MAURITANIA   

DAI CONFINI DEL TAGANT AL BANC D’ARGUIN


Dal 26 Dicembre 2019 al 6 Gennaio 2020

 

ULTIMI 2 POSTI


mauritania


DAI CONFINI DEL TAGANT AL BANC D’ARGUIN


BIBLIOTECHE E COCCODRILLI DEL DESERTO

Nel Paese del Popolo delle Nuvole i ricordi saranno i paesaggi desertici distesi davanti a voi, a perdita d’occhio oltre l’orizzonte, e le foto saranno le istantanee dei pastori nomadi che appariranno dal nulla e al nulla ritorneranno subito dopo. In questo deserto riscoprirete il valore del contatto visivo, la forza dei riti e della gestualità e la meraviglia dell’incrocio tra la sapienza delle biblioteche e l’acqua delle oasi.


 TOUR DI 12 GIORNI IN MAURITANIA

 IMPEGNO: Medio

TIPOLOGIA: naturalistico, culturale, etnico, photo expert


CON ACCOMPAGNATORE DALL’ ITALIA


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UN VIAGGIO RIVOLTO A…

Viaggiatori interessati a vivere il deserto andando lentamente e stando insieme intorno al fuoco, secondo lo stile di vita che accompagna i nomadi Mauri, che sorseggiano il tradizionale tè delle tre J: Jar (lentezza), Jmar (brace), Jmaa (gruppo)

 Tra oasi, dhar e antiche città carovaniere nel cuore del Tagant e dell’Adrâr, una spedizione memorabile conduce lungo le remote rotte commerciali trans-sahariane, dai massicci di dune che vanno dall’ovest fino alla costa occidentale atlantica.


FOCUS DEL VIAGGIO:

  • PHOTO Portrait, Street Life, Natura & Landscape, Travel Reportage, Desert, Animali
  • NATURA La natura selvaggia e la biodiversità animale del Parc National Banc d’Arguin; il fascino variegato del deserto mauritano tra oasi, dhar, palmeraie, wadi, akle, guelb, erg e sebkha; il monolito di Ben Amira, enorme massa di roccia granitica in mezzo al deserto.
  • ANIMAL SPOTTING Oltre al paradiso del “birdwatching” nel Parc National Banc d’Arguin (tra cui fenicotteri, gambecchi frullini, pellicani, aironi e sternidi), tartaruga, gazzella, delfino, foca monaca, ma anche dromedari, pecore, capre, asini e coccodrilli
  • CULTURA Chinquetti e Wadâne, città carovaniere Patrimonio Unesco; Atar porta dell’ Adrâr; sito rupestre presso Fort Saganne ricco di incisioni rupestri di animali; Biblioteche del deserto, le rovine di Ksar El Barka
  • ETNIE Pastori nomadi Mauri, Pescatori Imraguen, Haratine (ex schiavi affrancati), Wolof, Toucouleur, Fulani o Peul
  • PICCOLI MERCATI NOMADI Chinguetti, mercato cittadino; Atar frequentato dai nomadi Mauri, che vengono a vendere il bestiame; El Kheouiya, accampamento semi-nomade; Wadane mercato della città; piccoli mercati spontanei nelle oasi; Tiouilit e villaggi limitrofi sulla costa con i mercati del pesce e la lavorazione dei suoi derivati.
  • WAY OF LIFE, TRADITION & CUSTOM Guelta di Matmata che ospita una colonia di coccodrilli del Nilo; il passaggio del treno minerario più lungo del mondo tra Choum e Nouadhibou; il particolare tipo di pesca degli Imraguen, praticato con i bastoni e l’aiuto dei delfini per la cattura tradizionale del cefalo; Nouakchott all’ora del tramonto per il rientro delle piroghe cariche di pesce presso il port de pêche; dormire nella tenda piantata dentro la barcana di una duna o dentro la tradizionale tenda Khaïma; la conoscenza degli usi nomadi Mauri e dei pescatori Imraguen con le loro tradizioni; il classico tè alla menta nel deserto durante i bivacchi.

PROGRAMMA DI VIAGGIO


1° GIORNO: GIOVEDì 26 DICEMBRE  2019: ITALIA  – CASABLANCA – NOUAKCHOTT   VOLO

Ritrovo dei Sig.ri partecipanti all’aeroporto di partenza. Disbrigo delle formalità di imbarco. Partenza con volo di linea in classe economica per Casablanca, da cui dopo transito aeroportuale si prosegue con cambio di aeromobile per Nouakchott, con pasti a bordo. Dopo aver osservato le pratiche doganali in entrata e aver ritirato il bagaglio, accoglienza da parte del rappresentante con trasferimento in hotel. H Résidence Hôtel GOUFFA


2° GIORNO: VENERDì 27 DICEMBRE 2019: NOUAKCHOTT – MOUDJERIA TAGANT   110 km, 3,15 h  JEEP

Lasciando la capitale  Nouakchott, si percorre la “Route de l’Espoir”, un’eccellente strada asfaltata, transitando per Aleg e, oltrepassato il bivio di Sangarafa, serpeggiando tra le dune oltre 30 km oltre Letfatar, si entra nella regione del Tagant. Moudjéria appare tra il potente massiccio delle dune e le colline rocciose che si aprono dopo il magnifico passo Buyf. Essa fu fondata nel 1905 dall’amministratore Coppolani, il delegato dell’amministrazione coloniale francese che battezzò la Mauritania. La fondazione di questa fortezza militare aveva per primo obiettivo il controllo del passo di Acheft che dà accesso all’altopiano di Tagant in direzione di Tidjikja. Fu antico centro amministrativo durante la colonizzazione e città prospera grazie al commercio delle carovane, ma anche grazie all’allevamento e alla sua importante produzione di datteri. Facciamo il primo Bivacco a Moudjéria  FB (B H,  L C,  D C) B


3° GIORNO: SABATO 28 DICEMBRE 2019: MOUDJERIA – N’BEIKA – MATMATA – KSAR EL BARKA  95 km, 2,30 h JEEP

Il Tagant è una terra di contrasti, formato da una serie di altipiani di arenaria da 100 a 450 m di altitudine e separati l’uno dall’altro da valli, in cui sono definite piccole oasi con i loro palmeti.  Secondo alcuni studiosi mori il Tagant (di solito tradotto come Petite-Forêt), come ultima linea prima del Sahel, rappresenterebbe in realtà il nome berbero del Ghana. Quindi il Tagant sarebbe l’ultima provincia che porta ancora il nome dell’antico impero che i neri chiamano Ganata e gli Arabi Ghânat. A 15 km da Modjeria si raggiunge la grande oasi N’Beika, che è sulla riva destra della valle di Tamourt e occupa uno splendido sito tra dune e rocce, circondato da un vasto palmeto. Si raggiunge quindi il canyon di Matmata, per sostare nell’omonima guelta alimentata da piogge, che ospita una colonia di coccodrilli del Nilo; essi sono rimasti intrappolati in queste pozze poiché il flusso in cui abitavano abitualmente si è prosciugato. Ritornando a N’Beika e transitando per Tamour Bouraga è possibile osservare sull’acqua una moltitudine di uccelli. La pista conduce a Ksar El Barka nel nord-ovest del Tagant. Essa è con Rachid l’altra grande città costruita dai Kounta, una tribù che si dice sia di origine araba e sanhaja, guardiani dell’ortodossia islamica e propagatori della via Kadriyya Bekkaiyya. Fondata nel 1690 nel Wadi di El-Ebiad si sviluppò grazie alla coltivazione di datteri e al commercio nel deserto. Ma dopo incessanti conflitti interni, la città venne distrutta nel 1822 e i suoi abitanti furono costretti a lasciare il luogo. Oggi ci sono rovine in un buono stato di conservazione che sono abbastanza toccanti da visitare. Anche la moschea di Ksar El Barka, benché priva del suo minareto tagliato, è riuscita a sfidare il tempo. Bivacco a Ksar El Barka. FB (B C,  L C,  D C) B


4° GIORNO: DOMENICA 29 DICEMBRE 2019: KSAR EL BARKA – AOUINET ET TILISKI – HNOUK 200 km, 7 h JEEP

Lasciando alle spalle l’ampia area d’estensione di Yagref e Tamourt, il percorso sale sull’altopiano per scendere nella depressione di El Khatt. In lontananza il Guelb Mouïche fa da punto di riferimento nell’attraversamento delle scogliere rocciose del massiccio del Tamga. E’ una bellissima scoperta raggiungere il piccolissimo palmeto di Aouinet et Tiliski, incastrato tra sabbia e rocce . Salendo lungo gli affioramenti rocciosi dell’Adrar occidentale, raggiungiamo la depressione di Bou Aboun, che può presentarsi come un piccolo paradiso naturale, se la pioggia si è presentata abbondante e puntuale. La parte occidentale dell’Adrâr offre una grande varietà di paesaggi. L’altopiano è squadrato da una fitta rete di faglie di origine tettonica dove scorre il wadi. Qui gli erg biondi si avvicinano alle lame levigate di arenaria nera. L’erosione ha plasmato i paesaggi nel corso dei millenni. In fondo alla valle, la dolcezza dei palmeti si staglia sui massicci montuosi bruschi e austeri. Nelle fenditure segrete sono incastonate guelte con acque limpide. I contadini sedentari nei palmeti continuano la loro vita tradizionale in questa parte di Sahara che può essere generosa. Sugli altipiani circostanti, i nomadi in cerca di pascoli per le loro mandrie scandiscono il loro tempo con lunghi spostamenti stagionali in cerca di piogge benefiche. Qui nell’Adrâr la complementarità tra queste due necessità della vita prende tutta la sua forza. Attraversiamo il cuore del territorio dei Sassi di Oulad che fanno parte della confederazione tribale di Ideichili e che sono sempre stati autonomi dalle tribù Hassan. Bivacco a Hnouk. FB (B C,  L C,  D C) B


5° GIORNO: LUNEDì 30 DICEMBRE 2019: HNOUK – EL MEDDAH – AMATLICH ADRAR   94 km,  5 h JEEP

La guelta Tajemleilit, racchiusa in uno stretto canyon, lascia scaturire tra le palme un sottile flusso di acqua limpida. Seguendo la gola, arriviamo alle prime palme dell’opulenta regione dell’Amatlich. Avendo raggiunto l’altopiano, ora avanziamo verso la valle di El Meddah. Qui, incuneato tra le grandi dune dell’Erg Amatlich e le scogliere viola dell’Adrâr, il villaggio di El Meddah cresce e prospera nonostante il suo isolamento. La società moresca vive quasi in autonomia secondo ritmi stabiliti da secoli. I grandi massicci di dune si sviluppano, paralleli tra loro e perpendicolari all’asse dei venti dominanti. I grandi corridoi interdunali consentono un traffico carovaniero relativamente facile. A nord dell’erg riaffiora la roccia con fratture ed erosioni, che in alcuni punti forma veri e propri labirinti. Alcune guelte con acque limpide si aprono tra fenditure segrete, dando origine all’oasi di Azoueïga. La vegetazione esuberante ospita una miriade di uccelli e insetti di ogni tipo. Per la notte ritorniamo al dolce contesto delle dune. Bivacco a Amatlich. FB (B C,  L C,  D C) B


6° GIORNO: MARTEDì 31 DICEMBRE 2019: AMATLICH – TERGIT  120 km,  4,30 h JEEP

Andiamo lungo la base dell’erg Amatlich per affondare nel pianoro dell’ Adrâr. Una pista ci permette di raggiungere il bordo di uno strapiombo roccioso che domina El Abiod, una grande frattura tettonica con sabbie bionde e palmeti multipli. Attraverso il superbo passo di Tifoujar raggiungiamo il fondo della valle. Lo scenario è fantastico e spettacolare. La pista prosegue verso nord-ovest in direzione del complesso di dune di Ziret E-n Ouâkane, che saliamo sul punto più alto e che segnano l’uscita nord di Wadi El Abiod. Ora siamo nell’ultimo scavalcamento in direzione dell’Adrar. A ovest si trovano le grandi pianure disseminate di cime rocciose dell’Amaga, fino alla costa dell’Atlantico a 450 chilometri di distanza. Bivacco a Tergit. FB (B C,  L C,  D C) B


7° GIORNO: MERCOLEDì 1 GENNAIO 2020: TERGIT – CHINGUETTI  55 km, 3 h  JEEP

Da Tergit, andiamo verso l’altopiano dell’Adrâr e dopo pochi chilometri prendiamo una bellissima pista verso la valle di M’Haïreth. È uno dei palmeti più importanti dell’Adrâr occidentale, molto frequentato in estate per la festa del raccolto dei datteri dagli abitanti che ritornano dai rispettivi luoghi di lavoro. Usciamo dall’ombra delle palme per salire di nuovo sull’altopiano. Una pista disorganica ci permette di raggiungere la base della piccola catena montuosa di Zarga. Ci prendiamo il tempo di camminare in questo posto singolare fatto di rocce e sabbia. La piccola montagna di Zarga è un esker lungo cento metri e lungo circa 50 chilometri. È il risultato di un’incredibile evento geomorfologico che avvenne 440 milioni di anni fa (alla fine del periodo ordoviciano). Oggi, il grande cordone fossile di Zarga segna il lato occidentale dell’erg Warane, bloccando il flusso di sabbia proveniente dai confini dell’ Erg Chech. Disturbato da questa barriera naturale, l’erg Warane cambiò il suo nome in Amatlich e poi in Akchar prima di perdersi tra le onde dell’Oceano Atlantico. In serata di raggiunge Chinguetti. FB (B C,  L C,  D R) – H Auberge Eden Chinguetti


8° GIORNO: GIOVEDì 2 GENNAIO 2020: CHINGUETTI – BIBLIOTECHE DEL DESERTO – WADANE (OUADANE) –  EL KHEOUIYA 140 km, 7 h

Chinguetti fu fondata nel 13° secolo come centro di numerose rotte commerciali transahariane, diventando presto il centro carovaniero più attivo e d’interscambio culturale e la città più importante del Sahara Occidentale. Qui si riunivano i pellegrini che andavano o tornavano dalla Mecca. E ‘stata considerata dai mauritani come la settima città santa dell’Islam con le sue 11 moschee, 100 pozzi e la sua cerchia di studiosi, famosa sin dal Medioevo per ospitare la più antica università dell’Africa Occidentale e custodire dozzine di biblioteche che raccolgono manoscritti su pergamena e testi coranici di grande interesse. Oggi è patrimonio Culturale del’Unesco. Anticamente era uno Ksar e importante centro delle vie carovaniere, e ospitava ben 24 biblioteche. Con l’avanzata della desertificazione ha perso ogni importanza ed oggi solo cinque biblioteche sono sopravvissute. Queste librerie private sono sorvegliate dalle stesse famiglie che si sono tramandate i loro tesori letterari per generazioni, per non far perdere il patrimonio culturale ereditato. Con le sue viuzze strette e tortuose, i suoi numerosi vicoli ciechi, le sue case basse e scure a base di materiali locali, la sua quasi assenza di spazi comunitari, la città vecchia sorge attorno alla moschea con il minareto del 1600. Un risveglio mattiniero ci permette di visitare questo Ksar sahariano, le biblioteche private e i giardini. Proseguiamo il nostro viaggio in jeep in un ambiente naturale sabbioso. La pista passa a nord dei massicci di dune del Wadâne e di Afam el Merzrougât in direzione di  Wadâne. Lo Ksar di Wadâne fu fondato nel 1147 dalla tribù berbera Idalwa el Hadji e divenne presto un importante centro di commercio e carovane. Esso è circondato da un recinto fortificato molto sicuro che resisteva a tutte le forze straniere fino all’arrivo dei francesi. Le tribù dominanti sono Kounta, Ida o El Hadj, Chorfa, Amgârîj e Aghzazir.Il suo nome in arabo significa “due letti di fiume” (wadân), e questi due oueds (wadi) “oued dei dattes” e “oued degli sciences” sono ancora il vanto della città. Il villaggio, situato su una collina, è circondato da un’oasi con palmeto e da dune di sabbia. Un tempo importante centro di carovane di cammelli, quando sale, datteri e oro erano la merce principale, Wadâne ha alcune delle rovine più impressionanti della Mauritania: sullo sperone roccioso è situato l’antico forte, circondato da mura ciclopiche. Nel 1487 fu fondata una stazione commerciale portoghese, ma la città decadde dal XVI secolo. La città vecchia (anch’essa patrimonio Unesco), sebbene in rovina, è ancora sostanzialmente intatta; la sua principale attrazione è l’antica moschea. Percorriamo l’erg Warane che corre sull’altopiano dell’Adrâr dai confini orientali. A ovest, il cordone di arenaria di Herour si insinua tra le dune. Come il massiccio di Zarga, anche Herour ha un’entusiasmante storia geomorfologica. Raggiungiamo il campo semi-nomade di El Kheouiya. fondato sulle rive di un grande uadi. L’accampamento, da alcuni anni è organizzato con lo sviluppo dell’allevamento di caprini e camelidi, la creazione di una scuola e la nascita di una piccola palmeraia associata a giardini. I legami sociali con le differenti famiglie dell’accampamento sono stretti e molto amichevoli. Bivacco a El Kheouiya. FB (B H,  L C,  D C) B


9° GIORNO: VENERDì 3 GENNAIO 2020: EL KHEOUIYA  140 km, 2 h ATAR 240 km, 4 h – BEN AMIRA 

Lungo l’itinerario visitiamo Fort Saganne, costruito negli anni ottanta e utilizzato come set cinematografico per l’omonimo film con G. Depardieu, ed alcuni vicini siti rupestri, contenenti antichissime pitture raffiguranti giraffe, buoi e cacciatori. Arriviamo in tarda mattinata ad Atar, capitale dell’Adrâr, posta nel cosiddetto “pays de la pierre”, un luogo bruciato dall’impietoso sole sahariano, che in estate supera facilmente i 40 gradi. Passaggio obbligato per le carovane che collegavano il nord e il sud, Atar fu fondata nel XVII secolo e sostituì poco a poco il ruolo commerciale di Chinguetti e Wadâne. Durante l’epoca coloniale fu la principale base militare francese e nei primi anni dell’indipendenza si candidò come possibile capitale. La parte più interessante della città è senza dubbio il mercato, frequentato dai nomadi Mauri, che vengono a vendere il bestiame e ad acquistare un po’ di tutto. Mentre la città si trova nel deserto del Sahara arido, è stato scoperta nei pressi una notevole quantità di acque sotterranee come un fiume. La scoperta, effettuata da uno scienziato russo che ha analizzato la tipografia con rilevazioni satellitari, secondo le stime, potrebbe consentire di fornire una popolazione di 50.000 abitanti. Alla partenza da Atar, prendiamo la strada settentrionale che permette di accedere al Tayyaret. Qui si sorgeva nell’XI secolo la vecchia capitale Almoravide di Azougui, su un territorio che si estendeva dall’Impero del Ghana al Marocco e alla penisola iberica. Della fortezza, cinta da 20.000 palme, oggi restano solamente alcune parti della cittadella e la necropoli di Al Iman Al Hadrami. Costeggiamo delle piccole formazioni rocciose fino al villaggio di Choum, al confine con il Sahara Occidentale. Cresciuta sulle rotte commerciali trans-sahariane, Choum è nota per la linea ferroviaria che l’attraversa, collegando la città mineraria di Zouerat (dove sono le miniere di ferro) a Nouadhibou sulla costa occidentale atlantica della Mauritania. In questa parte di deserto mauritano, in un paese così povero ma ricco di minerali naturali, il ferro costituisce una delle maggiori fonti di esportazione. Costeggeremo quindi le rotaie nell’arco della giornata nel tentativo di fotografare questo insolito e particolare treno  merci più lungo del mondo. Si raggiunge in serata il monolito di Ben Amira, uno dei luoghi più sbalorditivi della Mauritania. L’enorme massa di roccia granitica è alta circa 600 metri. Con le dune di sabbia che lo circondano è un suggestivo paesaggio sahariano, ai piedi del quale trascorrere una notte con un memorabile bivacco. Ben Amira è il più grande monolito in Africa ed il terzo più grande al mondo, dopo Uluru ed il monte Augustus situati in Australia. A circa cinque chilometri da essa è l’altro monolito di Aicha, a forma di cupola. Queste due rocce sono protagoniste di una leggenda. Si narra che un tempo formassero un unico blocco. Al momento del loro “divorzio”, l’uomo, Ben Amira, se ne sarebbe andato con i due figli. Ed è per questo motivo che oggi si ammirano due piccoli blocchi di pietra accanto all’imponente monolito di Ben Amira. Al momento della separazione, Aicha avrebbe portato con sé la sua serva. Nel 1999-2000, venti artisti di varie nazionalità (canadese, cinese, mauritana, francese, polacca) si sono ritrovati ai piedi del monolito di Aicha per “esprimersi” in merito al tema della leggenda.  Sfruttando la pace come argomento principale, hanno avuto a disposizione trentacinque giorni per portare a termine le opere artistiche. Dalla maschera realizzata dall’artista italiano al viso di donna nascosto all’interno di una roccia, varie sculture originali vi aspettano.   Bivacco a Ben Amira.   FB (B C,  L C,  D C) B


10° GIORNO: SABATO 4 GENNAIO 2020: BEN AMIRA – INAL  210 km, 3 h – ARKEISS PARC NATIONAL DU BANC D’ARGUIN  200 km, 4 h JEEP

Costeggiando la linea di ferrovia, circoliamo dentro una vasta pianura piatta, restando in attesa del transito del treno minerario più lungo del mondo, che può passare in un senso o nell’altro.  Il treno può arrivare ad avere più di 200 vagoni e può superare i 2,5 chilometri di lunghezza; per spostare tutto questo peso servono almeno tre o quattro locomotive, che comunque non gli fanno superare i 35 chilometri all’ora di velocità. Il treno, che oltre al ferro trasporta anche passeggeri, proprietari di bestiame o commercianti, percorre 650 chilometri con temperature che raggiungono anche i 50 gradi centigradi: un viaggio dura circa 20 ore! Ci dirigiamo al piccolo villaggio Imragen di Ten Alloul, entrando nel Parc National Banc d’Arguin. A nord ci sono due capi, Râs Tagarit e Râs Tafarit, che circondano la baia di Tanoudert e il villaggio di Arkeiss, dove pernottiamo. Il contrasto tra la sabbia desertica e il blu del mare rende l’ambiente quasi unico nel pianeta. Il Parco Banc d’Arguin, con una superficie di 12000 km² (condivisa tra una parte rivolta verso l’oceano Atlantico e una parte rivolta verso il deserto del Sahara), è un’area dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per la salvaguardia delle specie ornitologiche, che qui sono molto numerose grazie alla straordinaria ricchezza di pesci, specie sulle coste sabbiose delle isole di Tidra e Arguin. Questa riserva naturale è oggetto di un programma di protezione per l’importanza del suo ecosistema e del suo patrimonio immateriale.  Il Parco comprende l’habitat più importante dell’Atlantico occidentale per gli uccelli nidificanti dell’Africa occidentale e i limpidi migratori paleartici e per questo rappresenta una delle méte più entusiasmanti del continente per gli appassionati di birdwatching. Le vaste distese di paludi offrono rifugio a oltre due milioni di uccelli migratori limicoli provenienti dal nord Europa, dalla Siberia e dalla Groenlandia. La popolazione di uccelli nidificanti è anche notevole in termini di diversità e numero: tra 25.000 e 40.000 coppie appartenenti a 15 specie di uccelli, tra cui fenicotteri, gambecchi frullini, pellicani, aironi della Mauritania e sternidi. L’acqua bassa e le isole al suo interno sono anche il centro di un’intensa attività biologica: ci sono 45 specie di pesci e 11 specie di molluschi. La proprietà contiene anche diverse specie di tartarughe marine, in particolare la tartaruga verde (Chelonia mydas) nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate. Tra i mammiferi, ci sono ancora alcune popolazioni rimanenti di Gazzella Dorcas. Il delfino, la tartaruga e la foca monaca sono spesso avvistati a Cap Blanc. Pernottamento presso il Campement di Arkeiss. FB (B C,  L C,  D R) K


11° GIORNO: DOMENICA 5 GENNAIO 2020: ARKEISS PARC NATIONAL DU BANC D’ARGUIN – NOUAKCHOTT   280 km, 4 h JEEP

In quest’area vivono gli Imraguen, minoranza etnica della Mauritania. Si crede che gli Imraguen discendano dal popolo Bafour, prima di immischiarsi ai berberi nel XIV secolo ed integrarsi con gli schiavi dei mori nel XVII secolo, crescendo sotto la tutela di maestri guerrieri e religiosi. Il nome Imraguen è una parola berbera che significa “pescatori”. Sono musulmani del rito sunnita di Maliki, parlano arabo hassaniya con un vocabolario berbero legato alla pesca ed il loro dialetto è indicato come la lingua Imraguen. La pesca, specializzata con la cattura tradizionale del cefalo con i bastoni e l’aiuto dei delfini, da sempre è il loro stile di vita e il Banc d’Arguin il loro luogo di vita, la loro patria. Mentre gli uomini pescano, a terra le donne producono poutargue (bottarga di uova di muggine giallo) e tichtâar (filetti di muggine essiccati naturalmente). Le barche tradizionali presenti lungo la costa pescano in un anno l’equivalente che un singolo grande peschereccio europeo pesca in un giorno. Al mattino presto, prendiamo la strada verso sud. Se la marea lo consente, andiamo lungo la battigia con le onde dell’oceano che lambiscono le ruote dei fuoristrada, seguendo i ritmi delle maree, fino ad arrivare a delle magnifiche dune che si gettano nell’oceano. La spettacolare corsa è accompagnata dal volo di numerosi uccelli migratori vengono a svernare e che si alzano in volo al passaggio dei fuoristrada. Sosteremo, se avremo tempo, in piccoli villaggi di pescatori di Imraguen per vedere il lavoro delle donne intente nella produzione della bottarga e altri derivati della pesca. Arriviamo a Nouakchott, la capitale mauritana, dove visitiamo il pittoresco “Port de pêche” per assistere al rientro emozionante delle colorate piroghe cariche di pesce nella luce del tramonto. Ultima cena prima della partenza.  Residence Hôtel GOUFFA FB (B K,  L C,  D R) – H


12° GIORNO: LUNEDì 6 GENNAIO 2020: NOUAKCHOTT – CASABLANCA – ITALIA VOLO

Disbrigo delle formalità di imbarco. Partenza con volo di linea per Casablanca, da cui dopo breve transito aeroportuale si prosegue con cambio di aeromobile per l’Italia, con pasti a bordo. Arrivo all’aeroporto di destinazione.


Fine dei servizi di Viaggi Tribali


Legenda:

  • FB = Pensione completa
  • B H = Colazione Hotel; B K = Colazione Khaïma; B C = Colazione Cucina Bivacco; L C = Pranzo Cucina Bivacco; L LB = Pranzo Lunch/Box; L R = Pranzo Ristorante; D C = Cena Cucina Bivacco;
  • D R = Cena Hotel/Khaïma/Rst
  • H Sistemazione in Hotel; B Sistemazione in Bivacco (tenda a igloo); K Sistemazione in Khaïma (grande tenda collettiva locale condivisa da più persone) Khaïma

Quota individuale di partecipazione in camera doppia:

€ 2.190 su base 8 partecipanti


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Supplementi COMPRESI:

✤ Quota d’iscrizione € 100

✤ Polizza Base T.O. Medico e Bagaglio (massimali € 10.000 e € 1.000)

Supplementi ESCLUSI:

✤ Tasse aeroportuali volo internazionale € 365.48 indicative e da riconfermarsi solo al momento dell’emissione del biglietto

✤ Polizza Assicurazione Integrativa € 46 (massimali € 50.000)

✤ Polizza Annullamento Viaggio da € 95

✤ Supplemento camera singola € 85

Durata e tipologia viaggio:

✤ Durata 12 giorni, 11 notti

✤ Pernottamento in Hotel, Khaïma e Campo/Bivacco nel Sahara con Tenda a igloo

Documenti obbligatori:

✤ Documento indispensabile passaporto con validità di almeno sei mesi dalla data di partenza del viaggio

Vaccinazioni obbligatorie:

✤ Nessuna obbligatoria. Consigliamo tuttavia di rivolgersi alla propria ASL di competenza per un parere medico.


Voli indicativi:

Royal Air Maroc con Partenza da Roma Fco, Milano Mpx e Bologna

Da Roma Fiumicino

AT 941 26DEC FCOCMN HK1 1750 2110
AT 511 26DEC CMNNKC HK1 2240 0040+1
AT 510 06JAN NKCCMN HK1 0715 1050
AT 940 06JAN CMNFCO HK1 1340 1650

Da Milano Malpensa

AT 951 26DEC MXPCMN 1750 2105
AT 511 26DEC CMNNKC 2240 0040+1
AT 510 06JAN NKCCMN 0715 1050
AT 950 06JAN CMNMXP 1340 1650

Da Bologna

AT 953 26DEC BLQ CMN 1745 2100
AT 511 26DEC CMN NKC 2240 0040
AT 510 06JAN NKC CMN 0715 1050
AT 952 06JAN CMN BLQ 134 1645


SISTEMAZIONI/HOTEL

  • Nouakchott: Résidence Hôtel GOUFFA o similare 2 notti https://www.canarias.com/en/hotel/residence-gouffa-nouakchott
  • Moudjéria: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Ksar El Barka: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Hnouk: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Amatlich: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Tergit: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Chinguetti: Auberge Eden o similare 1 notte
  • El Kheouiya: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Ben Amira: Bivacco in tenda igloo 1 notte
  • Arkeiss/Parc National Du Banc D’Arguin: Campement di Arkeiss o similare in Khaïma 1 notte

LA QUOTA COMPRENDE

  • Volo internazionale in classe economica
  • Sistemazione in camere doppie in hotel, in tende a igloo doppie nei bivacchi nel deserto e in Khaïma (grande tenda collettiva locale condivisa da 2 o più persone)
  • Guida locale in lingua francese/interprete in italiano
  • Accompagnatore dall’Italia da 10 partecipanti
  • Accoglienza ed assistenza all’aeroporto di Nouakchott
  • Trasferimento con veicoli 4X4, carburante compresi, adatti a questo genere di viaggio nel deserto
  • Autisti e cuoco (in proporzione al numero finale del gruppo)
  • Tutta l’attrezzatura da bivacco, di cucina e la sua sussistenza (materiale di cucina, cucina a gas, piatti, coperti, scodelle, tavoli pieghevoli e sedie), con uso di acqua per lavarsi, Tenda doppia Ferrino, Materasso in schiuma con fodera (5cm), Tappetino (Il sacco a pelo deve essere portato dai partecipanti)
  • Sistemazione in pensione completa presso hotel e bivacchi in tenda doppia per tutto l’itinerario – Khaïma (tende multiple locali) a Arkeiss
  • Acqua potabile purificata con Micropur (possibile acquistare acqua minerale con supplemento)
  • Ingressi a tutti i siti indicati da programma
  • Assicurazione medico + bagaglio (spese massimali € 10.000 + € 1.000)
  • Quota d’iscrizione

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Visto d’ingresso Mauritania di tipo biometrico, che può essere ottenuto all’arrivo all’aeroporto di Nouakchott con 55 € in contanti
  • Tasse aeroportuali definibili solo al momento dell’emissione dei biglietti e eventuali adeguamenti carburante
  • Assicurazione Spese Mediche Integrative (massimali fino a € 50.000)
  • Assicurazione Annullamento Viaggio
  • Tasse non previste nel programma, ingressi fotografici/video
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, spese personali, lavanderia
  • Camera singola (disponibile in hotel/Nouakchott e in tenda/Bivacco) e in Khaïma a Arkeiss (dove si ricorda che la singola è soggetta a disponibilità del momento; le Khaïma sono grandi tende collettive condivise da 2 o più persone)
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.
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CAPODANNO IN MAURITANIA

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CAPODANNO IN MAURITANIA

CON VIAGGIATORE ESPERTO DALL’ITALIA

Durata
12 giorni, 11 notti
Quota per persona
2.190,00 
Prossime partenze
Dal 26 Dicembre al 06 Gennaio 2020
Data di partenza