteatro di roccia che racchiude come in uno stretto abbraccio (la chela) le grandi dune che sembrano toccare il cielo. Sono i possenti bastioni orientali dell’Aïr assediati dalle sabbie del grande Ténéré, un contrasto spettacolare, inebriante. Pernottamento in tenda (Camp).


9°, 10° e 11° GIORNI : DOMENICA 17, LUNEDI’ 18 e MARTEDI’ 19 OTTOBRE 2021: ARAKAO – ASSODEY – TIMIA – TCHIGOURENE (FB) JEEP FANTASIA DI CAMMELLI 

In mattinata partenza con le vetture fuoristrada lunga la pista che si snoda nel Massiccio dell’Aïr dove sono frequenti gli incontri con i Tuareg. Facciamo une visita alle rovine di Assodey, antica capitale dell’Aïr. Fondata intorno all’XI secolo, fu a lungo la più importante città Tuareg, beneficiando del commercio trans-sahariano, e in calo con esso a partire dal XVIII secolo. Fu abbandonata subito dopo essere stata saccheggiata dalle forze Tuareg durante la rivolta Kaocen del 1917, sebbene molti dei suoi edifici siano ancora ragionevolmente ben conservati. Prima di arrivare all’oasi di Timia, si visita la cascata di Aguelman, che ha scavando modellato le scure pareti di roccia creando curve morbide quasi come un’opera d’arte. Si prosegue verso Timia, oasi verde e fresca abitata da circa 7000 Tuareg della tribù Kel Oui, sita in una meravigliosa valle nel cuore dell’Aïr. La presenza di una falda ricca d’acqua a poca profondità circondata da catene montuose ha creato un ambiente favorevole alla coltivazione con rigogliosi orti, giardini e frutteti (un tripudio di melograni, pompelmi, uva, arance) che vengono irrigati costantemente e che producono verdure, frutta e cereali che vengono poi venduti ai mercati locali. Sono circa 300 le famiglie che hanno un giardino di proprietà, e poi ci sono i proprietari delle palme da dattero nella palmeraia, che a settembre, dopo la stagione delle piogge, raccolgono i loro frutti per farli seccare e vendere ad Agadez in cambio di tessuti e altri beni oppure si recano a Bilma per cambiarli con il natron, il sale per gli animali. La popolazione è dedita a tre mestieri: giardiniere, cammelliere o allevatore (capre, buoi e cammelli). I bambini sono numerosissimi e sbucano incuriositi e intimoriti da ogni dove, alla scuola apprendono il francese dagli insegnati Haussa, i pochi che qui si sono fermati. Arrivo all’accampamento di Tchigourene per la partecipazione alla “Fantasia di Cammelli” con i nomadi di Kel Wedegui Tuareg carovanieri. Di giorno si esibiscono sfoggiando i costumi più belli e maestosi con competizione e corse di cavalli e dromedari, mettendo in competizione i personaggi più importanti delle varie tribù; di sera riuniti intorno al fuoco, mentre le donne si esibiscono al Tindé (mortaio rivestito con pelle a mo’ di tamburo) e con il sottofondo dell’Imzad, il violino monocorde tradizionale, agghindate con sontuose parure di antichi gioielli, si sentono declamare poesie tuareg. Una gioia per gli occhi e per l’anima! Un popolo che pur frazionato e separato da distanze enormi è fiero della propria identità culturale e non vuole in alcun modo entrare nell’oblio. Pernottamento in tenda (Camp).


12° GIORNO: MERCOLEDI’ 20 OTTOBRE 2021: TCHIGOURENE – AZEL (FB) JEEP

Partenza da Tchigourene con attraversamento di villaggi e accampamenti dei Tuareg Kel Oui, che hanno imparato a strappare piccoli orti e coltivazioni alla sabbia. Questi villaggi offrono visione verdeggiante dopo i giorni di deserto ed i loro abitanti vivono in parte sedentarizzati e dediti all’agricoltura. Ci si ferma in visita delle oasi e dei giardini. Pernottamento in tenda (Camp).


13° GIORNO: GIOVEDI’ 21 OTTOBRE 2021: AZEL – AGADEZ – AGADEZ CITY TOUR (B)  JEEP

Partenza da Azel pronti a ricollegarci alle piane che portano ad Agadez (20 Km). La città venne fondata nel 1300 circa. Dal 1449 divenne un sultanato ed ancora oggi questa figura ha funzione nel dirigere le varie controversie legislative e le questioni sottoposte al suo ordine, secondo  una struttura sociale piramidale molto rigida e regolata da norme religiose. Al vertice della gerarchia politica c’è il Sultano (sulṭān, dal vocabolo sulṭa, “forza”, “autorità”), che ancora oggi dirige le varie controversie e questioni sottoposte al suo ordine. Le tribù Tuareg furono sedentarizzate nella città, che divenne il loro centro più importante nonché crocevia carovaniero e punto d’incontro tra le genti nomadi sahariane: i Tuareg dell’Aïr, i Tubu del Kaouar, le popolazioni sedentarie nere Haussa, che un tempo abitavano l’Aïr e attualmente sono stanziate nella savana più a sud. Il centro cittadino, Patrimonio Unesco, ha mantenuto inalterato il suo fascino, con vari edifici interamente costruiti in mattoni di fango, tra cui l’imponente Palazzo del Sultano e la Grande Mosquée, che svetta sopra la città vecchia, fondata dal Sultano Yunus nel XV° secolo. La moschea venne costruita a partire dal 1449, ma venne rinnovata e ricostruita nello stile dello Mzab dall’architetto Zakariya Abdullah, giunto ad Agadez nel 1520 dopo la conquista della città da parte di Askia Mohammad I, avvenuta intorno al 1515. Il suo minareto del 1515 è di forma piramidale allungata e alto 27 metri, mentre le sue pareti sono irte di grandi pioli, in perfetto “stile sudanese”. Nella città vecchia le case sono tutte costruite in “banco”, un impasto di  argilla, sterco e paglia, con facciate talora decorate con motivi geometrici, talora dipinte. Negli anni ’80 Agadez era un centro per turisti e visitatori da tutto il mondo: erano gli anni della Parigi Dakar e Bernardo Bertolucci la scelse per girare alcune scene del film “Il Tè nel Deserto” nella cui location storica “Maison de Terre Traditionelles” è prevista la visita; il suo fascino è rimasto in alterato nel tempo e girare per il mercato immersi negli odori di spezie e profumi o nelle strette viuzze riporta indietro nel tempo. Il luogo più animato della città è costituito dal Grand Marché, dove si trovano merci di tutti i tipi e prodotti artigianali tuareg di grande raffinatezza, esattamente come il portamento, le belle tuniche e i turbanti indossati dai mercanti e dagli acquirenti. Un altro posto molto pittoresco è rappresentato dal mercato dei cammelli, dove vengono venduti anche capi bovini e ovini. Sistemazione in Hotel. (Pasti liberi).


14° GIORNO: VENERDI’ 22 OTTOBRE 2021: AGADEZ – NIAMEY (B) AEREO, MINIBUS 

Con volo interno Niger Airlines da Agadez a Niamey, si raggiunge la capitale con  trasferimento in hotel. Pomeriggio dedicato alla visita della città, usando il minibus per gli spostamenti. Il Musèe National du Niger (dove è ricostruita la storia del paese attraverso le varie etnie che lo compongono, con vari manufatti ed oggetti d’uso quotidiano nonché con ricostruzioni architettoniche tipiche della cultura Hausa), il Grand Marchèe con il mercato dell’artigianato e la Grande Mosquèe. L’origine della città di Niamey è incerta, alcuni pensano fosse un villaggio di pescatori Songhai per altri un villaggio di agricoltori di etnia Fulani e Maouri. Si dice che il nome derivi da un albero “Niamey pour Nia” che in lingua Djerma significa “la riva dove l’acqua è presa”. Niamey è sempre rimasta lontana dalle più importanti piste commerciali e per questo fu ignorata dai più grandi esploratori come Heinrich Barth che esplorarono altre zone del paese. Nel 1903 venne scelta come capoluogo amministrativo dalla Francia grazie alla sua vicinanza con il fiume Niger ed al grande mercato che vi si trovava nella zona ma rimase in secondo piano rispetto alla città di Zinder molto più centrale dal 1911 al 1926, fino a quando non divenne definitivamente la capitale. Conobbe il suo sviluppo negli anni ’40 ed è oggi una capitale popolosa e multietnica divisa in una parte amministrativa e residenziale separata dal centro della città prettamente dedicato al commercio. Pernottamento in hotel (Pasti liberi).

NB = il volo interno potrebbe transitare da Zinder ed avere orari che potrebbero cambiare lo svolgimento di questa giornata.


15° GIORNO: SABATO 23 OTTOBRE 2021: NIAMEY CITY TOUR (B,L)  MINIBUS

Giorno dedicato alle visite della capitale con alcune proposte particolari. Mattinata con escursione in “pinasse” sul fiume Niger e visita dei villaggi locali e con le persone che li abitano e incontro con la gente locale (pranzo/pic nic compreso). Camere in D-Use per una doccia prima di raggiungere l’aeroporto per il rientro in Italia. (Cena libera).


16° GIORNO: DOMENICA 24 OTTOBRE 2021: NIAMEY – ISTANBUL – VOLO PER L’ITALIA  AEREO

Trasferimento all’aeroporto di Niamey ed, espletate le formalità burocratiche in uscita, partenza per Istanbul, da cui, dopo uno scalo tecnico è l’imbarco su nuova aeromobile e proseguimento dei voli di rientro per le rispettive destinazioni italiane, con pasti a bordo.

Fine dei servizi di Viaggitribali “Niger Gerewol e Fantasia dei Cammelli”


Quota di partecipazione in camera doppia:

€ 3860.00 a persona

Con guida locale in lingua italiana e accompagnatore dall’Italia


assamanay 9


LE SISTEMAZIONI DURANTE IL VIAGGIO:

  • Niamey: Hotel Terminus o Grand Hotel o similare (B)
  • Agadez: Hotel Tenerè o similare (B)
  • Desert Camp: campi con tenda a 2 posti (USO SINGOLA per chi è  solo) con materassini e servizio di cuoco/cucina (FB)

NB = I nomi delle sistemazioni DEFINITIVI saranno comunicate prima della partenza con Foglio Comunicazioni.


COMPAGNIA TURKISH AIRLINES da Milano Malpensa, Venezia, Bologna e Roma Fiumicino

Milano Malpensa

  • TK1874 09OCT MXPIST 1030 1420
  • TK 543 09OCT ISTNIM 1755 0210+1
  • TK 543 24OCT NIMIST 0340 1130
  • TK1875 24OCT ISTMXP 1640 1830

Venezia                                                                                                                                                              

  • TK1868 09OCT VCEIST 0925 1300
  • TK 543 09OCT ISTNIM 1755 0210+1
  • TK 543 24OCT NIMIST 0340 1130
  • TK1869 24OCT ISTVCE 1750 1925

Bologna 

  • TK1322 09OCT BLQIST 1110 1450
  • TK 543 09OCT ISTNIM 1755 0210+1
  • TK 543 24OCT NIMIST 0340 1130
  • TK1325 24OCT ISTBLQ 1625 1800

Roma Fiumicino                                                                                                                                      

  • TK1862 09OCT FCOIST 1130 1510
  • TK 543 09OCT ISTNIM 1755 0210+1
  • TK 543 24OCT NIMIST 0340 1130
  • TK1865 24OCT ISTFCO 1235 1420

Voli interni Niger Airlines (20 kg in stiva + 5 kg a mano)

  • Niamey-Agadez  6N701 10OCT NIMAJY 0700 0930
  • Agadez-Niamey  6N501 22OCT AJYNIM 0900 1300 (scalo a Zinder)      

CONDIZIONI GENERALI & DETTAGLI:

✤ Quota d’iscrizione € 100 COMPRESA
✤ Tasse aeroportuali indicative € 429.88 soggette a riconferma all’emissione del biglietto aereo ed eventuali supplementi carburante ESCLUSE
✤ Assicurazione Medico e Bagaglio Axa (con massimali fino a € 10.000) COMPRESA
✤ Supplemento Assicurazione Integrativa Spese Mediche Axa da € 50 (con massimali da € 50.000) ESCLUSA
✤ Assicurazione Annullamento Cancellation Europ Assistance 5.2 da € 218 ESCLUSA
✤ Supplemento camera singola (Niamey e Agadez) € 285 ESCLUSA
✤ Durata 16 giorni,14 notti

✤ Possibilità di richiesta Test PCR Covid negativo a 48/72 ore dalla partenza o su diversa indicazione


LA QUOTA COMPRENDE:

  • Volo di linea internazionale in classe turistica
  • 2 Voli interni Niger Airlines
  • Sistemazione in camere doppie (in albergo disponibile solo a Niamey e Agadez); Desert Camp con tenda a 2 posti (USO SINGOLA per chi è solo)
  • Trasporto : Bus a Niamey con autista + Veicoli fuoristrada con Aria Condizionata durante il tour nel deserto del Ténéré (3 passeggeri + autista su ogni vettura)
  • Pensione completa durante tutta la spedizione nel deserto del Ténéré, ad eccezione di pranzi e cene a Niamey e ad Agadez
  • Cuoco con servizio di cucina durante il viaggio nel deserto del Ténéré
  • Acqua minerale durante il viaggio
  • Accoglienza all’aeroporto e assistenza con personale parlante francese a Niamey
  • Servizi di capo spedizione locale di lingua italiana
  • Tutto il materiale da campeggio, eccetto il sacco a pelo, gli asciugamani e il cuscino
  • La scorta della Garde Nationale
  • Permessi per viaggiare
  • Ingresso a tutte le visite ed escursioni citate
  • Partecipazione alle attività programmate
  • Accompagnatore dall’Italia da 11 partecipanti
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000).
  • Quota d’iscrizione
  • Iva

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aeroportuali, definibili solo al momento dell’emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante
  • Visto d’ingresso in Niger (indicativamente € 61 + spese di agenzia + spese di spedizione)
  • Camera singola (in albergo disponibile solo a Niamey e Agadez)
  • Tutti i pranzi e le cene a Niamey ed Agadez (per un valore indicativo tra € 5 e € 20 ognuno)
  • Bibite, analcoliche/alcoliche (da circa 1 € o 2 € – birre € 4)
  • Sacco a pelo, asciugamani e cuscino (personale)
  • Bevande extra e pasti non menzionati da programma
  • Escursioni ed attività facoltative
  • Assicurazione Integrazione Spese Mediche
  • Assicurazione Annullamento Viaggio
  • Mance, extra personali, servizio lavanderia
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende” 
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NIGER GEREWOL

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Niger con Gerewol e Fantasia dei Cammelli

Durata
16 giorni, 14 notti
Quota per persona
3.860,00 
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Dal 9 al 24 Ottobre 2021
Data di partenza