Bianchi Elisa

Elisa

Elisa

Elisa Bianchi,

nata ad Albenga il 6 giugno 1984. Residente a San Bartolomeo al Mare (IM).

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo in Beni Archeologici all’Università di Bologna, fin dall’inizio dei suoi studi focalizza il suo interesse verso gli aspetti più antichi della nostra esistenza grazie a cui è possibile comprendere le evoluzioni culturali attuali e quelle avvenute nel corso del tempo. Perseguendo le sue passioni, si laurea su un progetto di ricognizione in Tunisia centrale per comprendere le dinamiche di occupazione territoriale, gli scambi di materie prime e gli spostamenti dei gruppi umani grazie allo studio tecnologico degli strumenti utilizzati dall’uomo durante il Mesolitico e il Neolitico. Specializzata in Preistoria all’Università di Ferrara, si dedica all’analisi funzionale di materiali relativi al Paleolitico medio italiano. Ha partecipato a numerosi scavi e ricognizioni, condotti da università e centri di ricerca italiani e internazionali, in Italia e all’estero (Tunisia, Marocco, Uzbekistan) in contesti preistorici, protostorici e di età romana. Conseguita la qualifica di Esperto dei Beni Culturali in seguito ad un Master in Management dei Beni Culturali, si occupa di consulenze per progettazioni di mostre e allestimenti museali. Attualmente collabora con associazioni per la promozione e la valorizzazione dei beni culturali in Piemonte e in Liguria ed è operatore museale presso il Museo Archeologico del Finale in cui si occupa di visite guidate e attività didattiche di archeologia sperimentale per bambini e adulti. Amante della scoperta per indole e professione, non perde occasione per entrare in contatto con nuove culture e nuovi luoghi con cui si mescola e da cui trae spunti di riflessione. Per lavoro e per passione, frequenta soprattutto i paesi asiatici, profondamente attratta dalle architetture, dal cibo, dalle popolazioni ed in particolare dalle religioni. Del rimanere a lungo e del frequentare spesso gli stessi paesi apprezza la possibilità di entrare nella quotidianità delle persone, carpirne le abitudini, “sentirsi come a casa” a tal punto da lasciare in quei luoghi una parte di cuore ad ogni partenza, sensazioni che ama trasmettere ai viaggiatori che accompagna alla scoperta del mondo.

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