Pillole di Salento, dal Barocco Leccese a De Finibus Terrae

mercoledì, 22 luglio 2020

Terra di confine abbracciata da due mari, lo Ionio e l’Adriatico, il Salento è un alternarsi di sabbie dorate e scogli bassi, ville eclettiche e chiese paleocristiane, torri e castelli, Dolmen e Menhir, grotte e frantoi ipogei, muretti a secco e pajare, fino all’ineffabile Mondo del Barocco, che nella città di Lecce trova la sua espressione più piena tra chiostri, palazzi, edifici religiosi e botteghe artigianali, e alla sua superba tradizione eno-gastronomia ritenuta, all’unanimità, una delle migliori d’Italia.

Non è facile racchiudere in un solo articolo l’immensa ricchezza del Salento.

Non lo è nemmeno per me che affondo le radici in questa magica terra in grado di sorprendermi, ogni volta che torno, come se fosse la prima per cui vi darò giusto qualche pillola di Salento sperando di alimentare, se ancora non ci siete stati, la vostra curiosità e la brama di conoscenza.

Pillole di Salento, la terra dei due mari

Tra i silenzi infiniti del Capo di Leuca, noto come De Finibus Terrae, sole e ombra si fondono e trasformano rocce secolari in forme ineguagliabili, mentre lo Ionio e l’Adriatico si incontrano in un mondo infinito di colori che si scambiano venature di verde e di blu sotto le carezze del vento e della soffice brezza.

La prima cosa che viene in mente quando si parla del Salento è la tipica espressione dialettale “lu mare, lu sole, lu ventu” che i suoi abitanti vantano e ripetono con orgoglio e che i visitatori si portano dietro una volta lasciato questo limbo di terra dove alle spiagge di sabbia fine, bagnate dall’ acqua cristallina, si succedono gli scorci da cartolina delle scogliere protese sul blu del mar Mediterraneo.

Non da meno sono i colori del paesaggio dell’entroterra, rude e vivace al tempo stesso, con la sua esplosione di luce, natura, cultura e profumi da vivere intensamente in ogni stagione dell’anno e che sul finire dell’estate, quando i vacanzieri se ne vanno riconsegnandolo ai salentini e ai ritmi lenti e rilassati tipici del Sud Italia, regala emozioni uniche e indimenticabili.

Tra gli scenari marini e terrestri l’antica Messapia conserva una storia millenaria che si percepisce ovunque, negli insediamenti urbani come nelle aree rurali. Campanili, chiese e cappelle, così come castelli, palazzi e case di corte, custodiscono gelosamente una ricca eredità, frutto delle dominazioni che hanno influenzato e forgiato, con la loro cultura, la gente del luogo. Un popolo semplice e cordiale, sempre pronto a sorridere e a tendere la mano, che rispecchia la dolcezza del clima, mite e temperato tutto l’anno.

Tra le perle del Salento, testimoni del passato più remoto, ci sono le grotte (in alcune delle quali sono stati rinvenuti resti umani e pittogrammi dal simbolismo grafico in parte ancora oscuro e indecifrato) e i tesori megalitici (Dolmen e Menhir che attestano il bisogno del sacro nei luoghi dell’esistenza quotidiana), fino ai siti archeologici più recenti risalenti al periodo compreso tra il IX e il III secolo a.C. dell’antica Messapia e agli insediamenti rupestri medievali. Senza dimenticare le cripte votive e le chiesette affrescate, fiore all’occhiello del Salento nascosto, testimoni ufficiali della fede religiosa delle piccole comunità dell’epoca e dei pellegrini di passaggio.

Tra le importanti testimonianze del passato che riflettono il duro lavoro dell’uomo nel ventre della terra ci sono quelle lasciate dai frantoi ipogei che raccontano la storia dell’olio, l’evoluzione delle tecniche produttive e il modo di vivere contadino, ma anche il perdurare di antiche arti e mestieri come quello della cartapesta, che si tramanda di generazione in generazione da oltre mezzo secolo e che ancora oggi è il caposaldo dell’arte religiosa, o quello della tessitura (giusto per citarne qualcuno).

E ancora, il Salento è la Terra del Barocco che nella Basilica di Santa Croce, a Lecce, trova la sua punta di diamante e che si palesa in numerosi edifici, religiosi e non, della città e della provincia, tra le facciate e gli altari, i portali e i rosoni, dove la creatività di scalpellini e architetti si è perpetuata nel tempo con dovizia di particolari incisi nella pietra, ed è una terra di palazzi e castelli incastonati nelle piazze e nelle stradine dei centri storici cittadini, dimore delle famiglie feudatarie pronte a difendere i loro privilegi con ogni mezzo.

Una terra ricca di storia, sapienza, colori e tradizioni che forse non abbaglia con effetti vistosi, ma incanta con la sua voce suadente. E qui, concedetemi l’espressione, emerge la mia “salentinità

Diana Facile

Autunno in Salento – dal 29 Settembre al 04 Ottobre 2020 (scopri il viaggio)

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