MYANMAR ETNIE NASCOSTE E PAGODE DORATE


KAYAN NATIONAL DAY – ETNIE CHIN E KAYAN


DALL’ 11 AL 26 GENNAIO 2021


TOUR IN 16 GIORNI


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  • IMPEGNO MEDIO/FACILE
  • DURATA 16 GIORNI
  • VIAGGIO CULTURALE, ETNICO, NATURALISTICO, PHOTO EXPERT
  • GUIDA LOCALE IN LINGUA ITALIANA

ITINERARIO SINTETICO

  • Italia – Volo Internazionale
  • Arrivo Yangon  (D)
  • Yangon – Loikaw  KAYAN NATIONAL DAY (FB)
  • Loikaw  KAYAN NATIONAL DAY (FB)
  • Loikaw  KAYAN NATIONAL DAY – Kakku – Lago Inle (FB)
  • Lago Inle (FB)
  • Lago Inle – Cooking Class – Mandalay (FB)
  • Mandalay – Amarapura – Sagaing – Ava – U-Beins’s Bridge – Mandalay (FB)
  • Mandalay city tour – Mingun – Bagan (FB)
  • Bagan – Kampetlet CHIN TOUR 1 (FB)
  • Kampetlet – Mindut CHIN TOUR 2 (FB)
  • Mindut – Bagan (FB)
  • Bagan Tour 1 (FB)
  • Bagan Tour 2 – Yangon (FB)
  • Yangon Tour – Volo internazionale (B,L)
  • Italia

PROGRAMMA: MYANMAR ETNICO – KAYAN NATIONAL DAY

B= BREAKFAST – COLAZIONE
L= LUNCH – PRANZO
D= DINNER – CENA

FB= PENSIONE COMPLETA


NOTA – Alcune variazioni nel programma potranno essere realizzate dalla organizzazione, se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo per ragioni tecnico operative e di sicurezza.


1° GIORNO: LUNEDì 11 GENNAIO  2021: ITALIA  – DOHA AEREO

Ritrovo all’aeroporto delle rispettive città di partenza. Disbrigo della formalità di imbarco e partenza con volo di linea in classe economica per Doha con pasto e pernottamento a bordo.


2° GIORNO: MARTEDì 12 GENNAIO 2021: DOHA – YANGON AEREO (D)

Dopo il transito aeroportuale a Doha e cambio di aeromobile è il nuovo imbarco per Yangon con pasti a bordo. Arrivo a Yangon nel pomeriggio; dopo aver espletato le pratiche doganali in entrata, incontro con la guida, che accompagnerà per tutto il tour. Seguirà il trasferimento in albergo e la cena.


3° GIORNO: MERCOLEDì 13 GENNAIO 2021: YANGON – LOIKAW – HTAY KHO – LOIKAW AEREO, JEEP (FB)  KAYAN NATIONAL DAY KAYAN

Trasferimento in aereo con un volo interno fino a Loikaw, capitale dello stato Kayah, al confine con la Thailandia. La giornata è dedicata ad un’immersione totale negli usi e costumi dell’etnia locale, andando alla scoperta dei Kayan, un popolo cordiale e ospitale. I Kayan, chiamati anche Padaung, sono un’etnia della popolazione dei Karen, minoranza di origine tibeto-birmana. Non si tratta di un gruppo omogeneo, ma di un insieme di tribù, ognuna con proprie caratteristiche e una propria lingua. Sono note comunemente come le tribù delle donne dal lungo collo o donne Giraffa, per via degli anelli di ottone che le donne portano al collo sin da bambine. Padaung appunto, in lingua birmana, significa “lungo collo”. I diversi gruppi presenti all’interno della minoranza sono: Kayan Lahwi (o Padaung, il più noto), Kayan Ka Khaung (o Gekho), Kayan Lahta, Kayan Ka Ngan, Kayan Gebar, Kayan Kakhi e il popolo Bwe (o Kayaw). Antiche leggende riferiscono che i Karen giunsero in Birmania tantissimi anni fa dalla Cina. Negli anni ’80, in seguito alla guerra scoppiata tra l’etnia Karen ed il regime militare birmano, i Kayan – originari della Birmania – lasciarono le proprie terre per rifugiarsi nella vicina Thailandia. Una decisione sofferta per un popolo la cui primaria fonte di sostentamento era la terra, ma che era costretta a subire dal regime militare birmano il lavoro forzato, gli spostamenti obbligatori e la tortura. Non migliore fu l’attuale condizione sul suolo thailandese. Qui infatti vivono una condizione di semi prigionia,  nomadi, privi di uno status legale e impossibilitati a lavorare sul territorio thailandese. Allentata la dittatura birmana e favoriti dal Fronte popolare di liberazione del Karenni (KNPLF), che invitarono i Kayan a tornare nello stato di Kayah in Myanmar per creare i loro villaggi, dal 2008 essi possono beneficiare del reinsediamento nei loro luoghi di origine in Myanmar. Oggi si raggiungerà in jeep (circa 3 h) Htay Kho, villaggio tradizionale e genuino nell’area collinare di Hpruso, a sud ovest di Loikaw, attraversando la lussureggiante ed ombreggiata foresta, la cui etnia Kayan mantiene i suoi patrimoni culturali. L’area è ricca di teak e bambù e si usano ancora utensili di bambù e strumenti musicali. Gli abitanti del villaggio di Htay Kho appartengono alla minoranza etnica di Kayaw e la popolazione totale nell’intera regione è di oltre 20.000 abitanti. La maggior parte della gente Kayaw si è convertita a credenze cristiane, ma le donne Kayaw indossano ancora originali anelli da collo in argento e gioielli tradizionali e hanno grandi fori per le orecchie decorati con orecchini colorati. Oggi si incontreranno donne che lavorano con i loro coloratissimi abiti, effettuano la tessitura in stile Kayaw, realizzano i tradizionali gioielli e suonano la chitarra di bambù. Potremo assaggiare il cibo tradizionale Kayaw e il loro vino di riso. Gli uomini Kayaw sviluppano buone capacità di caccia mentre le donne sono brave nell’agricoltura e nella coltivazione in campi terrazzati ad onde. Accanto alla chiesa, c’è un piccolo museo, istituito spontaneamente per preservare la cultura locale e mostrare gli strumenti musicali tradizionali, le attrezzature da caccia e gli oggetti domestici fatti di bambù e legno. Il pranzo sarà  servito localmente. Si potranno incontrare gli artigiani del villaggio e conoscere le loro arti, l’artigianato e la vita quotidiana. Le donne Kayaw sono abili tessitrici, realizzano splendidi e colorati costumi di cotone. Rientro a Loikaw per partecipare al Kayan National Day, festa dell’orgoglio e dell’identità culturale dell’etnia Kayan. Essa consiste nel riunire la gente proveniente dai diversi villaggi, orgogliosa del proprio patrimonio e nel portare consapevolezza sull’importanza di mantenere viva la cultura. La sera tutti si riuniscono per partecipare a balli tradizionali locali, accompagnati da canti e giochi collettivi e per degustare menù tipici. Cena e pernottamento in hotel a Loikaw.


4° GIORNO: GIOVEDì 14 GENNAIO 2021: LOIKAW – KAYAN TOUR – JEEP (FB)    KAYAN NATIONAL DAY 2 KAYAN, PAO

A Loikaw c’è il coloratissimo mercato Demawso. Visitarlo  è un’esperienza unica per la opportunità di scoprire il commercio dei gruppi etnici che indossano i loro variopinti  costumi tradizionali. Sono persone davvero semplici, amichevoli e ospitali. La giornata sarà dedicata ad esplorare i dintorni di Loikaw fra risaie e colline per conoscere alcuni dei pochi villaggi in Myanmar in cui provare l’autentica esperienza di una tribù. Il punto focale delle visite di oggi è il villaggio Panpet, patria dell’etnia Kayan, o “donne dal collo lungo”, che si distingue grazie agli anelli d’oro o di rame o ottone che adornano i colli, i polsi e gli stinchi si alcune delle loro donne. Questi anelli sono diventati un simbolo iconico del Myanmar e della cultura tribale del sud-est asiatico, perché nel modo come sono posizionati intorno al collo sembrano allungarlo. Le ragazze iniziano a indossare anelli quando hanno circa 5 anni. Nel corso degli anni, l’anello viene sostituito da uno più lungo e vengono aggiunti più giri. Il peso dell’ottone spinge verso il basso le clavicole e comprime la gabbia toracica, dando l’impressione che il collo si sia allungato, mentre in realtà l’aspetto del collo allungato è creato dalla deformazione della clavicola. Sono state suggerite molte ipotesi sul motivo per cui sono stati indossati questi anelli. Si pensa che gli anelli proteggessero le donne dal diventare schiave, rendendole meno attraenti per le altre tribù. È stato anche teorizzato che gli anelli provengono dal desiderio di apparire più attraenti esagerando il dimorfismo sessuale, poiché le donne hanno un collo più snello rispetto agli uomini. È stato anche ipotizzato che gli anelli diano alle donne una somiglianza con un drago, una figura importante nel folklore dei Kayan. Gli anelli, forse letteralmente, potrebbero essere stati previsti per proteggere dai morsi della tigre, ma più probabilmente in modo simbolico. Le donne più anziane, che non parlano birmano, hanno grandi piercing nei lobi auricolari, bucati subito dopo la nascita ed originariamente riempiti con pietre di ambra o d’argento, mentre ora solo con coni di metallo. Si visiterà anche il villaggio di etnia PaO Lehthew, assaporandone la quotidianità. Le case di tutta l’area in genere sono su palafitte e vicino ad esse è immancabile il luogo dedicato ai Nat, gli spiriti venerati dalle popolazioni tribali. Nei villaggi, nonostante la maggior parte delle tribù è stata convertita al cristianesimo (alcuni al buddismo), sono mantenute ancora tracce dei loro costumi tradizionali animisti. Infatti ancora oggi si trovano i Kayhto Bo o totem sacri che hanno alla base teschi di bovini con le corna avvolte da bandierine colorate, come a Htedama, dove vengono venerati una volta all’anno (verso aprile) sacrifici propiziatori officiati dallo sciamano. Rientrando a Loikaw si visiterà anche una bella pagoda che sovrasta il paese, la pagoda Taung Kwe Zedi o pagoda Thiri-Mingalar Taung Kwae, abbarbicata su un monolite di arenaria, da cui ci si può godere una bellissima vista sul villaggio e sulle montagne circostanti, soprattutto al tramonto. La sera tutti proseguono i festeggiamenti per il Kayan National Day, con partecipazione a balli tradizionali locali, canti popolari, giochi collettivi e degustazione di menù tipici. Cena e pernottamento in hotel a Loikaw.


5° GIORNO: VENERDì 15 GENNAIO 2021:  LOIKAW – KAKKU – NYAUNG SHWE      125 km, 5 h (FB) JEEP  KAYAN NATIONAL DAY 3     KAYAN, LISU, PAO                                                                        

Al mattino si assisterà all’evento principale del KAYAN NATIONAL DAY, con il discorso di apertura del presidente del Kayah State, circondato dal primo ministro e le principali autorità locali, festosamente vestiti e applauditi dalla gente convenuta dai villaggi limitrofi.  Dopo la cerimonia, in cui tutti i partecipanti posano insieme per le fotografie commemorative, seguono balli etnici nazionali, eseguiti da performances  coreografiche e folkloristiche, secondo gli usi di appartenenza della varie sottoetnie e tra un tripudio condiviso di canti ed applausi. Intorno sono bancarelle con degustazioni di menu tipici. I rituali di corteggiamento e matrimonio tra i Kayan sono molto sentiti. In passato la scelta degli sposi era solitamente responsabilità dei soli genitori, ma oggi i giovani spesso scelgono il proprio partner. La regola nel matrimonio è che solo i consanguinei sono autorizzati a sposarsi, anzi è preferibile che i cugini di primo grado si sposino. Tuttavia il matrimonio tra generazioni diverse è considerato tabù; infatti è vietato il matrimonio con suoceri o clan in conflitto che hanno giurato di non sposarsi per diverse generazioni. Si ritiene che se queste regole vengono violate la sventura cadrà su tutti i loro parenti. Quando un giovane ha scelto una ragazza, i suoi genitori si avvicineranno ai genitori di lei con un regalo. Se la ragazza accetta, allora la coppia è fidanzata. La famiglia del giovane deve fornire una dote per confermare il contratto. La cerimonia del contratto può essere conclusa dalle famiglie che mangiano insieme un pollo fornito dalla famiglia dello sposo. Lasciando Loikaw si procederà alla volta di Kakku, sostando in un villaggio di etnia Lisu, dove la vita è veramente semplice e tutto scorre lentamente con le tipiche abitazioni in bambù su palafitta accanto il proprio orto. Kakku è un termine PaO che significa “attraversare la frontiera” e che risale a un’epoca feudale quando molte persone dovevano attraversare territori chiusi per giungere al santuario. Le sue origini risalgono al sedicesimo secolo; secondo la leggenda, tuttavia, Kakku sarebbe stata fondata dai missionari buddhisti dell’imperatore indiano Ashoka nel terzo secolo a.C. Ad ogni modo Kakku venne riscoperta solo nel 1996 da un giornalista occidentale giunto qui per documentare la cultura locale. Il sito, rimasto inghiottito per anni dalla vegetazione, è uno dei più antichi tra quelli buddhisti, una vera foresta di stupa, frequentato dalla locale etnia PaO, dove perdersi esplorando le piazzette che si aprono tra i suggestivi 2478 stupa, al suono dei tintinnii di campanelli mossi al vento sulle loro cime. Gli stupa si caratterizzano per un mix di stili, mentre su lato esterno sono decorati con raffinati motivi antropomorfi, zoomorfi e floreali. Il luogo è ricco di fascino e di mistero, mentre il tutto è immerso in un pittoresco contesto paesaggistico. Si prosegue per Nyaung Shwe, ai bordi del Lago Inle, con cena e pernottamento in Hotel.


6° GIORNO: SABATO 16 GENNAIO 2021: NYAUNG SHWE – INLE LAKE TOUR –  NYAUNG SHWE   INTERA GIORNATA – LANCIA A MOTORE (FB) INTHA, SHAN, KAYAN

Il Lago Inle, situato nel distretto di Taunggyi nello Shan State, è il secondo specchio d’acqua più importante del Myanmar e rappresenta in pieno la cultura di questo paese straordinario, come uno dei luoghi più importanti del buddhismo birmano e in generale dell’Asia. La pagoda di Phaung Daw Oo ospita cinque statue di Buddha risalenti al XII secolo. Nel corso del tempo, i fedeli hanno applicato sulle statue foglie d’oro in segno di venerazione e riconoscenza, fino a renderle irriconoscibili. Con lancia a motore, attraverso il canale fiancheggiato da canneti, si raggiungerà il centro del lago, osservando molti pescatori Intha intenti nella pesca con la rete, remando come è uso in questi luoghi con il piede anziché con le braccia. Si prosegue con la visita del Laboratorio di sigari arrotolati a mano “Cheroot”, del Laboratorio di seta ricavata dalla fibra del Loto e di un Laboratorio tessile, al cui telaio sono alcune donne giraffe-Padaung o Kayan. Infine transitando attraverso le interessanti isole artificiali galleggianti dove abilmente i locali riescono a coltivare vari tipi di ortaggi, si visita il Nga Hpe Kyaung, monastero sede di alcune antiche statue del Buddha, più noto per la particolare esibizione circense di alcuni gatti saltanti attraverso un cerchio, a cui sono addestrati da un monaco (l’esibizione dei gatti non avviene più attualmente). Si rientra  in barca a motore a Nyaungshwe, assistendo ad un bel tramonto sul lago. Cena in un ristorante locale e pernottamento in Hotel.


7° GIORNO: DOMENICA 17 GENNAIO 2021: NYAUNG SHWE – SHWE YAUNGHWE KYAUNG – COOKING CLASS – BUS PER MANDALAY MINIVAN, LANCIA A MOTORE, BUS NOTTURNO 260 km, 6 h (FB)   INTHA, SHAN

La mattina si visiterà il monastero Shwe Yan Pye noto anche come Shwe Yaunghwe Kyaung, interamente costruito su palafitte in legno di teak pregiatissimo e famoso per l’insolito design delle sue finestre ovali. Il monastero, risalente agli inizi del IX secolo, presenta all’interno strutture di legno finemente intarsiate e laminate in oro, belle statue ed elaborati ornamenti. Attiguo ad esso è il complesso monastico con la sala affrescata di nicchie con centinaia di statuette di Buddha. Raggiungeremo ancora il Lago Inle per partecipare ad un una Cooking Class, un  corso di cucina tipica presso una casa-famiglia locale, gustando le specialità tipiche del luogo: fare questa bella esperienza è un modo concreto per sostenere la comunità locale e le sue iniziative sociali. In serata, dopo la cena in albergo, si raggiungerà la locale stazione di bus per il transfer in bus notturno per Mandalay. Notte in Bus


8° GIORNO: LUNEDì 18 GENNAIO 2021: MANDALAY – AMARAPURA – SAGAING HILL – AVA/INWA – U-BEIN’S BRIDGE – MANDALAY – MINIVAN, TRAGHETTO (FB)

All’arrivo a Mandalay molto presto si raggiungerà  la grande pagoda dorata Mahamuni Paya, per assistere alla funzione quotidiana del lavaggio della statua del Buddha, venerata fin dal primo mattino da pellegrini con generose donazioni. La pagoda, gran parte delle cui pareti ha basamenti in giada, è sempre gremita di fedeli, intenti a ricoprire di foglie d’oro la grande statua del Buddha Mahamuni seduto, scolpita da un unico blocco di marmo bianco. Fatta colazione, seguirà il transfer in minivan alla volta della vicina Amarapura (18 km – 0,30 h) per visitare il Maha Ganayon Kyaung, dove alle 11 inizia la processione suggestiva di migliaia di monaci (Pasto dei Monaci), ad ognuno dei quali vengono distribuiti una ciotola di riso e una mela. Sono anche previste le visite di un laboratorio di scultura e artigianato in legno ed uno di tessitura in cotone e seta con design tipico birmano. Si raggiungerà quindi Sagaing Hill, sulla cui sommità della collina si visiteranno il particolare Umin Thounzeh (un colonnato semicircolare con 45 statue di Buddha, frequentato da pellegrini che portano offerte ai “Nats” ed effettuano atti di culto al Buddha), la Soon U Ponya Shin Paya, da cui si gode il panorama sulla pianura attraversata dal fiume, e il piccolo ma interessante monastero Youte Son. Dopo pranzo, con un breve attraversamento con piccolo traghetto sul fiume, si raggiungerà Ava, dove muovendoci con il tipico calesse locale si visitano alcuni siti di Inwa, antica capitale birmana per 400 anni, tra cui lo stupendo Bagaya Kyaung (Monastero in legno di tek con annessa scuola), che presenta molte decorazioni intagliate. A conclusione della giornata si raggiungerà U-Bein’s Bridge, diventato icona del Myanmar. Esso si estende per 1,2 km e questo lo rende il ponte in legno di teak più lungo del mondo; è famoso non solo per la sua struttura, ma anche per essere una parte cruciale della comunità. Attraversarlo con la luce al tramonto è una delle cose più suggestive del viaggio. La luce calda e il lento andare e ritornare di numerosi locali, monaci e bambini, lo fanno ricordare uno dei luoghi più belli del viaggio e graditi. Si rientrerà a Mandalay per la cena al ristorante e pernottamento in albergo.


9° GIORNO: MARTEDì 19 GENNAIO 2021: MANDALAY – MINGUN – MANDALAY CITY TOUR – MANDALAY HILL – BAGAN – MINIVAN  180 km, 4 h (FB)    BAMAR

Si raggiungerà oggi Mingun, antica capitale del Myanmar, costruita sulla rive del fiume Irrawaddy. Qui si visitano la Mingun Paya o Pahtodawgyi, imponente e distrutta dal terremoto, al cui ingresso sono 2 semi distrutte enormi statue “chinthe” (animali metà leone e metà drago), poste a protezione della pagoda e dalla cui sommità si gode un bel panorama; la Mingun Bell, la più grande campana di bronzo sospesa del mondo e ancora funzionante (ha un diametro di 5 metri e pesa 90 tonnellate); ed infine la Hsinbyume Paya, uno stupa a forma di meringa bianco, noto anche con il nome di Myatheindan o Pagoda Bianca, costruito con 7 terrazze concentriche. Si ritornerà quindi a Mandalay per  il pranzo e a seguire il City Tour. A Mandalay, battezzata la “città delle 730 pagode”, si visitano “King Galon”, famosa Fabbrica di foglie d’oro usate in tutto il paese per tappezzare statue e pagode, la pagoda Kuthodaw Paya, intorno al cui stupa principale ci sono 729 piccoli stupa, ognuno contenente una lastra di marmo, costituenti nell’insieme il Grande Libro della Tripitaka, e il Shwenan-daw Kyaung (Monastero del Palazzo d’Oro) che entusiasta tutti per la particolare costruzione in legno. Si proseguirà con la visita di Mandalay Hill, posta ad un’altezza di 240 metri sulla collina Saungdan nel centro della città, dalla cui cima si gode il suo panorama; è nota per essere puntellata da numerose pagode e differenti monasteri e rappresenta un’importante sito di pellegrinaggio per birmani buddhisti. Con minivan privato in serata si proseguirà per Bagan, logisticamente più vicina alla destinazione dell’area Chin del giorno seguente, con cena lungo la strada. Pernottamento in hotel a Bagan.


10° GIORNO: MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021: BAGAN – CHAUK – KAMPETLET      CHIN TRIBAL TOUR 1  162 km, 4 h JEEP (FB)    BAMAR, CHIN

Da Bagan partenza in jeep il mattino presto, attraversando lo stato del Magwe Division, lungo un percorso su strada di montagna, che offre begli scorci panoramici fino alla meta finale del Chin State. Sosta nel villaggio di Chauk per la visita dell’interessante mercato locale, pieno di mercanzie e con tante donne, dalla guance ricoperte di polvere di Thanaka, la sostanza estratta dall’omonima corteccia e diffusa per proteggere e decorare il viso. Dopo aver attraversato il fiume Irrawaddy sul ponte Anawyahta lungo circa 3 km, si proseguirà verso la regione orientale del paese attraversando foreste di teak e bambù, facendo un sosta a Yanchin. E’ un tranquillo villaggio abitato da Yindù e Upoo, sottoetnie Chin. Di discendenza tibeto-birmana, il gruppo etnico dei Chin è costituito da 52 tribù, suddivise in nove gruppi. E’ al sud, nell’area che gravita intorno a Kanpetlet, al Monte Vittoria e a Mindut,che pulsa il cuore della cultura tradizionale Chin; qui si sono mantenute vive usanze e tradizioni, qui la religione animista è ancora diffusa e gli sciamani, figure importanti per la comunità, celebrano tuttora riti propiziatori. I Chin si distinguono per i particolari tatuaggi facciali delle donne. I tatuaggi YIN DU’ sono costituti da linee verticali distinte che attraversano tutto il loro viso fino alle palpebre, mentre UPOO è un tatuaggio diffuso sulle facce annerite con nero fumo o cineree senza disegni. I Chin sono molto ospitali, amano la famiglia, la vita e le cerimonie in comune. Vivono in villaggi sparpagliati sulle montagne, hanno usanze tradizionali e costumi molto interessanti, uno dei più famosi sono i tatuaggi delle loro donne. Le donne più anziane hanno tatuaggi facciali completi che differiscono nel design in base alla loro tribù, la cui pratica è ora bandita dal governo centrale. La leggenda dice che quando un re birmano viaggiò nella regione, fu così colpito dalla bellezza delle donne che ne rapì una per prenderla come sposa. Per questo motivo, le famiglie Chin hanno iniziato a tatuare le figlie per assicurarsi che non venissero portate via. Il tatuaggio veniva disegnato sul volto delle ragazze tra gli 11 e i 15 anni e richiedeva almeno un giorno per completarlo. Col tempo questa tradizione, che doveva rendere le donne indesiderabili, ha iniziato ad avere l’effetto opposto. I tatuaggi facciali completi sono diventati segni distintivi di bellezza per ogni donna della vecchia generazione. Altri racconti infatti dicono che il tatuaggio è stato fatto per bellezza, e forse più plausibilmente per differenziare le diverse tribù nel caso in cui un loro membro fosse rapito da un altro. Un’altra spiegazione potrebbe avere a che fare con la religione. Giunti a Kampetlet, visiteremo un piccolo museo etnografico, nei cui pressi è possibile vedere donne Chin DAAI tatuate che suonano il flauto e lo scacciapensieri e fumano la pipa. Proseguiremo con il tour tribale per alcuni villaggi dell’area sparsi in un territorio terrazzato, Okkffo, Saw-Laung e Makyaukarr, dove vedremo altre donne con differenti tipi di tatuaggi Chin, che le contraddistinguono. I principali sono: MAKAAM puntini verticali e diffusi sulla fronte e sul mento ; DAAI linee verticali che seguono le linee del viso ed accompagnate da puntini ; YIN DU’ linee verticali distinte che attraversano tutto il loro viso fino alle palpebre ; NGARA’ pochi punti meno marcati ; DAAI (tipico del RAKHINE) tatuaggi quadrati e verticali disposti a raggiera che fanno assomigliare il disegno alla ragnatela tessuta del ragno, tipici dall’area di provenienza di Mreuk-U . Tra le variegate sottoetnie, si notano per il viso tatuato : DINE completamente con centinaia di piccoli punti ;  MUUN una serie di piccoli anelli concatenati che disposti a mezzaluna scendono dalle guance fino al collo a forma di lettera B ; NGA YAH punti e linee. Pernottamento e cena in hotel a Kampetlet.


11° GIORNO: GIOVEDì 21 GENNAIO 2021: KAMPETLET – KYARDO – MINDUT  CHIN TRIBAL TOUR 2  JEEP, MOTORINO  71 km (FB)    CHIN

In tutta l’area meridionale del Chin State, la popolazione vive allo stato animista in stretta connessione con la terra, dedicandosi all’agricoltura e all’allevamento. Da Kampetlet, attraversando il parco nazionale Nat Ma Taung in jeep prima (1 h) e in motorino guidato poi (1 h circa), si raggiungerà Kyardo un genuino villaggio Chin situato nella valle della verde catena montuosa. Qui la gente vive seguendo i mezzi di vita tradizionali e abitando dentro capanne in stile antico fatte di legno e bambù. In questo villaggio si possono vedere donne tatuate, che indossano costumi tradizionali  molto colorati e servono il vino tradizionale Khaungye, come dimostrazione della loro ospitalità. Qui gli abitanti sono famosi per la loro profonda fede animista: si visitano le peculiari tombe locali (una sorta di cimitero con lastre di pietra circolare), il luogo del sacrificio (sacri Totem di legno) dove con l’ausilio degli sciamani si celebrano riti propiziatori e le cosiddette “case dei cacciatori”. Le donne praticano un peculiare stile di tatuaggio facciale, che si differenza dagli altri noti nei pressi di Mindut e Kampetlet.  In questo villaggio permangono ancora antiche credenze animistiche, le loro antiche convinzioni su Shamaing, il leader spirituale del villaggio e gli spiriti Nat, e abilità di danza tradizionale Chin. Le persone coltivano mais, fagioli e piantagione di thè, mentre la maggior parte degli uomini nei villaggi sono anche abili cacciatori. Tra i membri delle tribù Chin i disegni dei tatuaggi sono differenti; ogni area dello stato Chin possiede un modello di tatuaggio distinto ed è quindi solitamente possibile determinare da dove viene una donna dal disegno del tatuaggio sul suo viso. Il tatuaggio viene fatto da specialisti del settore da anni e deciso dalla madre per la figlia. Generalmente la tecnica più comune del tatuaggio facciale consiste nell’utilizzare una spina di canna per applicare sul viso un liquido appositamente preparato. Questo liquido era ottenuto combinando la corteccia di pini verdi, fuliggine e foglie di fagioli. Dopo aver applicato il liquido, il viso doveva essere lavato per due giorni, e se i segni non erano abbastanza chiari dopo questo periodo, allora il processo doveva essere ripetuto di nuovo. Il processo risultava estremamente doloroso, anche perché spesso doveva essere ripetuto diverse volte prima di essere completato. Il colore immesso infine sul tatuaggio è ricavato dalla pianta di HTAW, un coagulante naturale. Dopo una sosta pranzo a Sakhangyi si giungerà a Mindut, piccola e semplice città arroccata su una collina a una altitudine di circa 1482 metri. A Mindut, il  cui significato è “città del re” e nella cui zona circostante gli abitanti locali sono noti come K’Cho “nobili del nord”, si visiterà l’interessante Museo Etnografico. Qui vive la donna Chin di etnia MAKAAN più longeva (93 anni) con gli orecchini di legno più grandi del mondo, in grado di suonare il flauto con il naso. La tradizione narra che quando un uomo vuole chiedere a una donna di sposarlo, si presenta alla promessa sposa suonando un flauto con il naso, anche se  alcuni sostengono che talvolta anche la donna lo suona in segno di risposta affermativa. Pernottamento e cena in hotel a Mindut.


12° GIORNO: VENERDì 22 GENNAIO 2021: MINDUT  BAGAN 185 km, 5 h JEEP (FB)

Transfer per Bagan. Con lungo un percorso su strada di montagna che inizialmente attraversa foreste di tek e bambù, si scende a valle tra le risaie, facendo alcune soste panoramiche e riattraversando lo stato del Magwe Division per giungere a Bagan per il pranzo. La città di Bagan, formalmente nominata Arimaddanapura (la città del frantoio nemico) ed anche conosciuta come Tambadipa (la terra del rame) o Tassadessa (la terra secca), fu la vecchia capitale di parecchi regni antichi in Birmania. Situata sulle rive orientali del fiume Irrawaddy, ospita la più vasta e densa concentrazione di templi buddisti, pagode, stupa e rovine del mondo (oltre 2500 siti), molte datate tra il XI e XII secolo. Benchè non sia stata ancora dichiarata patrimonio mondiale Unesco, Bagan è stata tuttavia inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Compatibilmente con l’orario di arrivo, cercheremo di programmare al meglio il tour di Bagan, anticipando alcune visite previste il giorno seguente. Una delle cose più suggestive è raggiungere a fine giornata la Viewing Tower per godere della vista panoramica a 360° del tramonto dalla Torre di osservazione di Bagan. Cena e pernottamento a Bagan.

PS = MOLTO CONSIGLIATA L’ESCURSIONE IN MONGOLFIERA ALL’ALBA, facoltativa, prenotabile in loco. La gita in mongolfiera è imperdibile per dominare dall’alto la distesa di Bagan cosparsa di templi a perdita d’occhio. Il momento ideale è l’alba in cui ombre e colori conferiscono al panorama qualcosa in più.


13° GIORNO: SABATO 23 GENNAIO 2021: BAGAN CITY TOUR 1 MINIVAN (FB)

Si raggiunge Old Bagan per la visita dei suoi principali templi e pagode. Il Tempio di Abeyadana (fine dell’11° secolo) fu costruito da uno dei più grandi monarchi birmani, il re Kyansittha in memoria della moglie, la regina Abeyadana. La leggenda narra che durante una battaglia con i Mon, sua moglie Abeyadana lo abbia aspettato a breve distanza. In quel sito ha successivamente deciso di costruire un tempio, dandole il nome di sua moglie, Abeyadana che letteralmente significa “gioiello abbandonato”. L’interno ha magnifici dipinti murali di scene buddiste Theravada incorporate con icone Mahayana e Indù: ci sono Brahma, Bodhisattva, Shiva, Vishnu, Indra, Rama. Gli stili di pittura differiscono in modo tale che più di un artista avrebbe lavorato qui. La Pagoda Manuhar (ubicata nella parte sud del villaggio Myinkaba) fu costruita dal Re Manuhar del vicino regno di Thaton, una volta prigioniero del Re Anawratha. Quando fu rilasciato, vendette i suoi gioielli e costruì il tempio, rimasto a buona testimonianza dell’architettura Mon. Questo tempio contiene tre Buddha seduti e un Budda reclinato. Si dice che Manuhar lo costruì per rispecchiare i suoi sentimenti di claustrofobia e angoscia durante l’imprigionamento. I Buddha seduti sono semi-sorridenti, ma se visti da sotto, se entri dall’entrata frontale se forzato a quel punto di vista, sembrerà che stiano corrucciati. E’ prevista una visita ad un laboratorio di lacche, dove è interessante vedere il processo di costruzione e laccatura di un oggetto. Per arrivare ad un oggetto finito, ci sono decine di fasi di lavorazione, ed è per questo motivo che i veri oggetti in lacca possono costare molto. Il GuByaukGyi (anch’esso situato appena a sud di Bagan, nel villaggio di Myinkaba) è un tempio buddhista costruito nel 1113 d.C. dal principe Yazakumar, poco dopo la morte di suo padre, re Kyansittha della dinastia pagana. Il tempio è notevole per due ragioni. In primo luogo contiene una vasta serie di affreschi ben conservati sulle sue pareti interne, i più antichi dipinti originali che si trovano a Bagan. Tutti gli affreschi sono accompagnati da didascalie di inchiostro scritte in Old Mon, fornendo uno dei primi esempi dell’uso della lingua in Myanmar. In secondo luogo, il tempio si trova appena a ovest della pagoda Myazedi, in cui sono stati trovati due pilastri in pietra con iscrizioni scritte in quattro lingue antiche del sud-est asiatico: Pali, Old Mon, Old Burmese e Pyu. L’iscrizione sul pilastro esposta dalla pagoda Myazedi è stata chiamata la “Rosetta Stone” della Birmania, dato il suo significato sia storicamente che linguisticamente, come chiave per decifrare la lingua Pyu. Dopo il pranzo riprenderemo il tour con la visita del Tempio Dhamma Yangyi. Esso fu commissionato dal Re Narathu per espiare il peccato di aver ucciso il padre, il fratello e la moglie. Si dice che egli fece uccidere anche la moglie per seguire le tradizioni Hindu. L’eccentricità di questo Re è riflessa nel lavoro di fino sui mattoni dell’edificio; egli ha giustiziato un muratore per la sua muratura imperfetta e ha ordinato che i mattoni fossero deposti in modo che non ci sia spazio per far passare neanche uno spillo. Misteriosa è anche la sua costruzione non finita (i lavori furono abbandonati dopo che anche lui fu assassinato). Il tempio è molto grande e tranquillo; le volte interne sono larghe e tra gli occupanti attualmente ci sono anche dei pipistrelli, che con voci piuttosto stridenti vivono nell’oscurità delle alte volte dei corridoi interni (portare una torcia se volete vederli). Ananda Temple è il tempio più sacro di Bagan, costruito dal terzo Re, Kyan-Zit-Tha, nel 1091. Ananda viene dalla parola Pali “anantapannya”, che significa “saggezza sconfinata”. Il tempio ospita quattro Buddha che guardano le direzioni cardinali, che rappresentano i quattro Buddha che hanno raggiunto il Nirvana. Il quinto, Maitreya, deve ancora comparire. Esso è stato sotto restauro per rimuovere la vernice bianca e nera che si era sverniciata per far posto a una mano di rosso, che adesso permette viste e foto impressionanti non possibili negli altri templi a Bagan. Il Tempio Htilomilo Pahto, che significa “Benedizione dei tre mondi”,  fu costruito nel 1218 dal Re Nantaungmya. Secondo la leggenda, Htilominlo lo edificò nel luogo dove fu scelto come principe ereditario, tra cinque fratelli. Cinque principesse inclinarono il loro grande ombrello cerimoniale bianco sulla testa del più piccolo dei figli, Nadaungmya, il re vide in questo un segno divino e i fratelli ubbidirono. Da quel momento cambiò nome in Htilominlo, che significa “favorito dal re e dagli ombrelli bianchi”. E gli ombrelli, di carta colorata o bambù, raffinatissimi sono anche oggi in vendita nei dintorni del tempio, insieme ai quadri realizzati con la sabbia del fiume e che hanno soggetti religiosi e animali. È probabilmente l’ultimo tempio costruito in quest’area e usando lo stile birmano a tre piani in mattoni rossi (con qualche pietra) costruito su una bassa piattaforma e rivestito con elaborate forme realizzate in stucco e rilievi ben scolpiti sulle porte di entrata. Anche stasera si cercherà di osservare il panorama dalle colline intorno a Bagan sui templi immersi nella splendida luce del tramonto. Cena al ristorante e pernottamento in Hotel a Bagan.


14° GIORNO: DOMENICA 24 GENNAIO 2021: BAGAN CITY TOUR 2 MINIVAN, AEREO (FB)    BAMAR

Al mattino “full immersion” nel coloratissimo e vivace mercato di Nyaung-U (New Bagan) tra montagne di peperoncini rossi e frutta tropicale disposta ordinatamente. Sviluppato con un reticolo quadrato, ha quattro ingressi corrispondenti ai quattro punti cardinali ed è caotico, rumoroso, ma offrendo infiniti spunti fotografici tra la variegata gente di etnia Bamar, con tante donne e bambini dalla guance ricoperte di polvere di Thanaka. Scene di vita quotidiana che sono all’ordine del giorno anche alla Shwezigon Paya, sontuosa negli stupa d’oro che brillano al sole. La pagoda fu costruita per custodire un osso e un dente del Buddha Gautama nell’XI secolo, durante il regno del Re Anawrahta, ed ampliata successivamente nel classica forma di stupa birmano; è famosa anche per le due campane di bronzo del XVI secolo, per i due padiglioni originali e gli intagli nel legno dei soffitti e i mosaici di pietre preziose. Una deviazione imperdibile è quella al villaggio di Taung-Be, immerso nella vita rurale dei suoi abitanti, specializzati nella lavorazione di spaghetti di riso, taglio della legna e vendita di mangime per animali. Il villaggio merita la visita per il monastero di Nat Taung Kyaung, probabilmente il più antico e il più bello tra i monasteri in legno della regione. Dopo pranzo, si raggiungerà l’area parcheggio nei pressi del Tempio di Ananda, dove all’ombra degli alberi in occasione dell’imminente Ananda Pagoda Festival (coincidente il giorno di Luna Piena) si forma una vivace carovana di carri trainati da buoi, su cui dormono intere famiglie. I carri guidati da contadini arrivano dai villaggi limitrofi parcheggiando coreograficamente a forma di cerchio (stile Far West) e attendendo la Luna Nuova. Raggiungeremo quindi l’aeroporto di Bagan per il volo interno di rientro a Yangon. Cena al ristorante e pernottamento a Yangon.


15° GIORNO: LUNEDì 25 GENNAIO 2021: YANGON CITY TOUR  MINIVAN, AEREO (B,D)

A Yangon prima di immergerci nel conclusivo city tour della città, non mancheremo di visitare i bambini orfani del piccolo Luke Orphanage of Myanmar. Viaggiare responsabili vuol dire essere consapevoli della bellezza, ma anche delle difficoltà locali, lasciando un nostro volontario contributo. La Pagoda Shwedagon Paya, situata sulla collina di Singuttara è visibile un po’ dappertutto a Yangon; essa è il centro buddhista più importante e antico del Myanmar nonché uno dei più rilevanti di tutto il sudest asiatico ed è sempre gremito di fedeli. Tutto il complesso del tempio di Shwedagon consiste in una sorta di mini-città costituita da decine di mini-pagode, templi e statue di Buddha. La Kaba Aye Pagoda o “World Peace Pagoda” è  stata costruita nel 1952. Il suo stupa è alto 36 metri e largo 34 metri alla base. La sua cupola d’oro raffigura un ombrello a forma di guglia ornamentali. La Chaukh-Tatgyi Paya desta interesse per la statua del famoso Buddha Reclinato, custodita al suo interno e che misura 65 m in lunghezza e 16 m in altezza. Se rimarrà abbastanza tempo, vedremo la Sule Pagoda (dall’esterno) e faremo un breve giro nel quartiere di Chinatown (il classico quartiere cinese affollato di negozi stracolmi di ogni genere di articoli, di templi, ristorantini, piccoli artigiani e guaritori) e nella zona vecchia del quartiere coloniale, prima di concludere al Bogyoke Aung San Market (Scott Market), per l’ultimo shopping tra i suoi assortiti negozietti che vendono oggetti di lusso e di uso quotidiano. Rientrati in albergo e compattati i bagagli, saluteremo con emozione la città, raggiungendo l’aeroporto per il volo di rientro in Italia. Svolte le pratiche burocratiche di uscita, si partirà in aereo con transito a Doha, con pernottamento e pasto a bordo.


16° GIORNO: MARTEDì 26 GENNAIO 2021: DOHA – ITALIA  – AEREO

Con un reimbarco si riparte dall’area transito di Doha con il volo di linea in classe economica per la destinazione finale  e pasto a bordo.

Fine dei servizi MYANMAR ETNIE NASCOSTE E PAGODE DORATE


Quota di partecipazione in camera doppia:

€ 2980.00 a persona

Con guida locale in lingua italiana


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Le sistemazioni in corso di viaggio:

NB = I nomi delle sistemazioni DEFINITIVI saranno comunicate prima della partenza con Foglio Comunicazioni. Il programma di visite potrà subire modifiche temporali, dipendenti da fattori contingenti, ma senza ometterne il loro svolgimento.


Voli indicativi: Compagnia Aerea QATAR AIRWAYS

Da Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia e Pisa                          

Roma Fiumicino

  • QR 114 11JAN FCODOH 2205 0515+1
  • QR 916 12JAN DOHRGN 0815 1740
  • QR 917 25JAN RGNDOH 1925 2335
  • QR 115 26JAN DOHFCO 0145 0555

 Milano Malpensa

  • QR 118 11JAN MXPDOH 2215 0545+1
  • QR 916 12JAN DOHRGN 0815 1740
  • QR 917 25JAN RGNDOH 1925 2335
  • QR 123 26JAN DOHMXP 0200 0625

Venezia

  • QR 126 11JAN VCEDOH 1555 2320 stop notte a Doha
  • QR 916 12JAN DOHRGN 0815 1740
  • QR 917 25JAN RGNDOH 1925 2335
  • QR 125 26JAN DOHVCE 0810 1235

Pisa

  • QR 134 11JAN PSADOH 1540 2345 stop notte a Doha
  • QR 916 12JAN DOHRGN 0815 1740
  • QR 917 25JAN RGNDOH 1925 2335
  • QR 135 26JAN DOHPSA 0155 0640

Voli interni : Gli orari saranno comunicati con il Foglio Notizie Definitivo

  • 13 gennaio : Yangon> Loikaw
  • 24 Gennaio : Bagan > Yangon

Condizioni Generali & Dettagli per MYANMAR:

✤ Quota d’iscrizione: € 100 COMPRESA
✤ Tasse aeroportuali indicativamente € 376.77 confermabili solo all’atto della prenotazione ESCLUSE
✤ Assicurazione medico bagaglio AXA (con massimali fino a € 10.000) COMPRESA
✤ Supplemento assicurazione integrativa spese mediche AXA € 50 ESCLUSA con copertura Pandemia ed eventi catastrofali
✤ Assicurazione annullamento AXA da € 165 ESCLUSA  con copertura Pandemia ed eventi catastrofali
✤ Supplemento camera singola € 500 ESCLUSA  / POSSIBILI ABBINAMENTI IN DOPPIA PER SINGOLI A RICHIESTA
✤ Durata 16 giorni, 13 notti


LA QUOTA COMPRENDE:

  • Quota d’iscrizione € 100 COMPRESA
  • Volo di linea internazionale in classe economica
  • 2 Voli interni
  • Bus pubblico per transfer notturno (17/18 gennaio: Nyaungshwe > Mandalay partenza ore 21 e arrivo ore 6,30 am)
  • Sistemazione in camere doppie in Hotel
  • Trasporto : con autista in auto privata (o Minivan Saloon, secondo numero dei pax) e in Jeep 4×4 Pajero nel Chin State e nel Kayah State
  • Pensione completa : 3 pasti completi al giorno con acqua minerale inclusa a pasto
  • Servizi di guida locale di lingua italiana
  • Accompagnatore dall’Italia da 8 partecipanti
  • Ingressi a tutte le visite indicate
  • Partecipazione alle attività programmate
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000)
  • Quota d’iscrizione € 100 inclusa

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aeroportuali internazionali definibili solo al momento dell’emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante
  • Assicurazione integrazione spese mediche
  • Assicurazione annullamento
  • Visto di ingresso in Myanmar on line $50
  • Ingressi supplementari ai siti con videocamera
  • Camera singola
  • Escursione in mongolfiera all’alba a Bagan: facoltativa ma MOLTO CONSIGLIATA $ 370 indicativamente a pax, prenotabile in loco
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, servizio lavanderia
  • Bibite analcoliche/alcoliche, bevande extra durante i pasti e pasti non menzionati da programma
  • Bibite analcoliche/alcoliche e pasti non menzionati da programma
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”
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MYANMAR ETNIE NASCOSTE E PAGODE DORATE

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MYANMAR ETNIE NASCOSTE E PAGODE DORATE

DALL’ 11 AL 26 GENNAIO 2021 con Viaggiatore Esperto

Durata
16 giorni, 13 notti
Quota per persona
2.980,00 
Prossime partenze
Dall'11 al 26 Gennaio 2021
Data di partenza