“BENIN MAGICO”

                                FESTIVAL VOODOO DI OUIDAH                                        

DANZE KOUVITO/EGUNGUN, ZANGBETO & GELEDE

Dall’ 8 al 18 Gennaio 2020

TOUR DI 11 GIORNI IN BENIN


Voodoo


Immersione profonda in un’Africa sconosciuta, dove etnie originali, legate dalla comune storia della tratta degli schiavi, hanno vissuto il terribile traffico di re negrieri, esportando tradizioni ancestrali; ricerca di un mondo tribale palpitante, che ha come filo conduttore l’animismo con incantesimi, amuleti, sacrifici animali davanti a féticheurs, danze, cerimonie, evocazioni e riti stimolati dagli spiriti degli antenati.  La vita quotidiana, influenzata dalla magia e dalla ricerca continua e profonda del contatto con l’aldilà, esplode ogni anno in rituali collettivi a Ouidah, in occasione del Festival del Voodoo. L’itinerario, attraversando la Via del Sale e della Noce di Cola, prosegue verso nord al confine con il Togo, per ammirare l’eccezionale patrimonio architettonico del popolo Somba


Benin


PROGRAMMA DI VIAGGIO

Fb = Pensione Completa


1° GIORNO: MERCOLEDì 8 GENNAIO 2020 : ITALIA – ISTANBUL – COTONOU  AEREO 

Ritrovo all’aeroporto delle rispettive città di partenza. Disbrigo della formalità di imbarco e partenza con volo di linea per Istanbul; dopo transito aeroportuale e cambio di aeromobile è il nuovo imbarco per Cotonou con pasti a bordo. All’arrivo, effettuate le pratiche doganali in entrata in Benin, segue il trasferimento in hotel per il pernottamento.


2° GIORNO: GIOVEDì 9 GENNAIO 2020 : COTONOU – GANVIE’ – ABOMEY/CALAVI      50 km, 1,25 h MINIVAN, PIROGA 

Cotonou ufficialmente è la seconda città del paese dopo Porto Novo, ma di fatto è considerata la capitale del Benin. E’ una città caotica con tanto traffico e piena di smog, ma evitando i veloci zemidjan che sfrecciano a forte velocità, si può visitare l’interessante Grand Marché du Dantokpa. Questo vasto mercato, apparentemente senza fine, è il cuore palpitante di Cotonou, delimitato dalla laguna e dal Blvd St Michel. Tutto vi può essere acquistato sotto il sole nelle sue stradine labirintiche, dal pesce al sapone, dai sandali di plastica alle capre, dai DVD pirata ai pezzi di ricambio per automobili, dai batik ai tessuti olandesi. La sezione riservata ai feticci, che si trova all’estremità settentrionale del grande mercato, è molto assortita e frequentata dai locali in cerca di amuleti in grado di proteggere da mali o pericoli. Ci sposteremo poi a circa 25 km dalla città presso il lago di Ganviè. Chiamata anche la Venezia d’Africa, Ganviè è la città sull’acqua più grande del continente africano e, come in una sorta di “waterworld”, la vita si svolge interamente tra barche e palafitte. Sorge lungo le sponde settentrionali del lago Nokoue, un’area remota e senza strade, scelta come residenza dal popolo Tofinu durante il XVI secolo per nascondersi dai guerrieri dei re che rastrellavano l’Africa Occidentale alla ricerca di persone da destinare alla tratta degli schiavi. Lo spettacolo che si svolge davanti agli occhi è eccezionale, nonostante la scontrosità degli abitanti: il suo mercato galleggiante pulsa con mille colori e mille profumi, e le sue case di bambù e paglia sui trampoli. L’interesse per questo villaggio è dato  dal paesaggio e anche dai pescatori, che usano piantare sul fondo lagunoso alcuni rami, le cui foglie decomponendosi attirano i pesci in loro prossimità. Si raggiunge l’Hotel ad  Abomey-Calavi. Cena e pernottamento. FB


3° GIORNO: VENERDì 10 GENNAIO 2020 : ABOMEY/CALAVI – OUIDAH  VOODOO FESTIVAL  45 km, 1 h MINIVAN, PIEDI

Oggi faremo un breve trasferimento a Ouidah, vicino alla costa atlantica, per una giornata interamente dedicata alla partecipazione alle manifestazioni del Festival Internazionale del Voodoo. Ogni anno, il 10 gennaio, nella Repubblica del Benin si celebra la giornata nazionale del Voodoo – il Voodoo o Vodun Festival – religione praticata dal 17% dei beninesi. Il Voodoo venne introdotto a Cuba e ad Haiti dagli schiavi Ewe e Fon catturati e venduti dal regno di Dahomey e qui si amalgamò al cattolicesimo. Originariamente era chiamato Vodun in Benin e in Togo e significava ‘ciò che è nascosto’, ‘misterioso’. Il Voodoo è vera e propria religione sincretica al cui interno convivono riti e simboli del cattolicesimo, o – come la definiscono gli stessi beninesi – “una confessione che incoraggia il dialogo tra persone, tra la vita e la morte, tra le religioni”. Migliaia di devoti provenienti da tutto il paese, dall’intero continente e anche da altri paesi del mondo – Caraibi e Americhe  – si riuniscono nella piccola città di Ouidah per essere benedetti dal capo voodoo “il roi”, reggente al trono. Durante le cerimonie, accompagnate da feste, musica, sacrifici di animali e rituali per onorare divinità e antenati, è un viavai di sacerdoti, dignitari e adepti, spesso in trance, di fronte alle divinità quali Ogou, il dio del ferro, Sakpata, il dio della terra e Khèvioso, il dio dei fulmini. Grande ressa presso il tempio dei Pitoni, da cui partono le celebrazioni del Festival. Il tempio ospita quasi 100 serpenti, protetti come divinità. In Benin si crede che uccidere un pitone porti sfortuna e negatività, mente indossarne uno intorno al collo permette all’anima di purificarsi. Dagbo Houno, il sommo fèticheur di Ouidah, dopo essersi recato al tempio dei pitoni e aver reso omaggio al feticcio, da il via alla processione che si svolge lungo la “Route des Esclaves” e raggiunge con ogni mezzo (a piedi, in moto, in taxi brousse o a bordo di lussuosi Suv) la spiaggia, attraversando la Porta del Non Ritorno, dove si eseguiranno le cerimonie. Ogni gruppo suona, senza risparmiarsi, i tamburi cerimoniali, la gente balla e canta le danze tradizionali, mentre alcuni adepti cadono in trance, posseduti dagli spiriti invocati. Nel menu, discorsi, vari dipinti di danze culturali, sequenze di preghiere e incantesimi, libagioni e benedizione finale. Il momento più importante è quando il sommo fèticheur recita una preghiera propiziatoria prima di sacrificare capre e polli sull’altare. Dopo la visita alla foresta sacra di Kpassè, raggiungeremo l’albergo in riva al mare. Cena e pernottamento. FB


4° GIORNO: SABATO 11 GENNAIO 2020 : OUIDAH – BOHICON – DASSA-ZOUME’  KOUVITO/EGUNGUN  235 km, 4,25 h MINIVAN

Oggi faremo rotta verso nord alla volta di Dassa-Zoumè, sostando lungo il percorso a Bohicon per la scoperta di un sito archeologico e delle grotte sotterranee di Agongointo, dove sarà possibile visitare una delle tante “case sotterranee” (diverse cavità scavate nella roccia del terreno), un tempo nascondiglio per i guerrieri. Chiamata città di 41 colline, Dassa-Zoume è una città di crocevia nel centro-sud del Benin. Visiteremo il Centro Mariano di Arigbo, un luogo di preghiera e contemplazione nella cui “Grotte Notre-Dame d’Arigbo” si dice sia apparsa la Madonna. Effettueremo un’escursione sulle colline circostanti per vedere il percorso dei rituali seguito da Omondjagou, gruppo etnico maggioritario che forma l’antico regno di Dassa-Zoumé. Sulle colline avremo l’opportunità di vedere i feticci e le rappresentazioni del culto voodoo. E‘ prevista la partecipazione a un ballo tradizionale con costumi fantastici a ruota, chiamato Kouvito (nell’idioma e cultura Fon della costa sono i Revenants – in francese “fantasmi” – o Egungun). Nelle tradizioni Fon e Yoruba, ogni famiglia onora pubblicamente i suoi antenati dando feste. I fantasmi reincarnati, circondati da giudici e musicisti, vagano per le strade del vicinato e passanti apostrofici. Alla fine dei loro viaggi si riuniscono in un luogo dove ballano e recitano commedie davanti a una folla numerosa e compatta. I Revenants o Egungun oltre a queste manifestazioni stagionali, si manifestano anche durante matrimoni, nascite, battesimi o morti di uno dei membri della società iniziatica che li genera. Coprendosi con un costume riccamente decorato con tessuti colorati, velluto impreziosito da paillettes disposte in vari schemi simbolici, i danzatori si manifestano con una voce nasale, come a rincorrere bambini e adolescenti che si infrangono nel passaggio. Gli iniziati che li sorvegliano impediscono loro di entrare in contatto con gli spettatori perché, secondo le prescrizioni della tradizione, il perizoma di un fantasma non deve mai toccare un vivente. Pernottamento a Dassa-Zoumé con cena. FB


5° GIORNO: DOMENICA 12 GENNAIO 2020 :  DASSA-ZOUME’ – YAKA – DJOUGOU  305 km, 5,15 h  MINIVAN

Partenza anticipata per Djougou, vecchia fermata storica lungo la “Via del Sale e della Noce di Cola”, che per la sua posizione geografica, è un punto d’incontro di etnia Yom, Dendi, Fulani, Pila-Pila, Gourmantché, Somba e Baatonou. Partiremo alla volta della regione Tanéka-Koko, abitata da cacciatori animisti che vivono della coltivazione del miglio. Sulla collina di Yaka vive un gruppo etnico animista isolato dal vento dell’islamizzazione della regione. La sua gente subisce riti spettacolari di iniziazione della circoncisione maschile. Parleremo con i maghi guardiani della tradizione per vivere e avvicinarci alla loro cultura basata sul culto dei morti. Pernottamento a Djogou in Motel con cena. FB


6° GIORNO: LUNEDì 13 GENNAIO 2020 :  DJOUGOU – NATITINGOU – TAGAYE – NATITINGOU 105 km, 2,05 h MINIVAN

Continueremo il nostro viaggio a nord alla volta di Natitingou, che si estende in una valle nel cuore della catena dell’Atakora. L’appellativo Natitingou, dato dai missionari deriva da Nantibatingou, il luogo in cui Nanto (il mitico fondatore della città) schiaccia il miglio, in lingua ouama. E’ il punto di partenza per scoprire tutte le ricchezze naturali e culturali della regione Somba, terra dei feticci.  All’arrivo, visiteremo il famoso “Musèe d’Arts et de Traditions Populaires”, dove sono esposti oggetti di vita quotidiana della comunità Somba, e poi il grande mercato  “Saint Kouagou”, con bancarelle colme di ignam e manioca. Sulla strada per Boukoumbé, al confine con il Togo, sosteremo presso il villaggio di Tagayé per visitare le tipiche abitazioni/fortezza di forma circolare chiamate “Tata o Tatas Somba”, capanne simili a fortini con torrette di banco e guglie con tetti di paglia, simili a castelli, che rappresentano l’eccezionale patrimonio architettonico del popolo Otammari (o Somba). I Bè-Tammaribè dei villaggi Somba sono feticisti e seguono tradizioni animiste. Alcuni praticano la scarificazione del volto, pratica iniziatica che permette di dimostrare coraggio, nonché la tribù di appartenenza. Le case fortificate hanno la soglia preceduta da un certo numero di piccoli tumuli di terra su cui si fanno libagioni di latte, uova o addirittura sacrifici di pollame o di piccoli bovini. Non è raro vedervi le penne o trovare teschi di animali sacrificati nelle immediate vicinanze. Il popolo dei Be-Tammaribè o Somba è noto per la produzione di “tchoukoutou”, una birra locale (derivata dal sorgo) contenuta nelle particolari calebasse (zucche a fiasco-pipe). Se il tempo lo consente, andremo nel villaggio ecologico di Koussou-Kovangou per vedere il Belvedere con un panorama mozzafiato sulla catena del’Atakora, il baobab sacro e molte altre meraviglie. Si rientrerà in serata a Natitingou per la notte in hotel nel cuore della città. Pernottamento e cena. FB 


7° GIORNO: MARTEDì 14 GENNAIO 2020 :  NATITINGOU – ABOMEY 425 km, 7,15 h MINIVAN

Un lungo transfer verso sud consentirà di raggiungere Abomey, capoluogo del dipartimento di Zou ed ex capitale dell’antico regno del Dahomey. Durante gli spostamenti, se si ha fortuna, ci si potrà imbattere ed assistere a festose cerimonie funebri contraddistinte da canti e danze di grande fascino. Le danze funebri, eseguite in tutta l’Africa, costituiscono un tributo al defunto (considerato ancora presente e parte della famiglia) e alla sua abilità nell’espletare i compiti ascrittigli dal ruolo sociale; il ballo e i canti, eseguiti sempre con gioia dei presenti con estensione di inviti agli ospiti, rappresentano uno strumento privilegiato nella comunicazione con l’aldilà e hanno anche lo scopo di divertire e far socializzare i partecipanti alle varie funzioni. Il regno di Dahomey fu fondato nel 1625 dall’etnia Fon e guidato nel tempo dai dodici sovrani che si succedettero dalla fondazione e  caduto con l’occupazione francese alla fine del XIX secolo. Esso conserva le testimonianze nei Palazzi degli antichi reali di Abomey, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1985, ristrutturati e diventati musei storici, conservando al suo interno gli ornamenti e i tesori del regno antico. I palazzi reali di Abomey sono un insieme di 12 costruzioni distribuite su un’area di 47 ettari; visiteremo il museo storico di Abomey, fondato nel 1943 dall’amministrazione coloniale francese ed ospitato nell’area del sito che corrisponde al “Palais du Roi Glele/Guezo”, i cui muri sono decorati con bassorilievi e i simboli degli antichi re del Dahomey, e il Palazzo Glélé. La visita alla storica Place Goho, dove si trova la statua del re Behanzin, concluderà il tour. Pernottamento in Hotel con cena. FB 


8° GIORNO: MERCOLEDì 15 GENNAIO 2020 :  ABOMEY – GRAND-POPO – BOUCHE DU ROY – GRAND-POPO ZANGBETO 145 km, 2,25 h MINIVAN, BARCA A MOTORE

Oggi raggiungeremo le coste dell’Oceano Atlantico a Grand-Popo, città che presenta le più belle spiagge del Benin, i cui dintorni sono caratterizzati da piacevoli scenari paesaggistici e interessanti riti voodoo. Con una barca a motore faremo un’escursione presso la “Bouche du Roy”, un delta formato dal fiume Mono, che corre lungo il confine con il Togo prima di confluire nel Golfo di Guinea da una strana falla parallela alla costa. Dietro la laguna, il fiume Mono è costellato di piccole isole, con mangrovie, uccelli marini e tartarughe; visiteremo un piccolo villaggio vodoun.  E‘ prevista oggi la partecipazione ad una festa di ballo tradizionale Zangbeto, che rappresenta il guardiano della notte. La cerimonia denominata Zangbeto, ha come protagonista la maschera omonima, la quale rappresenta “il guardiano della notte”. Essa simboleggia lo spirito voodoo incaricato di proteggere e vegliare sul sonno degli abitanti della comunità e di allontanare non soltanto gli spiriti malvagi, ma anche i ladri. Questo “guardiano della notte” durante la cerimonia viene rappresentato da un costume di paglia che copre completamente colui che “incarna” lo spirito di Zangbeto. Un aspetto molto interessante dal punto vista etico è che questa maschera ha la funzione di denunciare anche pratiche incivili, come il furto, la violenza sulle donne e il banditismo. Zangbeto in qualche modo riproduce lo spirito della giustizia. Pernottamento in Hotel sull’oceano con cena. FB


9° GIORNO: GIOVEDì 16 GENNAIO 2020 : GRAND-POPO – PORTO NOVO – POBE’ – PORTO NOVO GELEDE 125 km, 2,20 h MINIVAN

Ci dirigeremo alla volta della capitale del Benin e capoluogo del dipartimento di Ouémé: Porto-Novo, adagiata sulle sponde del Lago Noukouè, a 15 km dal confine con la Nigeria. Città dai tre nomi (Adjachè, Xogbonou, Porto-Novo), la capitale del Benin venne probabilmente fondata alla fine del XVI secolo dal popolo Gun. Deve il suo nome ai portoghesi (Porto-Novo significa “porto nuovo”), che vi costruirono uno scalo commerciale nel XVII secolo allo scopo di imbarcare gli schiavi africani diretti nelle Americhe. Il regno di Porto-Novo accettò la protezione francese nel 1863 allo scopo di difendersi dall’accerchiamento britannico. Il confinante regno di Abomey non tollerava la presenza francese e scoppiò la guerra. Nel 1883 la marina francese sbarcò a Porto-Novo e Cotonou e Porto-Novo venne inclusa nella colonia francese del Dahomey, della quale nel 1900 divenne la capitale. Questa città amministrativa è caratterizzata da edifici impeccabili di architettura eccezionale, uno stile che gli è valso un posto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Ma ancora, questa città è ben nota per i suoi luoghi di culto dedicati agli dei dell’Orissa della religione Yoruba. Ospitato in un vecchio edificio coloniale costruito nel 1922, visiteremo uno dei musei più importanti del Benin, il Museo etnografico, dedicato all’etnografo Alexandre Sènou Adandé. Qui si trovano numerosi oggetti appartenenti alla cultura del Paese: le maschere Gèlèdé e i materiali illustranti il ciclo della vita, con strumenti musicali e armi tribali. Attraversando l’adiacente mercato, visiteremo in seguito la Grande Moschea in stile brasiliano dei primi del XX secolo. Essa, sebbene fatiscente, ha un fascino vecchio stile con la sua architettura e le pareti ricche e colori caldi, che ricorda lo stesso stile delle chiese cristiane di Salvador da Bahia. Andremo a Pobé per seguire una festa con danze Gélédé. La Gélédé è una maschera sacra, scolpita nel legno e portata sulla sommità del capo da un iniziato. L’origine della Gélédé si collocherebbe al momento del mitico passaggio dalla società matriarcale alla società patriarcale e il suo ruolo sarebbe quello di lenire la collera “delle madri” e di onorare Iya Nla, la madre primordiale, e gli spiriti degli antenati. Spesso in queste maschere sono utilizzate figure di animali: il serpente, simbolo di potere e l’uccello, messaggero “delle madri”. La cerimonia Gélédé rende omaggio non solo alla Madre Terra originaria chiamata Iyà Nlà, ma anche a tutte le donne, fondamentali a livello di organizzazione sociale comunitaria. Non a caso essa  rende omaggio ai poteri spirituali delle donne e ha come scopo quello di compiacerle, divertirle e di scacciare le forze negative. Questi poteri infatti sono utilizzati a beneficio della società con l’obiettivo di restaurare l’armonia sociale. La cerimonia si svolge in un tripudio di suoni e di colori, con costumi che ricoprono totalmente che li indossa e senza evidenti fori per gli occhi. Rientro in serata a Porto-Novo con cena e pernottamento. FB


10° GIORNO: VENERDì 17 GENNAIO 2020 : PORTO NOVO – COTONOU – VOLO PER ISTANBUL  40 km, 0,45 h MINIVAN, AEREO

Oggi rientreremo a  Cotonou in mezzo ad un traffico caotico, per effettuare un mini tour cittadino. La fondazione Zinsou, all’interno di un palazzo in stile coloniale nel cuore della città, consente di vedere collezioni semipermanenti con gradevoli esempi di Arte Africana contemporanea ad alto livello. Essa ha all’attivo l’organizzazione di mostre di artisti del calibro di Malick Sidibe, acclamato fotografo maliano, o di Romuald Hazoumé, artista del Benin famoso per le sue creazioni con le taniche. La Galleria del noto artista Dominique Zinkpè, pittore e scultore versatile ha un crescente riconoscimento internazionale. I suoi intensi dipinti e disegni così intimi e rivelatori, spesso denunciano l’ingiustizia e l’ipocrisia, mentre le sue sculture, spesso costituite da assemblaggi di bambole di legno intagliato coinvolgono il concetto Yoruba di gemellaggio. Una deviazione al distretto di Akpakpa Beach Jacques per ammirare la bellezza dell’oceano in riva al mare e, se possibile, anche un giro per gli ultimi acquisti di souvenirs, concluderanno la serata. Ci saranno alcune camere in D-Use dove ristorarci, prima dell’ultima cena in Benin e poi del transfer verso l’aeroporto per il volo di rientro. Fatto il check-in e sbrigate le formalità  doganali di uscita, è l’imbarco con volo di linea per Istanbul con pernottamento e pasti a bordo. FB


11° GIORNO: SABATO 18 GENNAIO 2020 : ISTANBUL – ITALIA  AEREO

Dopo transito aeroportuale a Istanbul, e cambio di aeromobile è il nuovo imbarco per le rispettive destinazioni in Italia, con pasti a bordo.

NB = Le tappe quotidiane sono indicative e a volte il loro stato può essere tale da comportare una variazione dell’orario di arrivo e/o del programma, pur garantendone il loro svolgimento. L’itinerario generale può subire variazioni dovute a ragioni tecniche operative, pur mantenendo le visite previste dal programma; questo potrà essere deciso solo sul posto e la guida locale opterà la scelta migliore in base alle condizioni di percorribilità del momento.

Fine del viaggio e dei servizi ”Benin Magico”


Hotel e sistemazioni


QUOTE DI PARTECIPAZIONE A PERSONA IN CAMERA DOPPIA:

€ 2.490,00

 CON GUIDA LOCALE ESPERTA IN LINGUA FRANCESE

CON ACCOMPAGNATORE DALL’ITALIA


✤ Quota d’iscrizione: € 100 COMPRESA

✤ Tasse aeroportuali volo internazionale escluse € 370,96 al 04.06.2019, indicative e da riconfermarsi solo al momento dell’emissione del biglietto ESCLUSE

✤ Supplemento assicurazione integrativa € 50 con copertura fino a € 50.000 (obbligatoria) ESCLUSA

✤ Polizza Annullamento ESCLUSA

✤ Supplemento camera singola € 195  ESCLUSA

✤ Durata 11 giorni, 10 notti + camera di cortesia ultimo giorno

✤ Documento indispensabile passaporto con validità di almeno sei mesi dalla data di partenza del viaggio


VOLI CON TURKISH AIRLINES DA TUTTI GLI AEROPORTI:

Da Roma Fiumicino: 

  • TK1362  08JAN  FCOIST   07151140  
  • TK561  08JAN  ISTCOO     15552125                                                    
  • TK 561  17JAN  COOIST        2210 0910+1
  • TK1865  18JAN  ISTFCO        1250 1335

Da Milano Malpensa:

  • TK1878  08JAN  MXPIST   0710 1200  
  • TK 561  08JAN  ISTCOO   1555 2125                                                  
  • TK 561  17JAN  COOIST      2210 0910+1
  • TK1895  18JAN  ISTMXP        1245 1340 

Da Venezia Marco Polo:

  • TK1868  08JAN  VCEIST  10251440                                                          
  • TK561  08JAN  ISTCOO   15552125  
  • TK 561  17JAN  COOIST   2210 0910+1                                                                   
  • TK1871  18JAN  ISTVCE    1245 1325

LA QUOTA COMPRENDE                   

  • Volo di linea internazionale in classe economica.
  • Trasporto : Minivan con A/C fino 11 posti + driver.
  • Sistemazione in camera doppia in hotel.
  • Camere in D-Use l’ultimo giorno a Cotonou.
  • Pensione Completa.
  • Servizio di guida locale di lingua francese.
  • 1 litro di acqua minerale al giorno per persona.
  • Accompagnatore dall’Italia da 10 partecipanti.
  • Ingressi a tutte le visite indicate e al Festival Voodoo di Ouidah.
  • Partecipazione alle attività programmate, compreso le danze Kouvito, Zangbeto e Gélédé.
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000).
  • Quota d’iscrizione € 100 inclusa.

 LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Tasse aeroportuali € 370,96 al 04.06.2019 definibili solo al momento della emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante.
  • Assicurazione integrazione spese mediche.
  • Assicurazione annullamento.
  • Visto Benin: E-Visa € 50.
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, servizio lavanderia.
  • Bibite, analcoliche/alcoliche (soft drinks da 1 € a 1,5 €) e pasti non menzionati da programma.
  • Supplemento Singola € 195.
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce La quota comprende”.
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Benin Magico – viaggio con l’esperto

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VIAGGIO IN ESCLUSIVA DALL’8 AL 18 GENNAIO 2020

Durata
11 giorni, 10 notti
Quota per persona
2.490,00 
Prossime partenze
Dall'8 al 18 Gennaio 2020
Data di partenza
Informazioni
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