AFGHANISTAN TAJIKISTAN

WHAKAN & AFGHAN PAMIR


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TOUR DI 16 GIORNI
TAJIKISTAN E AFGHANISTAN


Nel lontano angolo nord-orientale dell’Afghanistan si trova il corridoio Wakhan, comunemente noto come il dito afghano. Questa stretta striscia di terra costituiva una volta la zona cuscinetto tra gli imperi britannico e russo ed era di immensa importanza strategica durante il Grande Gioco del XIX secolo. Oggi l’area è abitata prevalentemente da pastori Wakhi e nomadi Kuch e non è solo remota e tranquilla, ma anche benedetta con alcuni dei più bei paesaggi di montagna che il mondo ha da offrire. Questo è un viaggio fuori dalla realtà, ai margini della civiltà: non troveremo comodità logistiche e facilità di comunicazioni per la maggior parte! Ciò che vivremo qui, ci riporta indietro a un altro secolo, in cui le persone vivono un’esistenza ferma nel tempo, quasi medievale; questo viaggio è una vera avventura di vita. L’itinerario è congiunto ad un percorso in Tajikistan, lungo la mitica M41, in cerca delle analogie di vita del Pamir. Le popolazioni ospitali e gentili e i panorami naturali lungo i fiumi Pyanj e Wakhan lasceranno un ricordo permanente.


IMPEGNO: Medio/Alto

TIPOLOGIA: Naturalistico, Etnico, Culturale

CON ACCOMPAGNATORE DALL’ ITALIA


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UN VIAGGIO RIVOLTO A…

Viaggiatori interessati a scoprire una meta genuina, il cui Highlight sono la natura allo stato puro e gli abitanti ospitali e isolati, la cui vita reale scorre immutata.

Il Wakhan è così diverso che percorrendolo a piedi a volte sembra di cambiare pianeta ad ogni chilometro. Il fiume Pyanj, lasciata Ishkashim, si allarga lasciando scoperte banchine di sabbia finissima e intatta, a volte grigie, a volte bianche, sempre mai calpestate dall’uomo. Uno scenario primordiale che davvero mette i brividi.

 FOCUS DEL VIAGGIO:

  • VIAGGIO NATURALISTICO Sorgente di acque minerali calde Garam-Chasma; paesaggi fluviali, lacustri e montani sule rive dei fiumi Pyanj e Wakhan; vetta del Kohe-Safed (6513 m), nota come Baba-Tangi; Yashil-Kul e Bulunkul Lake; la catena dell’Hindukush che si apre in fondo del Wakhan river.
  • PHOTO Portrait, Street Life, Natura & Landscape, Panorama,Travel Reportage; Animali.
  • VIEWPOINTS Diga di Nurek (3300 m); View dal botanical garden di Khorog; Yashil-Kul (Lago Verde); Koitezak Pass da cui intravedere la vetta del Pik Kommunisma (7495 m); Khargush Pass (4344 m) con panorama sul massiccio Koh-i-Pamir.
  • ETNIE Pamiri, Wakhi, nomadi Kuch, Kyrgyz con tipiche Yurte o Oey di feltro.
  • CULTURA Dushanbe con i suoi musei e la fortezza di Hissar; Santuario di Panja Shah, curato dai discendenti dell’ultimo Mir del Wakhan; Fortezza di Qala-e Panja; Fortezza di Khakha; Forte di Yamchun; stupa di Vrang; petroglifi di Langar. 
  • MERCATI Mehrgon/Dushanbe; Khorog crocevia di razze ed etnie; Sultan Iskhashim affollato di commercianti afghani, donne avvolte con il burqa e tajiki
  • ANIMALI oche, anatre, ibis, uccelli acquatici e trampolieri, cavalli, muli, asini, pecore, capre, yak, cammelli battriani, stambecchi, urial, pecore di Marco Polo
  • WAY OF LIFE, TRADITION & CUSTOM La mitica M41che attraversa l’altopiano del Pamir, collegando Ošh (in Kirghizistan) con Khorug e successivamente Dušhanbe (in Tajikistan) valicando passi tra i 2200 e il 4600 m; attraversamento della Regione Autonoma del Gorno-Badakhshan (GBAO Gorno-Badakhshan Autonomous Oblast); ospitalità rurale presso Homestay/Guest House; popolazione di musulmani ismailiti Nazariti (Islam moderato) che hanno come capo e 49° Imam l’Aga Khan (Karīm al-Husaynī); villaggi contadini dell’Afghan Wakhan con vita reale rimasta allo stato medievale; l’uso di mangiare sul “plateatico”, un tipico tavolo basso apparecchiato o su “dastarkhan”, una tovaglia stesa per terra; le case tradizionale dei Wakhi sono costituite da una grande stanza sorretta da cinque colonne, con quattro aree rialzate disposte attorno a una buca centrale, da una cucina e da un atrio.

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L’itinerario nell’altopiano del Pamir (chiamato anche Bam-i Dunya “tetto del mondo”) si sviluppa ad un’altitudine compresa tra i 2.800 e i 3.300 metri sul livello del mare ed è delimitato a nord dalla catena del Tien Shan, a sud da quella dell’Hindu Kush (Pakistan) e del Karakoram, a est da quella del Kunlun Shan (Cina). Nonostante la sua estensione, è abitato solo dal 3% della popolazione del Tajikistan (circa 220.000 abitanti). Il viaggio è duro e impegnativo, per i continui spostamenti su piste e strade dissestate, con alcune tappe lunghe, ma ad ogni salita lo scenario cambia, e l’impatto con la natura si fa sempre più prorompente. Si richiede spirito di adattamento.


PROGRAMMA DI VIAGGIO CON PENSIONE COMPLETA

IN AFGHANISTAN TAJIKISTAN 16 GIORNI – 15 NOTTI


1° GIORNO: ITALIA – DUBAI – VOLO PER DUSHANBE AEREO

Ritrovo all’aeroporto delle rispettive città di partenza. Disbrigo della formalità di imbarco e partenza con volo di linea per Dubai; dopo transito aeroportuale e cambio di aeromobile è il nuovo imbarco per Dushanbe con pasti a bordo.


2° GIORNO:  DUSHANBE CITY TOUR INTERA GIORNATA

Arrivo molto presto a Dushanbe, dove effettuate le pratiche d’entrata, è il trasferimento in hotel per un breve riposo e la colazione. Dushanbe è una città moderna, nominata nel 1929 capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tajikistan con il nome Stalinabad, a seguito della liberazione dai bolscevichi per opera dei Basmachi. Nel 1961 fu ribattezzata Dushanbe; il suo nome in lingua tagika significa “lunedì”, poiché esso era il giorno in cui si svolgeva un frequentato mercato che attirava scambi economico-commerciali da tutta la regione. Nel 1991, a seguito del collasso dell’Unione Sovietica (USSR), il Tajikistan dichiarò la sua indipendenza. Si visita il Museo di antiquariato ed etnografia, contenente reperti provenienti principalmente dalle civiltà pre-islamiche del Tajikistan, noto per la statua del Buddha dormiente di Ajina Teppe. Lunga 13 metri (rinvenuta nel 1966 e tagliata in 92 pezzi per il trasporto), risale all’epoca kushanica (circa 1500 anni fa) ed è considerata, dopo la distruzione dei Buddha di Bamian in Afghanistan, la statua del Buddha più grande di tutta l’Asia Centrale. A circa 30 km dalla capitale si raggiunge la Fortezza di Hissar (raffigurata sulla banconota da 20 Somoni TJS), con la visita di ciò che rimane di un complesso archeologico del XVIII e XIX secolo a seguito dell’occupazione dei guerriglieri Basmachi e la distruzione dell’Armata Rossa. Passando per una porta in pietra si accede a 2 Medresse; all’interno di una di esse, la Medressa-i-Kuhna, è un piccolo museo etnografico. Rientrando a Dushanbe si visita il grande e nuovo mercato “Mehrgon” e per concludere la Main Square Somoni, dove è visibile il monumento a Ismoil Somoni (considerato il padre della nazione tajika), collocato nel 1999 in onore del 1100° anniversario della dinastia Samanide e al posto della precedente statua di Lenin. Si rientra in Hotel con a seguire la cena di benvenuto al ristorante. (FB)


3° GIORNO:  DUSHANBE – KULOB – KALAI-KHUMB 350 km, 4X4

Lasciamo la capitale, percorrendo la mitica Pamir Highway (M41), che va da Dushanbe a Osh in Kirghizistan, la seconda strada transitabile più alta del mondo. Lungo il percorso attraverso paesaggi meravigliosi, sono previste soste panoramiche sulla Diga di Nurek costruita sul fiume Vahš, che con i suoi 3300 m d’altezza è la diga di produzione di energia elettrica più alta del mondo. Si fa sosta pranzo a Külob, con ampie strade aperte fiancheggiate da malvarosa e punteggiate da eleganti statue civiche, per poi salire e scendere a zig zag sui tornanti del Shurabad Pass (3252 m). Si giunge nel tardo pomeriggio a Kalai-Khumb, porta d’ingresso della Regione autonoma del Gorno-Badakhshan (GBAO Gorno-Badakhshan Autonomous Oblast). Il nome del villaggio significa “Fortezza sulla riva del fiume Kumb”, mentre il suo secondo nome è Darvaz, che in tajiko significa appunto “porta d’ingresso”. In Pamir la gente parla diverse lingue non tagike, con 7 dialetti differenti. Kalai-Khumb si trova sul fiume Pyanj, che segna il confine ufficiale tra Tajikistan e Afghanistan, consentendo di osservarne le rive fluviali dalle sponde opposte. Cena e sistemazione in Guest House. (FB)


4° GIORNO: KALAI-KHUMB – KHOROG 260 km, 4X4

Dopo la colazione, partenza per Khorog, attraversando paesaggi selvaggi e superbi, lungo il fiume Pyanj che forma il confine con l’Afghanistan. Costeggiando la valle del fiume Bartang tra la catena Yazgulem a nord e il Rushan Range a sud, si raggiunge Rushan, poco più di una scheggia di case tra campi coltivati che sembrano impossibilmente incuneati tra il fiume ruggente e la scogliera verticale. Si fa sosta per il pranzo in un bel luogo vicino il fiume Pyanj, da cui godere la vista della tranquilla vita rurale che scorre sulla sponda opposta dell’Afghanistan. Si prosegue per Khorog, capitale del Gorno-Badakshan costruita sulla confluenza dei 3 fiumi, il fiume Shokhdara, Ghund e il fiume Pyanj (chiamato anche Amu Darya, o in antichità Oxus). Situata ai piedi della Wakhan Valley a 2200 mt. è la città più alta del Tajikistan. Enunciare il detto “quando si tratta di viaggiare nel Pamir, tutte le strade portano a Khorog ” equivale alla percezione che si ha della città come un rifugio accogliente e sicuro dai forti venti che circondano il paesaggio montuoso. In epoche diverse è stata sotto il controllo della Russia, dell’Emirato di Bukhara e dell’Afghanistan ed i russi vi costruirono un forte in epoca sovietica, essendo Khorog in una posizione altamente strategica al confine afghano. Nel 1986 il territorio fu occupato da truppe dell’Impero russo. Durante il “Grande Gioco” tra la Russia e la Gran Bretagna, i russi cercarono di prendere il controllo del Pamir e costruirono una strada (la nota M41) da Osh a Sary-Tash, poi a Murghab e infine a Khorog; inoltre organizzarono un posto di frontiera sulle rive del fiume Pyanj e il piccolo villaggio di Khorog iniziò a svilupparsi. Oggi è centro amministrativo del Gorno Badakhshan e la città più grande del Pamir, una città di circa 28.000 abitanti che ha l’aria e la sicurezza di una capitale, attraendo persone da ogni parte per i suoi bazar ben forniti, supermercati e case da thè. Sede di una vasta popolazione di musulmani ismailiti, Khorog riceve finanziamenti dall’Aga Khan (Karīm al-Husaynī), il 49° Imam dei musulmani Ismailiti Nizariti, che ha consentito il sorgere di una propria Università, 12 scuole e di ospitare uno dei 3 campus dell’Università degli Studi dell’Asia Centrale. Le scuole dell’Aga Khan si sforzano di creare un equilibrio armonioso tra esigenze accademiche, attività sportive e culturali e vita comunitaria. Sulla strada per Khorog si può incontrare la gente locale. La gente del Pamir «Pamiri» si distingue dagli altri tajiki per alcune caratteristiche antropologiche avendo anche capelli biondi, pelle chiara e gli occhi azzurri. L’etnia “Pamiri” è tipica di quelle popolazioni iraniche che, abitando le impervie regioni del Pamir, non furono toccate dalle invasioni turco-mongoliche e si convertirono all’islam ismailita all’inizio del secondo millennio.  Cena e pernottamento in Hotel locale. (FB)


5° GIORNO: KHOROG – VISTO PER AFGHANISTAN  4X4

Dopo la colazione si richiede il visto presso il consolato afghano di Khorogh. In sua attesa si visita la città. Il giardino botanico del Pamir, secondo giardino botanico più alto del mondo (3900 m), ha un’eccellente vista panoramica dell’intera città. Fu fondato nel 1940 per testare il tasso di sopravvivenza di diverse piante nelle condizioni del clima montano. Secondo i dati ufficiali sono stati testati oltre 30.000 tipi di piante e, di conseguenza, la collezione da giardino comprende ora circa 4.000 tipi di piante. Interessante l’atmosfera del mercato locale, crocevia di razze ed etnie, provenienti anche dal limitrofo Afghanistan, dove è facile incontrare, tra bancarelle di frutta e cappelli di feltro kalpak, sia uomini “afghani” dai caratteri somatici forti che “Pamiri”, differenti dagli altri tajiki per capelli biondi, pelle chiara e occhi azzurri. Dopo la visita del Museo, comprendente una bella mostra etnografica e storica, si rientra nella Guest House per la cena. (FB)


6° GIORNO: VENERDì 30 AGOSTO 2019: KHOROG – GARAM-CHASMA – ISHKASHIM – SULTAN ISHKASHIM – INGRESSO IN AFGHANISTAN110 km,4X4

Dopo la colazione, si raggiunge la famosa Sorgente di acque minerali calde Garam-Chasma (2325 m). L’acqua minerale sale sulla superficie da grandi profondità a piccoli e grandi getti, sotto forma di micro geyser di acqua calda. L’acqua è fangosa dai depositi di calcare e contiene sfere di calcio. I sedimenti di tali sfere e calcare formano una serie di piscine naturali, dal fondo di travertino, con specchi d’acqua colore turchese con una profondità di mezzo metro, dove è possibile fare il bagno. Si prosegue verso il confine afghano per una stretta valle, parallela al fiume Pyanj e percorsa da muli, finchè nei pressi di Ishkashim il fiume si allarga, con pascoli verdi che assomigliano a campi da golf. Ishkashim (2510 m) è capitale del distretto omonimo, chiamata come la speculare Eshkashem in Afghanistan. Le persone della città sono prevalentemente Nizārī Ismāiliti e sono chiamate Ishkashimi e molti di loro parlano la lingua Ishkashimi. Nella zona del Wakhan afghano vedremo per lo più persone di etnia Wakhi e Kuch, mentre il Wakhan superiore è abitato da nomadi kirghisi. Un ponte aperto nel 2006 collega le due città. Siamo sul confine ed espletate le formalità di frontiera, si attraversa il ponte per raggiungere la cittadina di Sultan Iskhashim. Pernottamento in Guest House. (FB)


7° GIORNO:  SULTAN ISHKASHIM – KHANDUD – GOZ-KHAN LOWER WAKHAN 4X4

Al mattino si richiede il permesso di cui c’è bisogno per viaggiare nella zona dell’Afghan Wakhan Corridor. Una volta a settimana si tiene il border market, un mercato tenuto in superba posizione su un’isola nel fiume Pyanj (nella terra di nessuno appartenente al fiume), circondato da case di mattoni di fango. E’ affollato di commercianti afghani che sfoggiano turbanti e “pakol” e donne avvolte con il burqa; mentre i tajiki comprano dagli afghani prodotti pakistani, gli afghani invece comprano i prodotti della valle Wakhan e del resto del Tajikistan. Lungo la valle numerosi sono i piccoli villaggi, tra cui Khandud, vicino la riva sinistra del fiume Pyanj, sede di un Aksakal con autorità giudiziaria sul Sad-i-Khandut. Si prosegue verso il villaggio di Goz-khan. Il percorso da Eshkashem a Goz-Khan, interno al corridoio di Wakhan, è una strada carrozzabile ghiaiosa e polverosa di alta montagna che si estende a 2700 metri sopra il livello del mare. La vera differenza tra la valle Wakhan e il Pamir è la sua abitabilità e la distanza dei villaggi tra loro. Grandi campi coltivati invasi dal bestiame, piccoli villaggi di case di terra, piccoli meli carichi di frutta e bambini che vanno a scuola. Goz-Khan è abitato dai Wakhi, gruppo etnico locale, che definiscono se stessi come Khik e la loro lingua come Khik zik. L’esonimo Wakhi, dato dai loro vicini, si basa sul nome locale WUX, derivante da Waxšu, il vecchio nome del fiume Oxus (Amu Darya), grande fiume formato dalla congiunzione dei fiumi Vakhsh e Pyanj. Pernottamento in Guest House (FB)

L’itinerario è progettato per consentire ampio tempo per passeggiate, visite ai villaggi, fotografia e incontro con gli abitanti amichevoli della valle. Nonostante un itinerario pianificato, si fa notare che i cambiamenti possono accadere giorno per giorno. Questo è l’Afghanistan dopo tutto ed è richiesta la massima flessibilità. Le distanze di guida giornaliere non sono generalmente lontane, ma può richiedere tempo per la condizione delle strade.


8° GIORNO: GOZ-KHAN – SARHAD-E-BROGHIL   4X4

Ci troviamo nell’estremo nord-est dell’Afghanistan, dove le carte geografiche mostrano un sottile peduncolo che si protende verso il Turkestan cinese e divide le alte terre del Tajikistan dal labirinto montano del Chitral (Pakistan). Questo curioso “dito” è noto con il nome di Corridoio di Wakhan. Qui passava uno dei rami più frequentati della Via della Seta, percorso nel 1271 da Marco Polo. Nel XIX secolo avventurieri, esploratori e spie frequentavano quest’area con l’intento di accattivarsi il favore del khanato uzbeko di Kokand e cercando di superarsi gli uni con gli altri in una guerra fatta di doppi giochi e spionaggio ad alta quota, che in inglese viene ricordata con il nome di “Great Game” (Grande Gioco). Lo scenario che vi fece da sfondo rappresentò la prima “guerra fredda” tra Oriente (Russia) e Occidente (Gran Bretagna). I russi alla fine prevalsero prendendo possesso della regione in nome dello zar. Gli accordi sui confini anglo-russi siglati nel 1895 assegnarono alla Russia gran parte del Pamir e crearono il Corridoio di Wakhan, la scomoda lingua di terra afghana che divideva i due ex imperi, assegnandolo all’Afghanistan come cuscinetto tra gli imperi espansionisti della Russia zarista e dell’India britannica e come mezzo per mantenere uno spazio neutrale tra loro. È stato l’obiettivo di molti esploratori e viaggiatori occidentali, ma pochi hanno mai raggiunto questa valle drammatica e imponente; ancora oggi è considerata una delle valli più remote e meno visitate al mondo. Con una pista sterrata e molto accidentata che spesso deve guadare vari torrenti, si prosegue esplorando la valle e transitando per diversi piccoli villaggi, ognuno dei quali è abitato da famiglie contadine. Mentre le acque dei torrenti sono tipicamente glaciali, ci sono alcune sorgenti calde che punteggiano la valle che invitano a bagnarsi, come a Sargaz. Merita una sosta Kret, villaggio situato in posizione sbalorditiva ai piedi dell’imponente vetta del Kohe-Safed (6513 m), localmente nota come Baba-Tangi (in lingua locale Picco di Giada). In questa area la catena dell’Hindukush si apre consentendo strategicamente, attraverso il Broghil Pass (3882 m) e l’omonima valle, di collegare la striscia del Corridoio Wakhan afghano con la valle di Chitral in Pakistan (distretto di Khyber Pakhtunkhwa). Si giunge in serata nel piccolo villaggio di Sarhad-e Broghil  (3270 m), dove  termina la strada carrozzabile e dove la valle si restringe e le montagne si avvicinano;  da qui, ogni ulteriore avanzamento può essere fatto solo a piedi o a cavallo. Lo scenario di questa meravigliosa valle è davvero magnifico. E’ anche questo territorio del popolo Wakhi, le cui donne sono particolarmente distinguibili con le loro sciarpe rosse brillanti, lunghi veli in testa e collane di perline colorate. Pernottamento in Guest House. (FB)


9° GIORNO: SARHAD-E-BROGHIL – QALA-E PANJA  UPPER WAKHAN 250 km,4X4

Si ritorna indietro lungo l’Upper Wakhan e l’omonimo fiume. Le zone paludose che costeggiano il fiume Wakhan sono aree di nidificazione di oche, anatre e ibis, e vengono frequentate anche da uccelli migratori e rapaci, mentre le pianure acquitrinose offrono tutto l’anno un habitat adatto ai trampolieri. I villaggi che si affacciano sulla vallata sono Wakhi; gli abitanti traggono il loro sostentamento dall’agricoltura e dall’allevamento del bestiame, conducono le loro greggi ai pascoli stagionali situati a 4.500 m di quota: sono in genere molto ospitale e spesso accolgono gli ospiti con un sorriso cordiale, una tazza di thè e una ciotola di yoghurt. Si giunge a Qala-e Panja, una volta capitale del vecchio regno di Wakhan. Vicino al villaggio ci sono l’ex capanno di caccia di Zahir Shah, l’ultimo re dell’Afghanistan e le rovine della Vecchia Fortezza, usata come punto di guardia strategico lungo la Grande Via della Seta (2-3 sec a.C.). Qala-e Panja è storicamente importante in quanto vi risiede Pir Shah Ismail, il leader spirituale degli ismailiti di Wakhan ed è anche sede del Santuario di Panja Shah, curato dai discendenti dell’ultimo Mir del Wakhan. Pernottamento in Guest House. (FB)


10° GIORNO: MARTEDì 3 SETTEMBRE 2019: QALA-E PANJA – LUNGO IL FIUME WAKHAN – SULTAN ISHKASHIM LOWER WAKHAN 500 km circa in entrata e uscita da Sultan Ishkashim, 4X4

Montagne alte più di 5.000 metri dominano l’orizzonte, formato da una serie di villaggi situati lungo il fiume Wakhan tra Qala-e Panja, dove la valle è larga solo 2 km nel punto di massima ampiezza e Sultan Ishkashim. In questa terra dove tutto ha proporzioni immense, le vette incappucciate di neve incombono maestose sui villaggi e i ghiacciai scendono a picco per alimentare il fiume. L’urial e lo stambecco afghano vivono in branchi numerosi nelle ripide e aride vali laterali. Straordinario l’incontro con la popolazione dei Wakhi che vivono nel corridoio da più di 2500 anni e che ancora vivono qui con tradizioni contadine. Si occupano di agricoltura (principalmente grano, orzo, patate, legumi e alberi da frutta) e allevamento (principalmente polli, pecore, capre e yak), che costituiscono la loro dieta per i lunghi mesi invernali innevati quando le temperature scendono a -40 gradi. Parlano il wakhi, una lingua appartenente al ceppo iraniano e professano l’ismailismo sciita, introdotto nel Wakhan nell’XI secolo da Nasir Khusraw. L’attuale leader spirituale degli ismailiti è Karim Aga Khan, che i wakhi venerano come diretto discendente del profeta Maometto, nonchè 49° Imam. Le case tradizionali dei Wakhi sono costituite da una grande stanza sorretta da cinque colonne, con quattro aree rialzate disposte attorno a una buca centrale, da una cucina e da un atrio. La luce naturale proviene da un lucernaio nel tetto. Le cinque colonne simboleggiano i cinque profeti maggiori (Fatima, Alì, Mohammed, Hassan e Hussein), oltre che i cinque pilastri dell’islam e, come sostengono alcuni, le cinque divinità di Zoroastro (le origini delle case risalgono infatti a 2500 anni fa, ben prima dell’avvento dell’islam). Pernottamento in Guest House. (FB)


11° GIORNO: SULTAN ISHKASHIM -ISHKASHIM – KHAKHA – VRANG – YAMCHUN – BIBI FATIMA – YAMG – TAJIKISTAN WAKHAN AREA USCITA DALL’ AFGHANISTAN 125 km, 4X4

Espletate le formalità di frontiera in uscita dall’Afghanistan, si prosegue nell’area del Tajikistan Wakhan. Si sosta nei pressi del villaggio di Namadgut, per visitare su una collinetta sormontata da una serie di frammenti di mura di fango l’antica Fortezza di Khakha (epoca Kusanide III sec a.C.) a guardia lungo la Via della Seta. Si visitano a Vrang i singolari stupa buddhisti del IV secolo, dove sostavano le carovane dei pellegrini che attraversavano la regione e che potrebbero essere stati originariamente un tempio del fuoco zoroastriano. Nei pressi è il Forte di Yamchun (3250 m, IV-III a.C.), un complesso fortificato risalente all’era Kushan del XII secolo che vanta la posizione più spettacolare di tutta la valle di Wakhan, con mura multiple e torri di guardia rotonde. A Zukhro, in una tomba di roccia con acqua di oltre 40°, si trovano le sorgenti termali di Bibi Fatima, così battezzate in onore della sorella del Profeta Maometto. Le donne pensano di poter accrescere la loro fertilità visitando le formazioni di calcite a forma di utero. Pernottamento a Yamg in Guest House. (FB)


12° GIORNO: YAMG – LANGAR – BULUNKUL  180 km, 4X4

Si esce dal Wakhan Corridor tajiko nel punto in cui i fiumi Wakhan e Pamir si uniscono per diventare il Pyanj, entrando nell’altopiano del Pamir (regione di Sarkhand). Presso il villaggio di Langar, una pista conduce ad un sito di petroglifi (Rock-Carvings), dove sono ben 6000 incisioni. Alcuni risalgono all’età della pietra con figure di stambecchi, umane e yak; altri più recenti, forse dell’età del bronzo, mostrano arcieri e figure umane a cavallo; altri ancora probabilmente dell’8° secolo mostrano motivi e testi islamici, che annunciano l’arrivo dell’Islam nella regione. Nella parte opposta di Langar c’è l’omonimo villaggio afghano, con un ponte in fase di ultimazione, che consentirà presto di collegare i due villaggi. Si prosegue costeggiando sempre il vorticoso fiume, sulla cui sponda afghana sono spesso visibili i cammelli battriani a 2 gobbe, e salendo di quota fino al Khargush Pass (4344 m), da cui voltandosi indietro poter godere un panorama spettacolare sul massiccio afghano di Koh-i-Pamir (6300 m circa). In questa area del Pamir lungo la M41 vivono popolazioni di etnia Kyrgyz con le loro tipiche Yurte o Oey di feltro, che si tessono stagionalmente in base al pascolo disponibile, alla luce del sole e al riparo dal vento. I Kyrghyz sono un popolo nomade sunnita musulmano di origine paleo-siberiana che parla la lingua kirghisa, un ramo della lingua turca orientale. Erano dislocati nel medioevo dalla loro terra natia originaria, a ovest del lago Baikal, allevando pecore, capre, yak e cammelli. Viaggiando lungo l’antica via della seta, hanno trovato pascoli permanenti nelle pianure del Pamir. Prima del 18° secolo e anche per qualche tempo dopo, gli antenati del popolo Kyrghyz del piccolo Pamir, avevano usato questi stessi altopiani come i loro quartieri estivi. Quando i sovietici conquistarono l’Asia centrale, e soprattutto quando decisero di colonizzare con la forza le tribù nomadi della regione, questo corpo di Kyrghyz, quasi 30.000 in numero, decise di rimanere permanentemente nei loro quartieri estivi. Qui, sebbene in una forma limitata, potevano praticare i loro modi nomadi e godere della libertà che i loro antenati avevano amato. Questa decisione naturalmente li separò per sempre dai loro parenti nelle pianure che avevano scelto, con la forza o meno, di stabilirsi, costruire villaggi e città e condurre un’esistenza sedentaria. Si raggiunge in serata l’insediamento tajiko di Bulunkul.  (FB)


13° GIORNO: BULUNKUL – BULUNKUL LAKE – YASHIL-KUL – KHOROG 180 km, 4X4

Bulunkul è un piccolo villaggio fuori dal mondo a 3.734 metri. Si dice sia la località più fredda del Tajikistan ed uno dei più freddi di tutta l’Asia centrale; qui la temperatura più bassa registrata è stata -63° C. e in effetti il villaggio ha persino una sua stazione meteorologica. Si giunge qui per lo scenario magnifico che regalano i 2 laghi d’acqua dolce: Bulunkul Lake appena fuori dal villaggio, il cui colore dell’acqua è un sottile gioco di viola e blu scuro alla luce del sole, e il lago Yashil-Kul (Lago Verde), un lago molto più grande appena oltre la collina. Dal villaggio infatti un breve tratto di pista conduce in vista dello Yashil-Kul, un surreale lago turchese incastonato in un deserto dalle tonalità ocra. Nel lago si trovano abbondanti specie di pesci. Spesso i suoi dintorni offrono la possibilità di vedere al pascolo gli yak, una specie unica di animali domestici, con caratteristiche di mucca e di pecora con il pelo lungo; lo yak è tradizionalmente utilizzato come animale da soma oltre a dare latte e prodotti di carne. E’ questo anche il territorio della gigantesca pecora argali dalle lunghe corna, che prende il nome dal famoso esploratore Marco Polo, il quale descrisse questa specie durante l’attraversamento del Pamir (gli antichi monti Imeoni) nel 1271, e che tutt’oggi è il simbolo della nazione tajika. Dopo il pranzo a Bulunkul, si torna indietro lungo la M41 attraversando il Koitezak Pass (4271 m), che lascia intravedere da lontano anche la vetta innevata del Pik Kommunisma (7495 m). Con diverse soste fotografiche, tra cui quella presso il “ponte sospeso” sul fiume Gunt nei pressi di Jelondy, si arriva in serata a Khorog. Sistemazione in Hotel. (FB)


14° GIORNO: KHOROG – KALAI-KHUMB 250 km, 4X4

Trasferimento da Khorog a Kalai-Khumb, seguendo il corso del fiume Pyanj e contornando il confine con l’Afghanistan. Spesso ci ferma a fotografare l’altra sponda, gratificati dalla facilità e vicinanza con cui è possibile osservare sentieri altalenanti su rocce e dirupi, villaggetti e case isolate, da cui è possibile chiaramente osservare la vita dei contadini. Sul bordo della strada frondosi alberi carichi di frutta invitano alla sosta rigeneratrice presso una Chaykhona, spesso seduti su plateatico, mentre mezzi blindati militari arrugginiti ed abbandonati ricordano i trascorsi bellici tra i due stati. Sistemazione a Kalai-Khumb in Guest House. (FB)


15° GIORNO: KALAI-KHUMB – TAVILDARA – BLUE LAKE – DUSHANBE 300 km, 4X4

Dopo colazione, ci dirige verso la meta finale Dushanbe, lungo la M41 ed la regione di Tavildara. Il percorso è molto accidentato per le frane e transitato da camion enormi, che generano molta polvere, ma gli scenari sono fantastici. Si transita sul Khaburobot Pass (3252 m) e il villaggio di Tavildara, nei cui è prevista la sosta per il pranzo a Blue Lake. Il lago di colore azzurro è piccolo ma molto bello, circondato da un boschetto con alberi di salice e noci. Si riprende transitando per Nurobad e la diga di Rogun in argilla sul fiume Vakhsh, che ultimata con i suoi 335 metri sarà la più alta del mondo. Arrivo serale a Dushanbe. Cena di arrivederci con il Team tajiko. Sistemazione in Hotel. (FB)


16° GIORNO: DUSHANBE – DUBAI – ITALIA AEREO

Si raggiunge molto presto l’aeroporto dove, espletate le formalità doganali di uscita, è l’imbarco e la partenza con volo di linea per Dubai. Dopo un breve transito e cambio di aeromobile, si riparte per la destinazione finale in Italia con pasti a bordo.


Fine dei Servizi Afghanistan Tajikistan Whakan & Afghan Pamir


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Condizioni Generali & Dettagli:

  • Quota d’iscrizione: € 100 COMPRESA
  • Tasse aeroportuali indicativamente € 412 o € 398 al 18.03.2019 confermabili solo all’atto della prenotazione e dell’emissione del biglietto aereo ESCLUSE
  • Assicurazione medico bagaglio (con massimali fino a € 10.000) COMPRESA
  • Supplemento assicurazione integrativa spese mediche € 46 ESCLUSA
  • Assicurazione annullamento viaggio ESCLUSA
  • Supplemento camera singola € 150 ESCLUSO
  • Con gruppo chiuso a 8 partecipanti € 100 di extra (accompagnatore dall’Italia incluso)
  • Durata 16 giorni, 15 notti

NB: Consigliamo di prenotare con largo anticipo in quanto la quotazione dei voli internazionali è soggetta a progressivi aumenti.

Con voli Emirates da Roma Fiumicino e Milano Malpensa                                           

Da Roma Fiumicino:

  • EK 100  ……..  FCODXB 1130 1920
  • EK2234  …….  DXBDYU 2235 0255+1
  • EK2235  ……..  DYUDXB 0415 0700
  • EK 097   ………  DXBFCO 0910 1325

Tax € 412

Da Milano Malpensa:

  • EK 102  25AUG  MXPDXB 1120 1920
  • EK2234  25AUG  DXBDYU 2235 0255+1
  • EK2235  09SEP  DYUDXB 0415 0700
  • EK 205  09SEP  DXBMXP 0945 1420

Tax € 398


SISTEMAZIONI:


Quota di partecipazione in camera doppia da:

€ 2.860,00 a persona

Su base 10 partecipanti 


afg 5


LA QUOTA COMPRENDE

  • Volo di linea internazionale in classe economica.
  • Transfers con autista: Veicoli 4x4WD: 4x4WD Jeep (4 posti +1 driver) – massimo 4 pax; 4x4WD Van (7 posti +1 driver) – posti 5-6 pax; 4x4WD Van (10 posti + 1 driver) – posti 7-8 pax; a secondo il numero degli iscritti. Tutti i veicoli sono confortevoli, con A/C e hanno grandi spazi per bagagli e attrezzature.
  • Sistemazione in camera doppia in hotel (solo a Dushanbe e Khorog).
  • Pensione Completa.
  • Servizio di guida locale di lingua inglese (1 per Tajikistan + 1 extra per   Afghanistan).
  • 1 litro di acqua minerale al giorno per persona.
  • Accompagnatore dall’Italia da 8 partecipanti.
  • Ingressi a tutte le visite indicate.
  • Partecipazione alle attività programmate.
  • Assicurazione medico/bagaglio base (massimali € 10.000).
  • Kit di pronto soccorso.
  • Quota d’iscrizione € 100 inclusa.

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Tasse aeroportuali, definibili solo al momento della emissione dei biglietti ed eventuali adeguamenti carburante.
  • Assicurazione Integrazione Spese Mediche.
  • Assicurazione Annullamento.
  • Visti DA PAGARE ALL’AGENZIA: Lettera di supporto Tajikistan € 30 + Lettera Supporto Afghanistan € 25 + Pamir Permit € 20.
  • Visti DA PAGARE IN LOCO: Tajikistan 82 US $ solo in valuta dollari + Afghanistan € 130 + Wakhan Corridor Permit € 60 + Permesso veicoli € 100* per veicolo (quota* da suddividere in base al numero finale dei partecipanti) quota in euro soggetta al cambio della valuta.
  • Supplemento Singola (disponibile solo a Dushanbe e Khorog).
  • Mance, extra personali, mance per foto-video, servizio lavanderia.
  • Bibite, analcoliche/alcoliche (Coca Cola 1 $, Aranciata 2 $ indicativamente; Birra 1,7 $ in negozio – al ristorante costa 2 o 3 volte di più) e pasti non menzionati da programma.
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce La quota comprende”.
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AFGHANISTAN TAJIKISTAN

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AFGHANISTAN TAJIKISTAN WHAKAN & AFGHAN PAMIR

Durata
16 giorni, 15 notti
Quota per persona
2.860,00 
Prossime partenze
Dal 25 Agosto al 9 Settembre 2019
Data di partenza
Informazioni
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